Herbalife Italia, i sindacati tornano a incontrare la direzione aziendale a seguito della procedura di licenziamento collettivo avviata a settembre. Ritenute ancora inadeguate le soluzioni proposte dalla società per i 36 lavoratori coinvolti

Chicca: «L’azienda rivaluti gli argomenti trattati, sia considerando la possibilità di ricollocazioni interne che intercedendo con i business partner. No alla proposta di riorganizzazione dell’attività in Polonia, che causerebbe un impatto sociale inaccettabile per le famiglie coinvolte»
Roma, 18 ottobre 2022 – Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs sono tornate a incontrare la direzione di Herbalife Italia S.p.A. a seguito della procedura di licenziamento collettivo avviata dall’azienda il 22 settembre per 36 dipendenti in esubero dislocati presso le sedi operative di Sesto San Giovanni e Roma.
Nell’incontro del 3 ottobre scorso le organizzazioni sindacali avevano invitato la società a ricercare soluzioni per possibili ricollocazioni sia all’interno dell’azienda, anche attraverso l’attivazione di percorsi formativi per la realizzazione di nuove skills, sia all’esterno presso i business-partners, riuscendo però a ottenere soltanto che alcuni dei più importanti fornitori si impegnassero a trasmettere a soggetti terzi i curricula dei lavoratori coinvolti nell’esubero.
Soluzioni parzialmente modificate nel corso dell’ultimo incontro, in cui la società si è resa disponibile a riconoscere un incentivo all’esodo e a offrire un percorso di outplacement della durata di 6 mesi, a costo aziendale, per tutti i dipendenti che volontariamente decidessero di non opporsi al licenziamento. Resta aperta per tutte le figure in esubero il trasferimento nella sede di Cracovia, con rimborso forfettario di alcune spese e il riconoscimento di un incentivo all’esodo, sebbene il contratto di riferimento sarebbe quello locale. Inoltre, per i dipendenti coinvolti rimane aperta le possibilità di intraprendere le attività di distributore/venditore.
Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno invitato nuovamente l’azienda a rivalutare gli argomenti trattati, tornando a considerare la possibilità di ricollocazioni interne all’azienda, fornendo informazioni più chiare per eventuali ricollocazioni presso i business partner, estendendo il periodo nel quale i lavoratori in uscita potrebbero essere riassunti e incrementando il valore dell’incentivo all’esodo.
«Herbalife Italia S.p.A. – ha dichiarato la funzionaria sindacale della Fisascat Cisl Stefania Chicca – non è una società in crisi e la decisione aziendale di aumentare la competitività dell’attività riorganizzando e centralizzando l’operatività in Polonia causerebbe un impatto sociale inaccettabile per le 36 famiglie coinvolte, per le quali le soluzioni proposte risultano ancora inadeguate».
Il confronto è aggiornato al prossimo 4 novembre.
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