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10 giugno 2022
18:44

Conbipel, avviata la fase di consultazione sulla procedura di trasferimento formalizzata dal marchio in A.S. per 165 punti vendita con 1.408 dipendenti. Confermata la chiusura di 19 negozi in Piemonte, Trentino, Lombardia, Veneto, Marche, Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia

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Obiettivo dei sindacati il miglioramento della proposta iniziale e la salvaguardia dei livelli occupazionali

Roma, 10 giugno 2022 - Avviata la fase di consultazione prevista dalla procedura di trasferimento formalizzata dal marchio Conbipel - attualmente in amministrazione straordinaria - dopo il via libera del Mise. All’incontro ha preso parte anche un rappresentante del dicastero. La rete vendita Conbipel conta 184 punti vendita.

La proposta di acquisizione coinvolgerebbe in prima battuta Grow Capital, la quale attraverso la NewCo, Eapparels, acquisirebbe il marchio, la sede, il magazzino e 165 punti vendita, con 1.408 dipendenti, di cui 130 operanti presso la sede e 62 presso il magazzino entrambi a Cocconato D’Asti in Piemonte. La procedura ha confermato inoltre la volontà di procedere alla chiusura di 19 punti vendita in Piemonte, Trentino, Lombardia, Veneto, Marche, Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia dichiarandosi tuttavia disponibile ad individuare una soluzione volta a non pregiudicare l’occupazione, con la risoluzione non oppositiva dei rapporti di lavoro e l’attivazione della Cigs.

 

I lavoratori coinvolti nella cessione verrebbero trasferiti con decorrenza dalla data di efficacia, presumibilmente dal a dal 1 luglio 2022, “senza soluzione di continuità, mantenendo tutti i trattamenti contrattuali, economici e normativi in essere in relazione ai singoli rapporti di lavoro, (…) nonché la continuazione dell'applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro della Distribuzione Moderna Organizzata, con il mantenimento della propria anzianità aziendale maturata sin dall'inizio del rapporto di lavoro alle dipendenze di Conbipel SPA”.

Previsto anche un secondo trasferimento, quello che, successivamente, dovrebbe esser effettuato tra la NewCo e la Jd Sport Fashion Srl, già presente in Italia con 43 punti vendita. Jd si sarebbe impegnata ad acquisire almeno 21 dei 165 Punti vendita acquisiti da Grow Capital e a subentrare nei rapporti di lavoro instaurati precedentemente con la NewCo, con il conseguente trasferimento di 170 rapporti di lavoro, anche questi assunti “senza soluzione di continuità, mantenendo tutti i rapporti di lavoro, nonché la continuazione dell’applicazione del CCNL Terziario, con il mantenimento della propria anzianità aziendale maturata sin dall’inizio del rapporto di lavoro alle dipendenze di Conbipel Spa in A.S. e poi successivamente alle eventuali dipendenze di Eapparels Ltd”.

Il legale della Jd, nel corso dell’incontro, ha comunicato che, a far data dal 18 luglio 2022, a fronte dei lavori di ristrutturazione già effettuati nel punto vendita di Colonnella con il parere favorevole da parte della proprietà dello stesso store, previo l’espletamento della procedura, nonché dell’armonizzazione del Ccnl di riferimento, i lavoratori potrebbero esser impiegati nella vendita di calzature sportive. Le ulteriori acquisizioni dei restanti 20 punti vendita, che potrebbero diventare 30, e i conseguenti trasferimenti dei rapporti di lavoro, dovranno esser assoggettate alla valutazione dei locatari e implicherà la ristrutturazione del layout degli immobili e presumibilmente non potranno avvenire prima di gennaio 2023, nel mentre i lavoratori fruirebbero della Cigs.

Le condizioni propedeutiche al trasferimento e alla conseguente assunzione sono l’accettazione e la sottoscrizione di verbali conciliativi da parte di ciascun lavoratore delle condizioni pattuite nell’accordo sindacale oggetto dell’auspicabile accordo conseguente alla consultazione sindacale, e la continuità dei contratti di locazione.

I sindacati unitariamente hanno richiesto conoscere le scadenze dei contratti di locazione e i criteri con i quali sono stati individuati i punti vendita non rientranti nella cessione.

La procedura ha paventato due criteri: la sostenibilità e “motivi di marchio”. Su quest’ultimo criterio, seppur più volte sollecitati, i rappresentanti delle società non hanno fornito spiegazioni, riservandosi ulteriori approfondimenti. Per quanto riguarda i dipendenti della sede, gli amministrativi, la procedura ha sollecitato una rivisitazione della Ral del personale impiegato, in aggiunta a quanto presentato nell’offerta, con una riduzione del 10%, evidenziando che tale rivisitazione consentirebbe un risparmio di circa 1 milione di euro. Se già la rivisitazione del perimetro aziendale rappresenta una criticità per i rappresentanti dei lavoratori, pur tenuta in debita considerazione la situazione di Conbipel, a maggior ragione la riduzione della Ral per effetto della negoziazione sindacale rappresenta un ostacolo insormontabile.`

I rappresentanti aziendali hanno provato a edulcorare la pillola, dapprima paventando che tale richiesta potrebbe, in chiave solidaristica, rispondere alla salvaguardia occupazionale e, successivamente, evidenziando che la riduzione del personale impiegato potrebbe giungere anche successivamente a fronte di problemi tecnici.

La procedura ha anche palesato l’ulteriore esigenza, non oggetto della proposta vincolante, di differire la fruizione dei Rol e del monte ore accantonato nella Banca Ore di almeno un anno, al fine di non avere sin da subito costi, dichiarando che, gli altri istituti contrattuali quali ferie e permessi verranno liquidati a seguito della fase di insinuazione al passivo. Le parti si sono impegnate a calendarizzare un nuovo incontro.

I sindacati hanno sottolineato la necessità di comprendere a pieno la proposta vincolante formulata, esprimendo sin da subito in modo palese l’obiettivo condiviso di salvaguardare tutti i livelli occupazionali, o il maggior numero dei lavoratori in forza, migliorando la proposta iniziale.

#conbipel
Redazione: Fisascat Cisl
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