Syneos Health Italy, in stallo il confronto sui 49 licenziamenti annunciati dalla multinazionale statunitense dei servizi per la ricerca clinica e lo sviluppo farmaceutico

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs: «No alla delocalizzazione, serve l’attivazione del tavolo di crisi al Mimit»
Roma, 20 marzo 2026 – Parte in salita il confronto tra Syneos Health Italy e le organizzazioni sindacali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, dopo l’avvio di una procedura di licenziamento collettivo che ha coinvolto 49 lavoratrici e lavoratori su 319 dipendenti della multinazionale statunitense attiva nei servizi per la ricerca clinica e lo sviluppo farmaceutico.
Anche il secondo incontro del 18 marzo si è chiuso senza risultati, confermando la distanza tra le parti sul piano occupazionale e industriale. Nel corso del confronto, le organizzazioni sindacali hanno ribadito con forza la richiesta di ritiro della procedura, dichiarando al contempo piena disponibilità ad avviare un confronto serio e trasparente, fondato sulla condivisione puntuale dei dati aziendali, per individuare soluzioni alternative ai licenziamenti e salvaguardare l’intero perimetro occupazionale. Una disponibilità che non ha trovato alcun riscontro da parte della società, che ha confermato le proprie scelte unilaterali senza aprire a un reale dibattito sulle possibili alternative.
Le organizzazioni sindacali esprimono inoltre forte contrarietà rispetto a un processo di delocalizzazione di fatto delle attività, che la multinazionale starebbe perseguendo spostando funzioni e carichi di lavoro verso altri Paesi, con un impatto diretto sull’occupazione nel sito italiano.
Alla luce della gravità della situazione e delle ricadute occupazionali e industriali, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno deciso di attivare il livello istituzionale, inviando una richiesta formale al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e ai dicasteri competenti per la convocazione urgente di un tavolo di crisi.
Le organizzazioni sindacali sottolineano come sia inaccettabile che la procedura venga motivata come scelta “globale”, mentre a livello internazionale il gruppo risulta in espansione e sta parallelamente avviando piani di assunzione. Una contraddizione evidente che dimostra l’assenza di una reale crisi e che finisce per colpire esclusivamente il perimetro occupazionale italiano.
La vertenza riguarda il futuro del lavoro, delle competenze e della qualità occupazionale nel nostro Paese. Per questo le organizzazioni sindacali ribadiscono la necessità di una risposta immediata e concreta da parte dell’azienda e delle istituzioni.
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs continueranno a mettere in campo tutte le iniziative necessarie a tutela dell’occupazione, del lavoro qualificato e del futuro industriale del sito italiano, chiamando le lavoratrici e i lavoratori alla massima unità e partecipazione.
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