Carrefour, i sindacati chiedono chiarezza sul futuro del Gruppo in Italia

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs: "Serve una presa di posizione ufficiale. In gioco il lavoro e la dignità di migliaia di persone"
Roma, 24 giugno 2025 – A fronte delle crescenti preoccupazioni legate alle indiscrezioni circolate a mezzo stampa sulla presunta volontà di Carrefour di disimpegnarsi dal mercato italiano, le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno formalmente richiesto al management del gruppo francese una posizione ufficiale e pubblica sul futuro della multinazionale in Italia.
La richiesta è stata indirizzata alla direzione del Gruppo Carrefour in Francia e in Italia, in seguito all’incontro del 19 giugno scorso nel quale, nonostante le sollecitazioni, la delegazione aziendale si è dichiarata non in grado di esprimersi a nome del gruppo.
«Non abbiamo motivo di dar credito a ogni notizia di stampa – si legge nella nota inviata dai sindacati – ma è compito dell’impresa fare chiarezza. Il silenzio aziendale alimenta un clima di incertezza e preoccupazione tra migliaia di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno garantiscono la continuità operativa dei punti vendita Carrefour in Italia».
La richiesta di chiarezza arriva all’interno di un percorso di confronto già avviato con l’azienda nel corso del 2024, in cui le organizzazioni sindacali hanno posto tre priorità fondamentali:
- Incremento delle risorse e investimenti per innovare e modernizzare la rete di vendita;
- Miglioramento dell'accordo sul franchising, con attenzione alla contrattazione integrativa aziendale;
- Internalizzazione delle attività in appalto, con definizione condivisa delle regole sugli appalti.
Nel primo incontro tematico del gennaio 2025, proprio il tema degli appalti e delle internalizzazioni è stato al centro della discussione, anche a seguito delle criticità emerse da un'indagine della Procura di Milano su presunte irregolarità nei subappalti della logistica. L’azienda aveva annunciato l’adozione di nuove misure organizzative per rafforzare i controlli, tra cui il divieto di subappalto, la clausola sociale nei cambi appalto, la certificazione contrattuale con la Fondazione Marco Biagi, e la creazione di un Comitato di valutazione dei fornitori.
Sul fronte dell’e-commerce e dei servizi notturni, Carrefour ha già avviato prime operazioni di internalizzazione, pur vincolandole alla sostenibilità economica dei singoli punti vendita. Un approccio che, secondo i sindacati, necessita di condivisione, regole chiare e tutela occupazionale, soprattutto per chi opera negli appalti.
«Abbiamo chiesto trasparenza e un confronto strutturato – ha dichiarato Diego Lorenzi dell’ufficio sindacale Fisascat Cisl – Non possiamo accettare che sostenibilità e flessibilità diventino sinonimo di precarietà. Chiediamo a Carrefour di garantire il lavoro e la dignità delle persone. Oltre il business, ci sono vite, famiglie e territori».
In assenza di risposte ufficiali, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs si dicono pronte ad attivare ogni iniziativa utile e in tutte le sedi opportune per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, diretti e indiretti, della rete Carrefour in Italia.
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