Claire’s Italy, via libera alla CIGS per cessazione di attività per 244 lavoratori

Accordo al Ministero del Lavoro per garantire la tutela del reddito dopo la liquidazione giudiziale della società e la chiusura dei 35 punti vendita in Italia
Roma, 5 marzo 2026 – Via libera al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali alla Cassa integrazione guadagni straordinaria per cessazione di attività per le lavoratrici e i lavoratori di Claire’s Italy S.r.l., la società della multinazionale statunitense specializzata nella vendita di bigiotteria, accessori moda e cosmetici, attualmente in liquidazione giudiziale.
L’accordo è stato raggiunto il 2 marzo nel corso dell’incontro in videoconferenza tra la curatela della società, le organizzazioni sindacali di categoria e le Regioni interessate, nell’ambito dell’esame congiunto previsto dall’articolo 24 del decreto legislativo 148/2015 sugli ammortizzatori sociali.
L’intesa prevede la richiesta di CIGS per cessazione di attività per un massimo di 244 lavoratrici e lavoratori occupati nei 35 punti vendita in diverse regioni del Paese, tra cui Lazio, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, Sicilia, Puglia, Campania, Toscana, Liguria e Friuli-Venezia Giulia, ai quali si applica il contratto nazionale del terziario, distribuzione e servizi. Il trattamento di integrazione salariale straordinaria sarà richiesto dal 6 dicembre 2025 al 5 dicembre 2026 e prevede la sospensione dei lavoratori a zero ore, in considerazione della cessazione dell’attività e dell’assenza di esercizio provvisorio disposto nell’ambito della procedura di liquidazione giudiziale.
L’accordo consente di garantire una prima tutela del reddito alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti nella crisi della catena, mentre le Regioni presenti al tavolo hanno manifestato la disponibilità a definire, sui rispettivi territori, percorsi di politiche attive del lavoro e misure di accompagnamento alla ricollocazione.
Per la Fisascat Cisl, che ha preso parte al tavolo con Stefania Chicca della segreteria sindacale, resta prioritario assicurare la tutela del reddito delle lavoratrici e dei lavoratori e una gestione ordinata della fase transitoria.
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