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14 novembre 2022
14:18

Meta. Facebook Italy annuncia licenziamenti per il 17% della forza lavoro: 22 gli esuberi nella sede milanese di Piazza Missori

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Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs: «Questa ennesima crisi mostra la fragilità del modello economico che sottende a tali piattaforme digitali, non è accettabile che i costi o i mancati profitti pesino solamente sulle spalle di lavoratrici e lavoratori»

Roma, 11 novembre 2022- Dopo l’annuncio mondiale sul licenziamento di massa di 11mila dipendenti di Meta, la holding di Facebook, Whatsapp e Instagram, il fondatore delsocial networkMark Zuckerberg ha dichiarato 22 esuberi anche in Italia, nella sede milanese di Facebook Italy S.r.L. di Piazza Missori, dove complessivamente sono occupati circa 130 dipendenti.

Il taglio del 17% della forza lavoro, comunicato con una missiva del country manager Luca Colombo ai sindacati, coinvolge le posizioni dell’arearecruiting e selezione del personale, nell'ufficio comunicazione, nelle attività di prodotto e traduzione (product growth and internalization), di gestione delle campagne pubblicitarie(creative shop), di marketing (global business group marketing science) e di contatto con le piccole e medie imprese (global business group area Europe, Middle East and Africa - Emea), mentre rimane in forza il personaleoccupato nelle attività considerate prioritarie dall’azienda per contrastare l’avanzata di TikTok: reels, algoritmi di raccomandazione, pubblicità e messaggistica per le imprese. Immediata la reazione delle organizzazioni sindacali Filcams Fisascat Uiltucs di Milano. In un comunicato unitario le tre sigle territoriali hanno stigmatizzato la procedura di licenziamento collettivo avviata dall’azienda, “portando a motivazione di tale scelta una necessaria riorganizzazione delle proprie divisioni finalizzata a migliorare i margini di efficienza”.

“Meta/Facebook - prosegue il comunicato unitario - decide sostanzialmente di licenziare a causa di errate scelte di business, gli eccessivi investimenti e i ritorni economici non allineati alle aspettative. Questa ennesima crisi mostra la fragilità del modello economico che sottende a tali piattaforme digitali, non è quindi accettabile che i costi o i mancati profitti pesino solamente sulle spalle di lavoratrici e lavoratori”.

Nei prossimi giorni i sindacati milanesi incontreranno la dirigenza e solleciterannoil ritiro dei licenziamenti. Se le richieste non troveranno risposta, saranno valutate “tutte le azioni utili da mettere in campo nel tentativo di ridurre al minimo le ricadute sulle persone coinvolte”.

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Redazione: Fisascat Cisl
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