Metro Italia, proclamato lo stato di agitazione contro la chiusura dei punti vendita di Rimini e Pozzuoli. A rischio 97 dipendenti diretti e gli addetti dei servizi in appalto Il 14 ottobre sindacati a confronto con la direzione aziendale

Roma, 11 ottobre 2024 - Sono in stato di agitazione i circa 4mila dipendenti di Metro Italia, il gruppo leader nel commercio all’ingrosso e operativo nel settore dell’horeca. Alla base della mobilitazione, proclamata dalle organizzazioni sindacali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, la decisione aziendale di chiudere inaspettatamente i punti vendita di Rimini e Pozzuoli, escludendo tassativamente qualsiasi tentativo di rilancio per i due negozi: a rischio 97 dipendenti ai quali si aggiungono coloro che lavorano in appalto.
L’andamento negativo, la forte concorrenza e i costi di gestione insostenibili sono le motivazioni addotte da Metro Italia nel corso dell’ultimo incontro con i sindacati che hanno respinto con forza l’operazione, proponendo di individuare soluzioni alternative per la salvaguardia dell’occupazione. Una scelta drastica alla quale si aggiunge un’altra operazione controversa, la contestuale apertura di un nuovo punto vendita a Olbia e di un deposito a Pontedera che, a detta dell’azienda, dovrebbe garantire la tenuta del Paese.
Filcams, Fisascat e Uiltucs ritengono sia arrivato il momento di discutere nel dettaglio il piano industriale/commerciale di Metro Italia “per non ritrovarsi più di fronte a risoluzioni unilaterali che non tengono in alcun conto le ricadute sociali che comportano” recita un comunicato sindacale unitario.
Il 14 ottobre si terrà un nuovo incontro con Metro Italia; sul tavolo le tematiche definite dalla procedura di relazioni sindacali prevista dal Contratto Integrativo Aziendale. L'incontro sarà anche l'occasione per proseguire il percorso di confronto sulle chiusure dei punti vendita di Rimini e Pozzuoli.
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