Salute, Sanità e Cura Confcommercio: la Fisascat Cisl proclama lo stato di agitazione, il 10 aprile procedura di raffreddamento al Ministero del Lavoro

Oltre 4.100 gli addetti coinvolti dallo stallo dei negoziati sul rinnovo del Contratto nazionale scaduto nel 2024
Roma, 8 aprile 2026 – Dopo mesi di stallo nel negoziato per il rinnovo del Contratto nazionale Salute, Sanità e Cura Confcommercio, la Fisascat Cisl proclama lo stato di agitazione per le oltre 4.100 lavoratrici e i lavoratori del terzo settore socio-sanitario assistenziale e delle cure post intensive a cui si applica il Ccnl.
Alla base della mobilitazione la proposta avanzata dalla controparte datoriale di dilatare ulteriormente i tempi del rinnovo e di spostare il perimetro del confronto verso ambiti riconducibili alla sanità privata, ipotesi ritenuta non coerente con la priorità di rinnovare l’attuale impianto contrattuale vigente. Una impostazione che rischia di produrre effetti negativi sui diritti e sulle aspettative di oltre 4.100 lavoratrici e lavoratori, in larga parte occupati con rapporti part-time e con una forte prevalenza femminile.
Contestualmente la federazione cislina ha chiesto al Ministero del Lavoro l’attivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione; il tavolo è convocato per il 10 aprile. La decisione arriva al termine di un confronto avviato nel giugno 2024 con la trasmissione della piattaforma rivendicativa e proseguito, nell’agosto dello stesso anno, con la sottoscrizione di un avviso comune che impegnava le parti a definire in tempi rapidi il rinnovo contrattuale. Un percorso che, tuttavia, ha registrato nel corso dei mesi un progressivo rallentamento, fino allo stallo attuale.
Per la federazione cislina restano centrali il recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione, il superamento di istituti contrattuali che alimentano precarietà e instabilità lavorativa, con ricadute dirette sulla continuità delle prestazioni rivolte ai cittadini più fragili, e la piena valorizzazione delle professionalità impegnate nei servizi sociosanitari e assistenziali.
«Non era più possibile attendere oltre. Parliamo di oltre 4.100 lavoratrici e lavoratori che da mesi aspettano risposte sul rinnovo contrattuale, sul recupero del potere d’acquisto e sulla valorizzazione del loro lavoro in un settore delicatissimo, che assicura servizi essenziali a persone fragili e alle loro famiglie», dichiara Daniele Meniconi, della segreteria sindacale Fisascat Cisl. «La richiesta di attivazione della procedura di raffreddamento al Ministero del Lavoro – sottolinea il sindacalista - nasce dalla necessità di riportare il confronto su un terreno chiaro e coerente: la priorità è rinnovare il contratto vigente, evitando ogni forzatura sul perimetro negoziale che rischierebbe di allontanare ulteriormente una soluzione attesa da troppo tempo».
Per la Fisascat Cisl il rinnovo del Ccnl vigente rappresenta una priorità assoluta, anche per rafforzare il contrasto al dumping contrattuale e dare certezza normativa ed economica a un settore strategico per il welfare e la presa in carico delle fragilità. In assenza di un esito positivo del tentativo di conciliazione al Ministero del Lavoro e di soluzioni idonee a definire tempestivamente il rinnovo, la federazione si riserva ogni ulteriore iniziativa sindacale, compresa l’eventuale proclamazione di azioni di sciopero nel pieno rispetto della normativa sui servizi pubblici essenziali.
Alla luce degli sviluppi del confronto, martedì 14 aprile è già convocato il coordinamento delle strutture territoriali e dei delegati Fisascat Cisl per una valutazione condivisa dello stato della vertenza.
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