Fisco: agenti di commercio, positivo l’incontro con il viceministro Leo

Sommario
Il 16 ottobre 2026, le organizzazioni sindacali e associative degli agenti di commercio hanno incontrato il viceministro Leo per richiedere l'adeguamento del tetto fiscale per i veicoli professionali. La proposta mira a superare la soglia fissa dal 1997 (25.822,84 euro) nell'imminente Legge di Bilancio, riconoscendo l'aumento dei prezzi auto e la natura strategica della categoria.
In previsione della Legge di Bilancio, valutata la possibilità di innalzare il tetto di deducibilità dell’auto per gli agenti e rappresentanti di commercio invariato dal 1997
Roma, 16 ottobre 2026 – Elevare il valore massimo fiscalmente riconosciuto per l’acquisto e il leasing delle autovetture utilizzate dagli agenti e rappresentanti di commercio, fermo a 25.822,84 euro, mantenendo invariata all’80% la percentuale di deducibilità, per riallineare la normativa agli attuali prezzi di mercato e riconoscere la specificità di un’attività professionale caratterizzata da una mobilità strutturale e continuativa. È la richiesta avanzata dalle organizzazioni sindacali e associazioni di categoria Agenti Fnaarc, Fiarc, Fisascat Cisl, Uiltucs Agenti, Ugl Terziario e Usarci nel corso dell’incontro con il viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo, al quale è stata consegnata una lettera congiunta per sollecitare un intervento nella imminente Legge di Bilancio.
Al centro del confronto, la necessità di aggiornare i parametri fiscali previsti dall’articolo 164 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), rimasti sostanzialmente invariati dal 1997, nonostante il significativo aumento dei prezzi delle autovetture e l’evoluzione delle esigenze professionali della categoria. La questione interessa circa 200mila agenti e rappresentanti di commercio che svolgono un ruolo strategico per il sistema produttivo nazionale, intermediando un volume d’affari complessivo stimato in circa 500 miliardi di euro, pari al 25% del Pil italiano.
L’attuale normativa riconosce agli agenti e rappresentanti di commercio la deducibilità dell’80% dei costi dell’autovettura, entro un valore massimo fiscalmente riconosciuto di 25.822,84 euro per acquisto e leasing. Una soglia corrispondente ai 50 milioni di lire stabiliti nel 1997, con effetto dal 1998, successivamente convertiti in euro senza alcun adeguamento, mentre il costo di un’automobile idonea all’utilizzo professionale è nel frattempo più che raddoppiato. Una situazione che, aggravata dai rincari dei carburanti e dall’aumento complessivo delle spese di mobilità, incide sulla sostenibilità economica dell’attività.
Per gli agenti e rappresentanti di commercio, infatti, l’automobile costituisce uno strumento di lavoro indispensabile, necessario per raggiungere quotidianamente clienti, imprese e territori. L’attuale limite fiscale non rispecchia più il valore di un veicolo in grado di garantire adeguati standard di sicurezza, affidabilità e comfort per le lunghe percorrenze professionali e rende più difficile anche il passaggio a soluzioni di mobilità a minore impatto ambientale.
Le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria esprimono soddisfazione per l'esito positivo dell'incontro e per l'attenzione riservata dal viceministro Leo alle istanze rappresentate. Il confronto, approfondito e costruttivo, ha consentito di esaminare nel merito le criticità dell'attuale disciplina fiscale e le possibili soluzioni, anche alla luce dei vincoli di bilancio e delle risorse disponibili. In particolare, è stata valutata la possibilità di individuare interventi collegati al rinnovo del parco auto e agli obiettivi di transizione ecologica, quale possibile percorso per favorire un aggiornamento dei parametri di deducibilità.«
Pur nella consapevolezza delle difficoltà connesse alla prossima Manovra di Bilancio, le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria esprimono fiducia nella possibilità di individuare una soluzione concreta alle esigenze della categoria, auspicando che il confronto avviato possa tradursi in misure capaci di coniugare equità fiscale, sostenibilità economica dell'attività professionale e innovazione ambientale.
Non è più rinviabile un intervento su una normativa fiscale che, da quasi trent’anni, non tiene conto dell’evoluzione dei costi e delle condizioni in cui operano gli agenti e rappresentanti di commercio – ha dichiarato Giovanni Battista Comiati, segretario nazionale della Fisascat Cisl –. L’automobile non rappresenta un bene accessorio, ma uno strumento indispensabile per lo svolgimento dell’attività professionale. Mantenere un limite di deducibilità fissato nel 1997 significa penalizzare una categoria che contribuisce in maniera determinante alla crescita delle imprese e allo sviluppo dell’economia nazionale». Per il sindacalista «occorre garantire condizioni che consentano ai professionisti di sostenere gli investimenti necessari per lavorare in sicurezza e accompagnare il processo di transizione ecologica. Auspichiamo che il confronto con il viceministro Leo possa tradursi in un intervento concreto già nella prossima Legge di Bilancio». «Sostenere questa categoria - ha concluso - significa tutelare il reddito, la qualità del lavoro e una componente strategica del sistema economico e produttivo del Paese».
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