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17 ottobre 2024
14:51

Uber Eats, raggiunto l’accordo in sede ministeriale sulla procedura di licenziamento collettivo avviata per i circa 1.400 riders del colosso del food delivery

ubereats

Fisascat e Felsa Cisl: «Intesa storica che, per la prima volta, riconosce ai riders un supporto concreto in termini economici e di ricollocazione professionale»

Roma, 17 ottobre 2024 – Si è chiusa con un accordo in sede ministeriale la procedura di licenziamento collettivo avviata Uber Eats per i circa 1.400 riders alle dipendenze del colosso del food delivery in Italia in seguito alla “definitiva e inevitabile cessazione” di tutte le attività a far data dal 15 luglio 2023. L’intesa tra i sindacati di categoria Cgil, Cisl, Uil del terziario, della logistica e del lavoro atipico e la direzione societaria arriva al termine del lungo confronto avviato nei mesi scorsi.

Nel merito l’accordo prevede incentivi all’esodo per complessivi 3,8 milioni di euro, disposti su base individuale per ciascun corriere che sottoscriva l’accordo transattivo, con la possibilità di beneficiare dei servizi di outplacement finalizzati alla formazione e ricollocazione professionale. L’importo specifico, da un minimo di 1.000 euro a un massimo di 11.500 euro, calcolato individualmente sulla base della media annuale delle consegne e della media mensile dei guadagni, sarà riconosciuto ai corrieri che abbiano effettuato almeno una consegna proposta dall’App “UberEats” nei tre mesi precedenti la comunicazione di cessazione di attività nel periodo 15 dicembre 2022 – 15 giugno 2023 e che abbiano completato almeno 200 consegne in un arco temporale di 6 mesi antecedenti tale comunicazione.

L’incentivo sarà corrisposto anche ai corrieri che, nei periodi indicati, abbiano avuto accesso a congedi certificati per maternità, paternità, malattia e infortunio, e per i quali la società estenderà l’arco temporale previsto dai criteri di accesso all’incentivo.

I ciclofattorini, ad una settimana dalla sottoscrizione dell’accordo transattivo, riceveranno via mail una comunicazione multilingue che li informerà sui dettagli dell’accordo e sulla modalità di accettazione tramite piattaforma digitale predisposta ad hoc.

I lavoratori che decideranno di aderire all’accordo, inoltre, riceveranno una mail da Uber con il programma dell'Agenzia per il Lavoro Adecco per l’accesso ai percorsi di outplacement/ricollocazione, di formazione e orientamento professionale attraverso la piattaforma dedicata.

Soddisfazione in casa sindacale. «Si tratta di un'intesa storica che, per la prima volta, riconosce ai riders un supporto concreto in termini economici e di ricollocazione professionale» dichiarano in un comunicato congiunto Fisascat Cisl e Felsa Cisl. «In un settore caratterizzato da precarietà e incertezza, questo accordo segna un precedente importante nella tutela dei diritti dei lavoratori del food delivery. – conclude la nota - Continueremo a lavorare per garantire maggiori tutele e condizioni di lavoro dignitose per tutti coloro che operano nel comparto, rivendicando un cambiamento culturale sui temi del lavoro nei settori della gig economy, valorizzando la partecipazione dei lavoratori nei percorsi di continuità occupazionale».

L’accordo è stato siglato a ridosso dell’approvazione della Direttiva UE sui rider, frutto di un accordo raggiunto l’11 marzo 2024 tra gli Stati membri (con la sola astensione della Germania), che è volta a migliorare le condizioni di lavoro dei circa 28 milioni di persone impiegate nelle piattaforme online in Europa, cifra che, secondo alcune previsioni, arriverà a 43 milioni entro il 2025. Si tratta di un importante passo avanti, poiché regola per la prima volta l’uso dei sistemi algoritmici nel mondo del lavoro. La direttiva mira a garantire maggiore trasparenza e controllo sull’utilizzo degli algoritmi, che oggi giocano un ruolo fondamentale nella gestione dei lavoratori.

#Uber eats
Redazione: Fisascat Cisl
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