Studi Professionali, trasmessa la piattaforma unitaria per il rinnovo del Contratto nazionale in scadenza il 15 febbraio 2027. Il 5 ottobre primo incontro di trattativa in Confprofessioni, oltre 341mila le lavoratrici e i lavoratori dipendenti interessati

Chicca: «Puntiamo ad un Ccnl moderno, inclusivo e pienamente esigibile, capace di accompagnare l’evoluzione delle professioni e di distribuire equamente i benefici della crescita e dell’innovazione digitale»
Roma, 7 settembre 2026 – Prenderanno il via il prossimo 5 ottobre i negoziati per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale degli Studi e delle Attività Professionali, in scadenza il 15 febbraio 2027 e applicato a più di 341mila dipendenti, prevalentemente donne.
Il confronto con Confprofessioni si apre in un comparto ampio, articolato e frammentato, nel quale, accanto al lavoro subordinato, operano centinaia di migliaia di praticanti e titolari di partita Iva. La maggior parte degli addetti è impiegata in studi professionali di piccole dimensioni, con meno di dieci dipendenti e una media di circa tre lavoratori per studio, mentre crescono le realtà più strutturate e caratterizzate da organizzazioni complesse e specializzazioni sempre più definite.
La piattaforma rivendicativa, trasmessa all’associazione datoriale dalla Fisascat Cisl e dalle altre organizzazioni sindacali di categoria, punta a consolidare il ruolo del Contratto nazionale quale strumento fondamentale per governare le trasformazioni organizzative, tecnologiche e sociali che interessano il settore, tutelare l’occupazione, valorizzare le professionalità e rafforzare i diritti.
Sul piano economico, la richiesta sindacale è di un incremento di 220 euro al quarto livello, da riparametrare per gli altri livelli, oltre a un meccanismo annuale di adeguamento dei minimi contrattuali all’effettivo aumento del costo della vita.
Tra le priorità della proposta sindacale figurano il rafforzamento delle relazioni sindacali a livello nazionale, territoriale e aziendale e l’introduzione di strumenti e forme di rappresentanza in grado di raggiungere anche le lavoratrici e i lavoratori degli studi di minori dimensioni. È inoltre richiesta una maggiore diffusione della contrattazione di secondo livello, accompagnata dalla previsione di un elemento economico di garanzia per chi non è coperto dalla contrattazione aziendale o territoriale. Centrale il capitolo dedicato alla formazione continua, che dovrà essere riconosciuta come diritto soggettivo, con un monte ore minimo annuale non inferiore a 40 ore.
Particolare attenzione è riservata alle competenze digitali, all’intelligenza artificiale, alla sostenibilità, alla salute e sicurezza e alla prevenzione delle discriminazioni, prevedendo anche sistemi trasparenti di attestazione e certificazione delle competenze acquisite. La piattaforma propone inoltre di aggiornare il sistema di classificazione, le declaratorie e i profili professionali per adeguarli alle nuove mansioni legate alla digitalizzazione, alla gestione dei dati, alla privacy, alla compliance, alla comunicazione e ai servizi evoluti.
Sul fronte dell’intelligenza artificiale, la richiesta è di affidare alla contrattazione collettiva il governo dell’introduzione dei nuovi sistemi tecnologici, attraverso commissioni paritetiche permanenti, informazione preventiva, trasparenza algoritmica, supervisione umana delle decisioni e percorsi di formazione e riqualificazione da svolgere durante l’orario di lavoro. Gli incrementi di produttività generati dall’innovazione dovranno tradursi in migliori condizioni economiche e professionali, riduzione dei carichi e degli orari e maggiore qualità del lavoro.
La proposta sindacale interviene anche sulla regolamentazione degli stage e del praticantato, prevedendo tutele normative ed economiche e quote minime di stabilizzazione, e sugli strumenti di accesso alle professioni, a partire dall’apprendistato, anche questo da rivisitare al fine di rendere maggiormente attrattivo il settore per le giovani generazioni. Per i contratti a termine viene richiesto il potenziamento del diritto di precedenza, oltre a quanto già previsto per le assunzioni a tempo indeterminato, estendendolo anche alle successive assunzioni a tempo determinato, mentre sul lavoro agile si propone un miglioramento della disciplina vigente. Sotto i riflettori anche gli istituti del contratto di reimpiego e del lavoro intermittente, sui quali si chiede l’avvio di una riflessione tra le parti.
Ampio spazio è dedicato alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, con la proposta di sperimentare una riduzione dell’orario settimanale a parità di salario, introdurre permessi per l’inserimento dei figli all’asilo nido e alla scuola materna, per la malattia dei figli fino a 14 anni e per l’assistenza ai genitori anziani, nonché rafforzare le tutele per i caregiver.
Sulla prestazione di lavoro in regime di orario straordinario si chiede inoltre di modificare la disciplina vigente riducendo le ore di straordinario individuale e, per i part-time, la stabilizzazione del lavoro supplementare. Richiesti anche il miglioramento dei congedi di maternità, paternità e parentali, almeno dieci giorni aggiuntivi di permesso retribuito per i padri e una disciplina più efficace del part-time post maternità. In materia di salute e sicurezza, la piattaforma punta a rafforzare il ruolo dei rappresentanti dei lavoratori, aggiornare la prevenzione dei rischi organizzativi e psicosociali, a partire da burnout e stress lavoro-correlato, e potenziare gli interventi contro molestie e violenze nei luoghi di lavoro.
Tra le richieste anche la conservazione del posto fino alla guarigione in caso di infortunio o malattia professionale, l’informazione preventiva sull’approssimarsi della scadenza del periodo di comporto e l’innalzamento al 100% del trattamento economico di malattia dal quarto al ventesimo giorno. Sul versante delle pari opportunità, la proposta recepisce le nuove disposizioni sulla trasparenza retributiva, con l’obiettivo di garantire criteri salariali oggettivi e neutrali e rafforzare gli strumenti di prevenzione e rimozione dei divari di genere.
La richiesta sindacale verte su maggiori congedi e tutele per le vittime di violenza, percorsi certi di ascolto e assistenza nei casi di molestie e l’istituzione della figura del Garante della Parità, oltre che alla definizione del regolamento di funzionamento della Commissione di genere. Completano la piattaforma le richieste di rafforzamento della previdenza complementare, attraverso l’incremento del contributo datoriale al fondo Fon.Te., e di potenziamento della bilateralità e delle prestazioni di welfare contrattuale, valorizzando quanto già previsto in tema di articolazione regionale di Ebi.Pro., rendendo pienamente operativi gli sportelli territoriali.
«Apriremo il negoziato con l’obiettivo di rinnovare il Contratto nazionale degli Studi Professionali prima della naturale scadenza e di offrire risposte concrete a una platea composta in larga parte da donne e occupata prevalentemente in studi di piccole dimensioni, dove la presenza sindacale e la contrattazione di secondo livello sono più difficili da esercitare», ha dichiarato Stefania Chicca, operatrice della Fisascat Cisl nazionale. «Le trasformazioni determinate dalla digitalizzazione e dall’intelligenza artificiale - ha aggiunto la sindacalista - devono essere governate attraverso la contrattazione, investendo sulla formazione e sulla valorizzazione delle competenze ed evitando che l’innovazione produca impoverimento professionale o perdita di occupazione. Il rinnovo dovrà garantire il recupero e la crescita del potere d’acquisto, rafforzare welfare e tutele e migliorare la conciliazione tra vita e lavoro». «Puntiamo ad un contratto moderno, inclusivo e pienamente esigibile, - ha concluso - capace di accompagnare l’evoluzione delle professioni e di distribuire equamente i benefici della crescita e dell’innovazione digitale».
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