Terziario Privato, Fisascat Cisl: lavoro di cura e appalti pubblici al centro delle nuove sfide del welfare e del Paese

Sommario
Il 12 settembre 2026 a Roma, Fisascat Cisl ha concluso l'iniziativa 'Dialoghi sul lavoro nel Terziario Privato', focalizzandosi su welfare e appalti. I lavori hanno analizzato i bisogni della società del care e le criticità degli appalti pubblici, evidenziando il rischio di dumping contrattuale nei settori ad alta intensità di manodopera.
Dell’Orefice: «Mettere al centro il benessere delle persone e impedire che la competizione sul prezzo si traduca nel taglio dei diritti e dei salari»
Roma, 12 settembre 2026 – Le trasformazioni demografiche e sociali, i nuovi bisogni di cura e assistenza, la valorizzazione delle professionalità del welfare e la qualità del lavoro nella filiera degli appalti pubblici. Sono stati questi i temi al centro della seconda giornata di “Dialoghi sul lavoro nel Terziario Privato. Transizioni in corso”, l’iniziativa nazionale della Fisascat Cisl che si è conclusa oggi a Roma. All’evento ha preso parte la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola.
Dopo le tavole rotonde dedicate della prima giornata dedicati alla contrattazione collettiva, alla partecipazione, alla qualità dell’occupazione, alla parità di genere, alla rappresentatività e al contrasto al dumping contrattuale, i lavori sono proseguiti con due approfondimenti su comparti strategici per la coesione sociale, la qualità dei servizi e lo sviluppo del Paese.
Il primo panel, coordinato dalla segretaria nazionale della Fisascat Cisl Aurora Blanca, ha affrontato il tema “La società del care: bisogni e professionalità per il welfare” con il segretario generale della Fp Cisl Roberto Chierchia e il segretario confederale della Cisl Sauro Rossi. Al centro del confronto le conseguenze dell’invecchiamento della popolazione, l’evoluzione dei bisogni delle persone e delle famiglie e la crescente domanda di servizi di cura e assistenza. Cambiamenti che richiedono un sistema di welfare più inclusivo, integrato e capace di riconoscere il valore sociale ed economico del lavoro di cura, investendo nella qualificazione delle competenze, nella formazione e nella valorizzazione delle professionalità, anche per rendere più attrattivo il settore. La riflessione si è poi concentrata sugli appalti pubblici, una filiera che coinvolge imprese, lavoratrici e lavoratori e incide direttamente sulla qualità dei servizi erogati ai cittadini.
Al panel “Appalti pubblici: la filiera che dà valore al Paese”, coordinato dalla segretaria nazionale della Fisascat Cisl Giusi Sferruzza, hanno partecipato la presidente di Confcooperative Lavoro e Servizi Mirella Paglierani, il segretario generale della Filca Cisl Ottavio De Luca e il segretario confederale della Cisl Andrea Cuccello. Il confronto ha approfondito il ruolo degli appalti pubblici come uno dei principali motori economici del Paese e come strumento attraverso il quale la Pubblica Amministrazione acquisisce beni, lavori e servizi essenziali per il proprio funzionamento e per l’erogazione delle prestazioni ai cittadini. Particolare attenzione è stata riservata ai settori ad alta intensità di manodopera, nei quali la competizione fondata prevalentemente sul prezzo rischia di scaricarsi sulle condizioni occupazionali, sulle retribuzioni e sui diritti.
«La società del care, i bisogni e le professionalità per il welfare rappresentano temi da tradurre concretamente, affinché non rimangano esclusivamente concetti sociologici ed economici – ha dichiarato il segretario generale della Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice –. Occorre mettere al centro il benessere delle persone, il lavoro di cura, retribuito e non, e la coesione sociale come pilastri dello sviluppo».
«Gli appalti pubblici rappresentano una filiera che dà, o che dovrebbe dare, valore al Paese e uno dei suoi principali motori economici – ha proseguito Dell’Orefice –. Si configurano sempre più come lo strumento attraverso cui la Pubblica Amministrazione acquisisce beni, lavori e servizi necessari al proprio funzionamento e all’erogazione delle prestazioni ai cittadini. Eppure, il nuovo Codice dei contratti pubblici, l’ennesimo, non ci pare eviti, nell’ambito delle forniture ad alta intensità di lavoro, che la competizione sul prezzo si traduca nel sistematico taglio dei diritti e dei salari delle lavoratrici e dei lavoratori».
Le due giornate hanno restituito un quadro ampio delle transizioni che attraversano il terziario privato e della necessità di governarle attraverso la contrattazione collettiva, la partecipazione, il dialogo sociale e la costruzione di nuove tutele. Un percorso con il quale la Fisascat Cisl intende rafforzare la propria capacità di rappresentare un mondo del lavoro sempre più articolato, promuovendo risposte concrete ai cambiamenti che interessano imprese, servizi, territori e comunità.
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