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29 ottobre 2026
17:04

Pam Panorama, i sindacati chiedono risposte concrete su condizioni di lavoro e diritti: definito un percorso nazionale di assemblee e iniziative di mobilitazione

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La Fisascat Cisl e altre organizzazioni sindacali hanno definito un percorso nazionale di mobilitazione contro Pam Panorama. A seguito di riunioni del Coordinamento unitario, i sindacati richiedono risposte su trasferimenti, salute e condizioni di lavoro per oltre 6.200 dipendenti. In assenza di riscontri concreti, sono previste assemblee coordinate e possibili scioperi nazionali.

Comiati: «Nessuna lavoratrice e nessun lavoratore deve sentirsi solo. Alle disponibilità dichiarate dall’azienda devono seguire impegni concreti e verificabili»

Roma, 29 ottobre 2026 – Risposte concrete su trasferimenti, provvedimenti disciplinari, carenze organizzative, condizioni di lavoro e salute e sicurezza. È quanto chiedono la Fisascat Cisl e le altre organizzazioni sindacali di categoria alla direzione di Pam Panorama, dopo la riunione del Coordinamento nazionale unitario delle delegate, dei delegati e delle strutture sindacali del 20 ottobre.

Un confronto che, alla luce dell’incontro con l’azienda del 6 ottobre e delle numerose testimonianze provenienti dai territori, ha confermato un quadro di forte preoccupazione per le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori del gruppo della grande distribuzione, che occupa oltre 6.200 dipendenti. Le criticità denunciate, pur inserendosi nelle difficoltà che attraversano il settore della distribuzione commerciale, hanno raggiunto in diverse realtà aziendali livelli di gravità e tensione giudicati non più tollerabili.

Per le organizzazioni sindacali, le esigenze di efficienza e competitività non possono essere perseguite a discapito dei diritti, della salute, della dignità e della serenità del personale. Il Coordinamento ha quindi definito un percorso unitario, sostenuto a livello nazionale, per superare la frammentazione delle iniziative e coinvolgere tutte le strutture e le rappresentanze sindacali, anche nei territori in cui le problematiche risultano meno accentuate. Il primo passaggio previsto è una richiesta unitaria di incontro alla direzione aziendale, accompagnata da precise rivendicazioni sulle criticità segnalate, sul ripristino di corrette relazioni sindacali e sulle prospettive organizzative e occupazionali dell’impresa. Il percorso comprende inoltre un programma nazionale di assemblee, da convocare in giornate concordate e coordinate nei territori, per informare le lavoratrici e i lavoratori e favorire una partecipazione ampia e consapevole.

Sarà assicurato un coordinamento nazionale permanente delle iniziative e delle vertenze, con il sostegno delle strutture nazionali anche nella gestione delle singole situazioni di conflitto. Qualora dall’azienda non arrivino risposte concrete e soddisfacenti, il percorso prevede la proclamazione dello stato di agitazione nazionale e l’avvio di iniziative di mobilitazione, comprese eventuali azioni di sciopero. Previsto, ove necessario, anche il coinvolgimento delle istituzioni competenti e dell’associazione datoriale, insieme a iniziative di sensibilizzazione e comunicazione pubblica.

La Fisascat Cisl e le altre organizzazioni sindacali di categoria confermano la disponibilità a un confronto serio e costruttivo, ribadendo però che le aperture dichiarate dall’azienda devono tradursi in comportamenti coerenti e verificabili. «Nessuna lavoratrice e nessun lavoratore deve sentirsi solo di fronte alle difficoltà e alle iniziative aziendali. La tutela dei diritti e della dignità delle persone è una responsabilità che coinvolge tutta l’organizzazione sindacale», ha dichiarato Giovanni Battista Comiati, segretario nazionale Fisascat Cisl.

«Alle disponibilità dichiarate dall’azienda devono seguire impegni concreti e verificabili, a partire dalle situazioni più critiche. Con le assemblee e il coordinamento delle iniziative vogliamo dare forza alla partecipazione e costruire risposte condivise. Restiamo disponibili al dialogo, ma in assenza di riscontri soddisfacenti sosterremo unitariamente le azioni di mobilitazione necessarie a tutelare le lavoratrici e i lavoratori».

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Redazione: Fisascat Cisl
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