Lis Holding e Lis Pay, sciopero nazionale il 30 marzo contro Poste Italiane: 54 lavoratrici e lavoratori coinvolti nel trasferimento del comparto IT

Roma, 26 marzo 2026 – Sciopero nazionale di 8 ore il prossimo 30 marzo per le lavoratrici e i lavoratori di Lis Holding e Lis Pay, con un presidio lunedì dalle 9 di mattina sotto la sede di Lis Pay a Milano. Al centro della vertenza i 54 dipendenti del comparto Sistemi informatici (IT) di Lis Holding, direttamente coinvolti nel trasferimento in Poste Italiane previsto dal 1° aprile, con la mobilitazione estesa anche ai lavoratori di Lis Pay in segno di solidarietà.
La risposta delle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs è arrivata dopo la rottura del confronto con l’azienda, in seguito a scelte giudicate inaccettabili e a un percorso di armonizzazione privo di reali garanzie. Per i sindacati “l’arroganza di Poste Italiane ha raggiunto un punto di non ritorno”.
Le sigle spiegano che “nonostante i ripetuti incontri, è stata presentata una proposta conclusiva e non modificabile che ignora le richieste fondamentali avanzate”, aggiungendo che “l’azienda ha scelto la strada della rottura, rifiutandosi di riconoscere il contratto integrativo vigente in Lis e i trattamenti derivanti dalle precedenti armonizzazioni”.
Nel merito, Filcams, Fisascat e Uiltucs evidenziano che “le condizioni proposte determinano una perdita retributiva complessiva superiore a una mensilità annua”, denunciando tagli al welfare, alle tutele e ai trattamenti economici, tra cui quote welfare, reperibilità, polizze assicurative e ticket restaurant. Inoltre, “a fronte di perdite strutturali, l’azienda ha offerto una quota omnicomprensiva di soli 1.500 euro lordi, sotto forma di superminimo assorbibile, una cifra del tutto insufficiente a compensare il danno economico”, evidenziando “una riduzione della retribuzione annua lorda rispetto alle condizioni attuali”.
“Abbiamo dichiarato da subito - affermano i sindacati - l’indisponibilità alla firma di un accordo che leda diritti e salario delle lavoratrici e dei lavoratori. I contenuti proposti sono stati giudicati non ricevibili e non è stato sottoscritto alcun accordo”. Se il trasferimento del ramo IT "avverrà a queste condizioni, si aprirebbe un precedente pericoloso per tutto il gruppo”, perché “verrebbe sancito il principio che le tutele acquisite possono essere cancellate durante un passaggio di ramo d’azienda”.
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