Distribuzione Cooperativa, prosegue lo stallo della trattativa di rinnovo del Contratto nazionale scaduto il 31 dicembre 2019. Stigmatizzato l’incremento retributivo unilaterale annunciato da Ancc Lega Coop

Guarini: «Dare soldi alle lavoratrici e ai lavoratori è sempre cosa giusta, ma le associazioni datoriali non si facciano illusioni, perché le lavoratrici e i lavoratori il 22 dicembre sciopereranno ugualmente per rivendicare veri incrementi retributivi e il rinnovo contrattuale»
Roma, 24 novembre 2023 – Prosegue lo stallo della trattativa per il rinnovo del contratto nazionale della Distribuzione Cooperativa applicato ai circa 65.000 dipendenti, scaduto il 31 dicembre 2019. In una nota unitaria i sindacati del terziario di mercato stigmatizzano in particolare l’ultima mossa di Ancc Lega Coop, che nelle scorse ore ha comunicato ai sindacati l’intenzione di procedere con le spettanze di dicembre 2023 al riconoscimento di un incremento retributivo di 30 euro al IV livello, da riparametrare per le altre categorie professionali.
Un’erogazione unilaterale e non concordata e che peraltro non coinvolgerebbe le altre associazioni firmatarie del Ccnl, Confcooperative Consumo e Utenza e Agci Agrital. «La scelta di Ancc Lega Coop – sottolineano i sindacati in una nota unitaria – rappresenta la chiara dimostrazione di come le controparti datoriali abbiano intrapreso una strada che esclude apertamente il rinnovo del Ccnl in tempi ragionevoli e fa comprendere quanto le imprese della distribuzione cooperativa stiano sottovalutando l’urgente necessità di dare risposte salariali adeguate alle lavoratrici e ai lavoratori».
A risaltare è «sia l’inadeguatezza quantitativa dell’importo, sia la particolare fase temporale in cui si è scelto di erogarlo, con il cedolino paga di novembre e in pagamento a dicembre, il mese in cui si terrà lo sciopero della categoria per il rinnovo del contratto». «Non servono espedienti, le lavoratrici e i lavoratori della distribuzione cooperativa hanno diritto ad incrementi retributivi veri e sciopereranno il 22 dicembre 2023 per rivendicarlo» sottolineano in chiusura della nota i sindacati.
Per il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini «un piccolo anticipo sui futuri aumenti contrattuali non può risolvere una partita ben più composita e articolata come quella del rinnovo di un Contratto collettivo nazionale».
«Dare soldi alle lavoratrici e ai lavoratori – ha concluso il sindacalista - è sempre cosa giusta, ma le associazioni datoriali non si facciano illusioni, perché i lavoratori il 22 dicembre sciopereranno ugualmente per rivendicare veri incrementi retributivi e il rinnovo contrattuale».
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