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24 luglio 2026
12:27

Cooperative Sociali, al via la trattativa per il rinnovo del Contratto nazionale applicato a circa 437mila addetti del comparto socio-sanitario assistenziale educativo e dell’inserimento lavorativo

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Sommario

Il 21 luglio 2026 è iniziata la trattativa per il rinnovo del CCNL delle Cooperative sociali, scaduto il 31 dicembre 2025. Coinvolte circa 437mila lavoratrici e lavoratori del comparto socio-sanitario. Fisascat Cisl e altri sindacati hanno presentato una piattaforma unitaria focalizzata su salari, welfare, stabilità occupazionale e sicurezza, per rispondere alle trasformazioni del settore del welfare italiano.

Al centro del negoziato salario, valorizzazione delle professionalità, tutele, organizzazione del lavoro, salute e sicurezza e qualità dei servizi

Roma, 24 luglio 2026 – Il 21 luglio ha preso ufficialmente il via la trattativa di rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro delle Cooperative sociali, scaduto il 31 dicembre 2025. Sono circa 437mila le lavoratrici e i lavoratori interessati dall’avvio dei negoziati, impiegati nelle oltre 30mila cooperative operanti nei settori socio-sanitario, assistenziale, educativo e dell'inserimento lavorativo.

La Fisascat Cisl e le altre organizzazioni sindacali di categoria hanno illustrato i contenuti della piattaforma rivendicativa unitaria, sottolineando il valore del Contratto nazionale quale strumento fondamentale per rafforzare diritti, tutele e qualità del lavoro in un comparto strategico per il sistema del welfare del Paese.

La piattaforma parte dalla consapevolezza delle profonde trasformazioni che stanno interessando il settore, chiamato a rispondere all'evoluzione dei bisogni sociali e sanitari, all'invecchiamento della popolazione, all'aumento delle fragilità, alla crescente difficoltà di reperire e trattenere personale qualificato e alla sostenibilità dei sistemi di affidamento e accreditamento dei servizi.

La proposta sindacale punta innanzitutto al recupero del potere d'acquisto delle retribuzioni attraverso l'incremento dei minimi tabellari e degli istituti economici, il riconoscimento della quattordicesima mensilità, il rafforzamento del sistema indennitario, degli scatti di anzianità, del welfare contrattuale e della previdenza complementare.

Tra le priorità figurano inoltre la revisione del sistema di classificazione del personale e degli inquadramenti, per valorizzare competenze, responsabilità e percorsi professionali, il rafforzamento del lavoro stabile e a tempo pieno, la riduzione del part time involontario in favore di un meccanismo di consolidamento dell’orario di lavoro individuale, una nuova organizzazione dell'orario di lavoro, con particolare attenzione ai turni, ai riposi, alla prevedibilità delle prestazioni e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e il riconoscimento del diritto individuale alla formazione continua.

Ampio spazio è dedicato alle tutele occupazionali nei cambi di appalto e nelle riorganizzazioni dei servizi, con la richiesta di rendere pienamente esigibile la clausola sociale nei cambi di gestione, garantendo la continuità lavorativa, il mantenimento dei trattamenti economici e normativi e il pieno coinvolgimento delle organizzazioni sindacali.

La piattaforma punta, inoltre, a rafforzare il sistema delle relazioni sindacali e il ruolo degli Osservatori nazionali e territoriali e degli organismi paritetici, affinché appalti, accreditamenti, fabbisogni professionali, formazione, sicurezza e qualità dei servizi siano oggetto di un monitoraggio costante e di un confronto preventivo.

Centrale anche il tema della salute e della sicurezza, del benessere organizzativo e della prevenzione del disagio lavorativo, come anche l’istituzione di un fondo contrattuale destinato al sostegno al reddito in casi di crisi, lavori discontinui, inidoneità delle mansioni e relativi accompagnamenti al trattamento di quiescenza.

Tra i capitoli qualificanti della piattaforma figurano anche salute e sicurezza, formazione continua, benessere organizzativo, prevenzione dello stress lavoro-correlato e delle aggressioni, pari opportunità, sostegno alla genitorialità, contrasto alle molestie e alle discriminazioni, tutela dei caregiver e rafforzamento del welfare contrattuale, con particolare attenzione a un settore caratterizzato da una forte presenza femminile.

Sottolineato anche il ruolo specifico e complementare delle cooperative sociali di tipo A, impegnate nell'erogazione dei servizi socio-sanitari, assistenziali ed educativi, e delle cooperative di tipo B, protagoniste dei percorsi di inserimento lavorativo delle persone svantaggiate, entrambe presidio fondamentale di inclusione e coesione sociale nei territori.

La Fisascat Cisl, in particolare, ha evidenziato la necessità di contrastare ogni forma di dumping contrattuale e organizzativo; il Contratto nazionale delle Cooperative sociali, essendo il primo contratto per numeri di addetti, deve diventare il riferimento pienamente esigibile nei capitolati di gara, nei sistemi di accreditamento e nei rapporti con le committenze pubbliche e private.

Per la federazione cislina la trattativa dovrà essere affrontata con senso di responsabilità, continuità e disponibilità al confronto di merito, nella consapevolezza del ruolo essenziale svolto dalla cooperazione sociale nel sistema del welfare territoriale, nei servizi sociosanitari, assistenziali ed educativi, nei percorsi di inclusione lavorativa e nel sostegno quotidiano alle persone, alle famiglie e alle comunità.

«Il rinnovo contrattuale - ha dichiarato Aurora Blanca, segretaria nazionale Fisascat Cisl - dovrà produrre avanzamenti concreti e verificabili, coerenti con l’evoluzione del costo della vita e con la funzione pubblica e sociale svolta dalle cooperative sociali. Servono salari adeguati, maggiore valorizzazione delle professionalità, tutele più forti e condizioni di lavoro capaci di rendere il settore più attrattivo e trattenere le competenze qualificate. Rafforzare il Contratto nazionale significa rafforzare l'intero sistema della cooperazione sociale e la qualità dei servizi di welfare offerti al Paese». Il confronto riprenderà l'8 settembre.

Le parti hanno già definito un calendario di incontri, tra sessioni plenarie e tavoli ristretti, che accompagnerà la trattativa fino ai primi giorni di novembre.

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Redazione: Fisascat Cisl
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