Cisl, al via la campagna “Il Patto che unisce”: lavoro, salari e welfare al centro della mobilitazione

Sommario
La Cisl ha lanciato la campagna 'Il Patto che unisce' il 27 ottobre 2026, con assemblee nazionali a Genova, Gioia Tauro e Roma. L'iniziativa mira a recuperare potere d'acquisto, riformare il sistema fiscale (taglio Irpef, detassazione premi) e rafforzare welfare e occupazione, rifiutando condoni ma mantenendo aperta la contrattazione con le imprese.
Tre gli appuntamenti nazionali: il 7 novembre a Genova, il 28 novembre a Gioia Tauro e a metà dicembre a Roma
Roma, 27 ottobre 2026 - “Il Patto che unisce. Lavoro, salari, welfare per lo sviluppo del Paese”. Prende il via la campagna Cisl per dare voce ai bisogni delle lavoratrici, dei lavoratori e delle famiglie: recupero del potere d’acquisto, poter contare su servizi sanitari e assistenziali adeguati e su un’occupazione stabile e dignitosa. L’obiettivo è costruire un Patto sociale per il lavoro, la coesione e la crescita, attraverso il confronto, la partecipazione e la responsabilità condivisa. Tre gli appuntamenti nazionali: il 7 novembre a Genova, il 28 novembre a Gioia Tauro e a metà dicembre a Roma.
La mobilitazione, decisa dal Consiglio generale confederale del 21 ottobre, coinvolgerà tutta l’organizzazione, con assemblee, iniziative pubbliche e incontri con imprese, amministratori, parlamentari e Terzo settore. Al centro, le richieste sulla legge di bilancio e le proposte del Libro Verde, per incidere sulle scelte immediate e sulle politiche della prossima legislatura.
Approvando la relazione della segretaria generale Daniela Fumarola, l’Assise ha indicato la necessità di concentrare le risorse sulle priorità economiche e sociali, superando la logica dei bonus a pioggia. Sul fronte fiscale, la Cisl chiede un taglio strutturale dell’Irpef a sostegno del ceto medio e la detassazione dei premi di risultato e delle tredicesime. Per l’occupazione, punta sul rilancio dell’apprendistato, sul rafforzamento degli incentivi per giovani e donne e su investimenti stabili nelle politiche attive e nella formazione, per accompagnare le persone nell’ingresso e nei cambiamenti del lavoro. Attenzione anche a chi subisce le conseguenze delle crisi industriali: la richiesta è di rifinanziare gli ammortizzatori sociali anche per il personale dei servizi coinvolti e di rafforzare la regia pubblica per il rilancio produttivo e la reindustrializzazione, tutelando lavoratori diretti e dell’indotto.
Sicurezza, contrasto ai subappalti incontrollati e continuità degli investimenti infrastrutturali sono condizioni essenziali di questo percorso. Il finanziamento del Piano casa, il rafforzamento della sanità e dell’assistenza alle persone non autosufficienti, il sostegno alle famiglie e la rivalutazione delle pensioni completano le priorità, insieme a una maggiore flessibilità previdenziale, sostenibile e inclusiva.
Per reperire le risorse, la Confederazione propone un contributo di solidarietà sui superprofitti, il riordino degli incentivi alle imprese a favore di quelle che applicano i contratti più rappresentativi e promuovono partecipazione e contrattazione decentrata, lo spostamento del carico fiscale sulle rendite improduttive e un contrasto più incisivo all’evasione.
Netta la contrarietà a condoni e rottamazioni, che premiano chi non rispetta gli obblighi fiscali. Resta decisivo il confronto con le associazioni datoriali sulla rappresentanza e sugli assetti contrattuali, per rafforzare salari, partecipazione, formazione, sicurezza e contrattazione decentrata.
«La Cisl richiama le imprese alla responsabilità, sottolineando che l’intesa deve riguardare l’intero impianto delle regole», afferma il documento finale. Sul fronte della mobilitazione sindacale, la scelta resta quella di «negoziare per decidere». La Confederazione considera prematuro proclamare uno sciopero generale prima di conoscere il testo della manovra e chiedere ai lavoratori il sacrificio di una giornata di salario. Mantiene aperta, invece, la possibilità di un’azione comune con le altre organizzazioni sui contenuti, sulle piattaforme e sulle vertenze.
La campagna sarà anche un’occasione per rafforzare l’ascolto delle nuove generazioni e il loro coinvolgimento nelle scelte sindacali. Un percorso che partirà dai territori per tradurre le rivendicazioni in risultati concreti, mettendo il lavoro e i bisogni delle persone al centro delle decisioni sul futuro del Paese.
La Fisascat Cisl sostiene convintamente la campagna e ne condivide gli obiettivi, riconoscendo nel Patto sociale uno strumento essenziale per rafforzare salari, lavoro, welfare, partecipazione e coesione.
Scarica i materiali della campagna al link: https://www.cisl.it/download-center-il-patto-che-unisce/
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