UNI Europa, dal 25 al 27 marzo a Belfast il 6° Congresso del sindacato europeo dei servizi

“Real Say, More Pay” il motto della kermesse: più contrattazione, più rappresentanza, più diritti per dare voce ai lavoratori e garantire salari più equi
Roma, 28 marzo 2025 – Dal 25 al 27 marzo si è svolto a Belfast, capitale dell’Irlanda del Nord, il 6° Congresso di UNI Europa, il sindacato europeo dei servizi. Oltre 600 leader sindacali si sono riuniti per celebrare i 25 anni dell’organizzazione, discutere le sfide del lavoro e delineare strategie per il futuro.
Presente anche una delegazione Fisascat Cisl, con la segretaria nazionale Giusi Sferruzza, il responsabile delle relazioni internazionali Gianfranco Brusaporci, Cinzia Pietrosanto, coordinatrice nazionale donne e politiche di genere, operatori della federazione nazionale e segretari delle strutture territoriali e regionali, oltre a Pierangelo Raineri, presidente di UNI Care Europa.
Sotto il motto “Real Say, More Pay”, un espresso richiamo al valore della contrattazione collettiva come strumento fondamentale per dare più voce ai lavoratori e garantire salari più equi, il Congresso ha riaffermato il valore della contrattazione collettiva come strumento essenziale per garantire migliori condizioni di lavoro e retribuzioni dignitose.
Al centro del dibattito, la necessità di rafforzare la contrattazione collettiva, migliorare le condizioni di lavoro e affrontare le trasformazioni economiche, sociali e digitali con un approccio equo e sostenibile. I relatori hanno sottolineato l'importanza di un’Europa sociale forte, in cui il dialogo sociale sia il pilastro per garantire diritti, sicurezza e retribuzioni dignitose. Particolare attenzione è stata dedicata alla transizione digitale ed ecologica, alla lotta alla precarietà e alla tutela del diritto di rappresentanza sindacale.
Uno dei temi centrali è stata la campagna "No public contract without collective agreement" (Nessun appalto pubblico senza contratto collettivo), con l’obiettivo organizzativo e politico di estendere la contrattazione collettiva ad almeno l'80% dei lavoratori. Sul punto è intervenuta Giusi Sferruzza, segretaria nazionale Fisascat Cisl, rilanciando la proposta Fisascat Cisl sulla contrattazione d’anticipo nel comparto multiservizi, già presentata al Parlamento Europeo e al Cese a febbraio scorso: “Ovvero, nell’ambito della revisione della direttiva europea sugli appalti pubblici – ha dichiarato la sindacalista - promuovere accordi preventivi tra sindacato, stazione appaltante e associazioni datoriali anche nelle pre-assegnazioni delle gare d’appalto, per garantire, attraverso la contrattazione, un maggiore protagonismo delle parti sociali a tutela del lavoro”.
Nella sessione conclusiva, i delegati hanno rinnovato l’impegno per un’Europa più unita e solidale, attraverso il rafforzamento della contrattazione collettiva. Gianfranco Brusaporci, responsabile delle relazioni internazionali Fisascat Cisl, ha proposto la creazione di “un nuovo gruppo di lavoro intersettoriale in seno a UNI Europa, per costruire un’Europa Sociale, Democratica, Libera ed Unita, fondata sul welfare e sullo stato sociale. Un dialogo sociale europeo forte può orientare la contrattazione collettiva nazionale e rilanciare la competitività dei settori rappresentati, come evidenziato dai dossier di Draghi e Letta”.
Tra gli altri temi trattati, il benessere sul lavoro, la lotta a violenza e molestie nei luoghi di lavoro e l'impatto dell’intelligenza artificiale. Si è discusso anche del ruolo dei giovani lavoratori, della difesa della democrazia contro l’estrema destra e della carenza di manodopera, questione trasversale nel settore dei servizi, in particolare nel settore della cura e dell’assistenza alla persona. Su questo punto è intervenuto Pierangelo Raineri, presidente di UNI Care Europa, evidenziando che “il rafforzamento della contrattazione collettiva è la chiave per affrontare la carenza di manodopera, garantendo migliori condizioni di lavoro, salari dignitosi e opportunità di crescita professionale”. Ha ribadito che “l’azione sindacale deve puntare a rafforzare la rappresentanza nei settori più colpiti e a negoziare contratti collettivi che garantiscano stabilità e diritti”, aggiungendo che “la nostra battaglia è chiara: più contrattazione, più rappresentanza, più diritti. Solo così potremo trasformare il mercato del lavoro e costruire un’Europa in cui chi lavora nei servizi non sia considerato un sacrificio, ma essenziale per il benessere collettivo”.
Il Congresso si è concluso con l’elezione della nuova leadership di UNI Europa, che guiderà il sindacato nei prossimi anni con l’obiettivo di rafforzare la solidarietà tra i lavoratori e intensificare il ruolo della contrattazione collettiva a livello europeo. Peter Hellberg è stato rieletto nel ruolo di Presidente, Oliver Roethig confermato alla guida di UNI Europa nell’incarico di segretario generale. Per la Fisascat Cisl, Stefania Chicca è stata confermata tra i primi componenti sostitutivi del Comitato Esecutivo dell’Area III – Sud Europa. Pierangelo Raineri è stato riconfermato tra i componenti del Comitato Esecutivo per Area Settoriale in quanto presidente di UNI Care Europa. UNI Europa si conferma così un punto di riferimento per milioni di lavoratori del settore dei servizi, con l’obiettivo di costruire un futuro basato su equità, dignità e giustizia sociale.
Resta aggiornato
Iscriviti alla nostra newsletter per non perdere le ultime notizie sul mondo del lavoro.
Notizie correlate

Farmacie Speciali, il 17 giugno sciopero nazionale dei 6mila addetti per il rinnovo del Contratto nazionale scaduto nel 2024
12 giugno 2026
Fondo Est. Nuove tutele sanitarie per i familiari fiscalmente a carico degli iscritti
11 giugno 2026
Cerved, silenzio della proprietà e latitanza del Mimit. Cresce la preoccupazione delle lavoratrici e dei lavoratori
11 giugno 2026
