Coop Alleanza 3.0, salta il tavolo sul lavoro agile per il personale di sede: proclamato lo stato di agitazione

Sommario
Il 23 settembre 2026, Fisascat Cisl e altre organizzazioni sindacali hanno proclamato lo stato di agitazione presso Coop Alleanza 3.0 a Roma. La mobilitazione segue la rottura del tavolo negoziale sul lavoro agile per il personale di sede, dovuta all'indisponibilità aziendale ad accettare una proposta che riduceva le giornate smart working e trasferiva i costi della flessibilità sui lavoratori.
Chicca: «La Cooperativa torni sui propri passi e riapra un confronto che riconosca il valore della contrattazione e assicuri tutele effettive»
Roma, 23 settembre 2026 – Proclamato lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori di Coop Alleanza 3.0 impiegati nella sede della più grande Cooperativa di consumatori italiana, attiva nel settore della grande distribuzione organizzata.
La mobilitazione è stata indetta dalla Fisascat Cisl e dalle altre organizzazioni sindacali di categoria dopo l’esito negativo del confronto sul lavoro agile. La rottura del tavolo negoziale è maturata nell’ultimo incontro del 21 settembre, al quale hanno partecipato anche le strutture territoriali e le rappresentanze sindacali.
A tre mesi dall’ultimo confronto, la Cooperativa ha presentato un modello che, per le organizzazioni sindacali, rappresenta un arretramento anche rispetto alla precedente proposta di tre giornate settimanali di lavoro agile e fa ricadere sul personale il costo della riduzione dell’orario.
Al centro della vertenza, la proposta aziendale di due giornate settimanali di smart working e una terza fruibile soltanto il venerdì, a condizione di utilizzare almeno due ore di permessi o recuperi individuali. Una revisione giudicata peggiorativa rispetto alla precedente ipotesi, e inadeguata a rispondere alle richieste di flessibilità e conciliazione espresse dalle lavoratrici e dai lavoratori.
Le proposte sindacali, costruite sulla base del mandato ricevuto nelle assemblee, puntano a bilanciare l’eventuale riduzione delle giornate di lavoro agile con permessi aggiuntivi, riconoscimento dei buoni pasto anche nelle giornate di smart working e programmazione su base mensile, per assicurare maggiore flessibilità e conciliazione tra vita personale e lavorativa.
Le organizzazioni sindacali sollecitano un confronto rispetto ai maggiori costi sostenuti dalle lavoratrici e dai lavoratori a seguito dell’incremento della presenza in ufficio, nonché alla adeguata disponibilità di sedi e postazioni di lavoro. Ribadiscono, inoltre, la necessità di disciplinare il lavoro agile nell’ambito del contratto integrativo aziendale.
La Cooperativa ha prospettato anche giornate aggiuntive per alcune categorie di personale, tra cui titolari di Legge 104, caregiver, genitori e persone con disabilità, oltre a una maggiore flessibilità dell’orario di ingresso e a strumenti per favorire il car pooling, la condivisione dell’auto negli spostamenti casa lavoro. Misure ritenute insufficienti a compensare il peggioramento complessivo: i pacchetti aggiuntivi riguardano una platea limitata, mentre l’estensione della flessibilità in ingresso, pur valutata positivamente, non è da sola sufficiente a risponde alle criticità sollevate.
L’indisponibilità aziendale a modificare gli elementi fondamentali della proposta ha impedito di proseguire il negoziato. Le organizzazioni sindacali, preso atto dell’esito negativo dell’incontro e dell’indisponibilità della Cooperativa a fornire risposte adeguate alle criticità sollevate, hanno dichiarato la rottura del tavolo di confronto e proclamato lo stato di agitazione. Il 24 settembre alle ore 14:00 si svolgerà da remoto un’assemblea sindacale unitaria del personale di sede, per condividere e valutare le ulteriori iniziative di mobilitazione.
«Il lavoro agile incide sull’organizzazione della vita delle persone e non può essere ridimensionato senza dare risposte alle esigenze di chi ogni giorno contribuisce all’attività della Cooperativa» ha dichiarato Stefania Chicca, operatrice della Fisascat Cisl nazionale. «Vincolare la terza giornata all’utilizzo obbligatorio di permessi o recuperi – ha sottolineato la sindacalista – significa far pagare alle lavoratrici e ai lavoratori la possibilità di conciliare tempi di vita e di lavoro. Abbiamo avanzato proposte concrete, costruite attraverso l’ascolto del personale, con l’obiettivo di individuare un punto di equilibrio tra le esigenze del personale e quelle organizzative rappresentate dalla Cooperativa. Chiediamo a Coop Alleanza 3.0 di rivedere la propria posizione e riaprire un confronto che riconosca il valore della contrattazione e assicuri tutele effettive. Con le lavoratrici e i lavoratori valuteremo i prossimi passi».
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