Kasanova, al MiMIT nuova manifestazione di interesse: dopo il passo indietro di OVS si apre una fase decisiva

Fisascat Cisl: «Garantire piena trasparenza sui numeri reali della crisi e attivare immediatamente tutti gli strumenti di tutela del reddito»
Roma, 17 febbraio 2026 – Una nuova manifestazione di interesse da parte di un player industriale italiano riaccende le prospettive per Kasanova. L’annuncio è arrivato nel corso del primo incontro del tavolo di crisi convocato il 10 febbraio al Ministero delle Imprese e del Made in Italy tra azienda, organizzazioni sindacali e istituzioni, dopo la decadenza dell’offerta vincolante di OVS formalizzata nelle scorse settimane. Secondo quanto riferito al tavolo ministeriale, con il nuovo soggetto industriale è già in corso una fase di due diligence finalizzata alla definizione di un piano industriale.
L’interesse riguarderebbe l’acquisizione del 100% della società e dell’intero personale. Kasanova opera nella vendita di articoli per la casa, arredamento e tessile con una rete di circa 800 punti vendita e un bacino occupazionale complessivo di circa 5.000 lavoratrici e lavoratori, di cui 1.900 diretti.
La società è uscita dalla composizione negoziata nel novembre 2025 e, da allora, il quadro si è progressivamente aggravato. Negli ultimi mesi si sono registrate numerose chiusure di negozi su tutto il territorio nazionale, spesso accompagnate da risoluzioni individuali dei rapporti di lavoro e trasferimenti.
Una gestione che le organizzazioni sindacali hanno denunciato come frammentaria e caratterizzata da informazioni incomplete sul numero effettivo dei punti vendita coinvolti e sull’impatto occupazionale complessivo. Durante l’incontro è stata inoltre evidenziata la criticità della situazione debitoria e il rischio che la chiusura di punti vendita performanti possa aggravare ulteriormente l’esposizione finanziaria già significativa.
La Fisascat Cisl ha ribadito con forza la necessità di attivare strumenti di tutela del reddito e ammortizzatori sociali per le lavoratrici e i lavoratori già coinvolti e per quelli potenzialmente interessati dalle prossime riorganizzazioni, sottolineando che la fase di transizione industriale non può scaricarsi sull’occupazione.
È stata inoltre richiesta la trasmissione dei dati aggiornati su organici e rete vendita prima e dopo novembre 2025, l’intensificazione dei momenti di confronto e una soluzione condivisa per i trasferimenti disposti nelle ultime settimane. Sono già stati calendarizzati nuovi incontri: una prima riunione tra le Parti è fissata per il 10 marzo, mentre il Ministero ha convocato un ulteriore tavolo per il 18 marzo, confermando la volontà di monitorare da vicino l’evoluzione della vertenza.
«La nuova manifestazione di interesse rappresenta un elemento che va verificato con grande attenzione – ha dichiarato Stefania Chiccca della Fisascat Cisl – ma non può farci abbassare la guardia. In questi mesi lavoratrici e lavoratori hanno già pagato un prezzo altissimo tra chiusure, trasferimenti e incertezza. È indispensabile garantire piena trasparenza sui numeri reali della crisi e attivare immediatamente tutti gli strumenti di tutela del reddito. Il rilancio industriale deve andare di pari passo con la salvaguardia occupazionale e con un confronto continuo e responsabile».
Per la Fisascat Cisl la priorità resta chiara: difendere l’occupazione e accompagnare ogni eventuale passaggio industriale con strumenti concreti di protezione sociale e con il pieno coinvolgimento delle rappresentanze sindacali.
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