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24 maggio 2024
10:02

Phs Employment Monitor, i risultati del più grande sondaggio europeo nel settore dei servizi alla persona e alla casa

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Il survey commissionato dalle federazioni sindacali europee UNI Europa ed EFFAT e dalle organizzazioni dei datori di lavoro EFFE ed EFSI

Roma, 24 maggio 2024 - In Europa le condizioni di lavoro nel settore dei servizi alla persona e alla casa (PHS, il termine ufficiale utilizzato dalla Commissione europea) non sono sostenibili. E’ quanto emerso dal PHS Employment Monitor, il più grande sondaggio mai condotto in Europa commissionato congiuntamente dalle federazioni sindacali europee UNI Europa ed EFFAT e dalle organizzazioni dei datori di lavoro EFFE ed EFSI.

Il survey ha raccolto le risposte di oltre 6.500 lavoratori, datori di lavoro e utenti di servizi PHS provenienti da 26 paesi. Il 56,9% degli intervistati ha dichiarato di non essere in grado di svolgere il proprio lavoro fino all'età pensionabile, mentre circa il 60% – il 96% dei quali sono donne – ha dichiarato di aver preso in considerazione l'idea di lasciare il settore negli ultimi tre anni, due terzi di loro (67,5%) a causa dei bassi salari. Inoltre il 50% dei lavoratori che lavorano meno di 40 ore a settimana ha segnalato problemi di salute mentale, come stress, ansia o burnout, percentuale che sale al 65,8% per chi lavora più di 40 ore. La situazione peggiora per i lavoratori migranti: il 38,2% ha problemi con l'equilibrio lavoro-vita privata, contro il 27,5% dei non migranti, e il 40% ha riscontrato difficoltà legate allo status migratorio nella ricerca di lavoro. I risultati indicano poi una grave e persistente crisi di carenza di manodopera e di turnover in un settore che rappresenta circa il 4% dell'occupazione totale nell'UE, con più di 10 milioni di addetti.

Il sondaggio conferma inoltre il rischio di lavoro nero e sommerso, fenomeno purtroppo diffuso nel comparto, alla base del quale ci sarebbero l’elevato costo del lavoro, la mancanza di regolamentazione, l’assenza del sostegno governativo e della contrattazione collettiva. Eppure la maggior parte degli utenti-datori di lavoro ritiene che trarrebbe vantaggio dall’applicazione della contrattazione collettiva e si dichiara disponibile a sottoscrivere un contratto collettivo. I lavoratori, i datori di lavoro e gli utenti dei servizi o gli utenti-datori di lavoro considerano il settore sottovalutato, in termini di percezione, retribuzione e riconoscimento pubblico e istituzionale, quest’ultimo profondamente legato alla mancanza di investimenti e finanziamenti pubblici dedicati. In questo contesto, i sindacati e le organizzazioni dei datori di lavoro impegnati nel dialogo sociale possono svolgere un ruolo cruciale: i risultati dell'indagine mostrano infatti che, attraverso la contrattazione collettiva a tutti i livelli, esiste un significativo margine di miglioramento generale delle condizioni di vita e di lavoro. Non solo. Migliorare l’immagine del lavoro PHS può contribuire ad aumentare i finanziamenti statali destinati ad una compartecipazione al costo del lavoro, per lo più sostenuto dagli utenti, e ad accrescere le retribuzioni nel settore.

Gli utenti considerano infine lavoratori PHS come essenziali, e molti temono le conseguenze di perderli, come dover trasferire i familiari in strutture assistite. Allo stesso modo, molte donne che ricorrono ai servizi PHS condividono la consapevolezza che, senza l'aiuto di questi lavoratori, riscontrerebbero opportunità di carriera più limitate e una qualità di vita ridotta.

Alla presentazione on line della prima edizione del PHS Employment Monitor ha preso parte anche la Fisascat Cisl, con Gianfranco Brusaporci, responsabile dell’ufficio internazionale della federazione cislina. Tra i relatori all’iniziativa anche Pierangelo Raineri, in qualità di presidente di Uni Care Europa, il sindacato europeo della cura e dell’assistenza alla persona.
Nel suo intervento il sindacalista ha sottolineato che «le principali sfide che emergono dal survey riguardano la necessità di migliorare le condizioni economiche e lavorative». «Per affrontare queste sfide – ha aggiunto - è fondamentale rafforzare il dialogo sociale e la contrattazione collettiva a livello europeo e transnazionale» e «la contrattazione settoriale deve diventare uno strumento chiave per formalizzare il settore, combattere il lavoro nero e migliorare le condizioni economiche e lavorative nel settore, anche attraverso formule di Long Term Care da sviluppare attraverso la contrattazione collettiva, che assicurino sostenibilità al settore».

#long term care
#lavoro domestico
Redazione: Fisascat Cisl
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