Contratti Terziario, dalle associazioni datoriali formali richieste di ripresa dei negoziati

Guarini: «Buona notizia. L’inflazione, la crisi, i conflitti e ogni altra criticità inducano tutti all’atto di responsabilità di rinnovare i contratti nazionali scaduti»
Roma, 2 febbraio 2023 - Verso la ripresa dei negoziati per il rinnovo dei quattro Contratti nazionali del terziario distribuzione e servizi, distribuzione moderna organizzata e distribuzione cooperativa applicati alla più vasta platea di lavoratrici e lavoratori del settore privato in Italia, con oltre 3 milioni di addetti impiegati nelle attività commerciali e nelle imprese di servizi. Dopo la giornata di sciopero e la grande mobilitazione unitaria del 22 dicembre 2023 e in seguito alla straordinaria partecipazione registrata alle manifestazioni di Cagliari, Milano, Napoli, Palermo e Roma, le associazioni imprenditoriali di settore Confcommercio, Confesercenti, Federdistribuzione e le Associazioni Cooperative, hanno trasmesso alle organizzazioni sindacali di categoria formali richieste di ripresa del negoziato.
“Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs - recita un comunicato sindacale unitario - verificheranno se alle dichiarate disponibilità delle controparti seguirà la reale volontà delle stesse di riprendere il negoziato e di finalizzarlo, entro poco tempo, al rinnovo dei CCNL scaduti ormai dal lontano 31 dicembre 2019”. “Gli incontri – conclude la nota - saranno programmati nel mese di febbraio”.
«La richiesta di riattivare i tavoli da parte delle associazioni datoriali - ha dichiarato il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini - è una buona notizia e, insieme, la dimostrazione che al negoziato, per quanto difficile, non ci siano alternative». «Il fatto che i contratti siano scaduti da più di quattro anni – ha aggiunto il sindacalista - non può assolutamente passare come un aspetto fisiologico e normale per il sistema di relazioni industriali presente nel macrosettore del terziario e della distribuzione».
«La Fisascat – ha concluso Guarini - si opporrà ad ogni atteggiamento teso a considerare il rinnovo dei contratti variabile dipendente da motivi o pretesti che non possono valere solo per le lavoratici e i lavoratori del terziario di mercato. L’inflazione, la crisi, i conflitti e ogni altra criticità che si possa invocare ai tavoli di trattativa valgono per la nostra categoria come per le altre, tuttavia negli altri settori i contratti si rinnovano mentre da noi spesso qualcuno appare più interessato a trovare pseudo motivi che giustifichino il mancato rinnovo piuttosto che le tante motivazioni che dovrebbero indurre tutti all’atto di responsabilità di rinnovare i contratti nazionali scaduti».
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