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26 ottobre 2021
19:00

Coop Alleanza 3.0, siglata l’ipotesi di Accordo Quadro sulla cessione dei 12 punti vendita del ramo aziendale in Sicilia al Gruppo Radenza

coopsicilia

Dell’Orefice: «L’Ipotesi di Accordo Quadro rappresenta una base solida sulla quale instaurare corrette relazioni sindacali e porre le basi per il rilancio della rete commerciale che Coop ha dismesso in Sicilia. L’equilibrio negoziale raggiunto consente alle lavoratrici ed ai lavoratori dipendenti da Coop Alleanza 3.0 impiegati in Sicilia, in coerenza col Protocollo del 23 luglio 2020, di disporre di un insieme di leve, utili ad evitare la dispersione in termini occupazionali e di poter contare su un credibile piano di rilancio posto in essere in un triennio da una realtà imprenditoriale fra le più solide presenti nell’Isola».

Calabrò: «L’intesa raggiunta non è un punto di arrivo ma rappresenta un punto di partenza affinché, con l’instaurarsi di proficue e corrette relazioni sindacali con la nuova Società, si pensi sempre al superiore interesse dei lavoratori ai quali non faremo mai venire meno il nostro supporto».


Roma, 26 ottobre 2021 – C’è intesa sul passaggio dei punti vendita Coop Alleanza 3.0 in Sicilia al Gruppo Radenza che manterrà il marchio Coop in master franchising. Le due direzioni societarie hanno siglato con i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs l’ipotesi di Accordo quadro sulla cessione del ramo aziendale composto dai 12 punti vendita di Milazzo, Tremestieri Etneo, Catania, Palermo (6), San Giovanni La Punta, Ragusa, Bronte e dalle funzioni di sede necessarie al loro funzionamento; complessivamente sono interessati al passaggio 834 dipendenti (622 FTE), comprese le 10 unità di sede mentre i lavoratori occupati presso Centrale Adriatica riceveranno da Coop Alleanza 3.0 una proposta di ricollocazione nel perimetro aziendale e, qualora tali proposte non fossero accolte, i predetti lavoratori saranno assorbiti da chi acquisirà il ramo).

L’Ipotesi di l’Accordo Quadro sarà sottoposta alla consultazione delle assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori. Per il segretario generale aggiunto della Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice «l’intesa raggiunta con il gruppo Radenza rappresenta una base solida sulla quale non soltanto instaurare corrette relazioni sindacali ma anche porre le basi per il rilancio della rete commerciale che Coop ha dismesso in Sicilia». «L’equilibrio negoziale raggiunto – ha sottolineato il sindacalista - consente alle lavoratrici ed ai lavoratori dipendenti da Coop Alleanza 3.0 impiegati in Sicilia, in coerenza col Protocollo del 23 luglio 2020, di disporre di un insieme di leve, utili ad evitare la dispersione in termini occupazionali e di poter contare su un credibile piano di rilancio posto in essere in un triennio da una realtà imprenditoriale fra le più solide presenti nell’Isola».

Soddisfazione è stata espressa dalla segretaria generale della Fisascat Cisl Sicilia Mimma Calabrò. «La definizione di una trattativa del tutto fuori dagli schemi portata avanti da più di un anno e frutto di serrato confronto – ha dichiarato la sindacalista - da un lato fa tirare un sospiro di sollievo alle lavoratrici e lavoratori che temevano per la loro tenuta occupazionale, dall’altro lascia di certo l’amaro in bocca l’idea che un altro colosso della distribuzione organizzata abbandoni la Sicilia».

«L’intesa raggiunta – ha evidenziato - non è un punto di arrivo ma rappresenta un punto di partenza affinché, con l’instaurarsi di proficue e corrette relazioni sindacali con la nuova Società, si pensi sempre al superiore interesse dei lavoratori ai quali non faremo mai venire meno il nostro supporto». Per la Calabrò «il piano industriale del gruppo Radenza fa guardare fiduciosi al futuro».

«Non solo progettualità di tipo protettivo - ha sottolineato - ma che punta anche allo sviluppo e all’ampliamento della rete». «Parte qualificante dell’ipotesi di accordo, per il quale esprimiamo massima soddisfazione - ha chiosato la sindacalista - è legata alla garanzia occupazionale e reddituale per tutte le lavoratrici e lavoratori interessati al trasferimento di ramo d’azienda».

«La chiave di volta che ha tracciato la strada per la positiva svolta della trattativa – ha concluso – è stato sicuramente l’accordo quadro siglato dalle Segreterie Nazionali nel luglio 2020 grazie al quale, nel garantire il perimetro commerciale e occupazionale, si è scongiurato il paventato “effetto spezzatino” e che ha permesso di entrare nel merito dei piani industriali dei soggetti che si sono proposti».

Le previsioni dell’Ipotesi di Accordo Quadro

L’Ipotesi di Accordo quadro, in caso di ratifica, avrà validità sino al 31 dicembre 2024.

Il testo, che precede la fase di consultazione e confronto ex Art. 47 L. 428/1990 e che sarà sottoposto alle assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori, ha lo scopo di fissare:

- il perimetro e le modalità dell’operazione di acquisizione;

- le misure volte alla salvaguardia degli attuali livelli occupazionali e salariali del personale interessato al subentro della nuova proprietà;

- gli impegni sul mantenimento della rete di vendita diretta e sugli investimenti assunti dal Gruppo Radenza ed i contenuti delle strategie di sviluppo che da questo saranno poste in essere.

Nel ramo oggetto dell’acquisizione del Gruppo Radenza, sono occupate complessivamente 834 unità (622 FTE), comprese le 10 unità di sede (i lavoratori occupati presso Centrale Adriatica riceveranno da Coop Alleanza 3.0 una proposta di ricollocazione nel perimetro aziendale e, qualora tali proposte non fossero accolte, i predetti lavoratori saranno assorbiti da chi acquisirà il ramo). Il ramo è composto dai 12 punti vendita ad insegna Coop a Milazzo,Tremestieri Etneo, Catania, Palermo(6), San Giovanni La Punta, Ragusa, Bronte e dalle funzioni di sede necessarie al loro funzionamento.

 

Il Piano Industriale del Gruppo Radenza

Il piano industriale illustrato dal Gruppo Radenza, prevede la riduzione delle aree di vendita di alcuni negozi così da adeguarli alle mutate esigenze di mercato e, nello specifico si è stimato che le superfici degli ipermercati, nel loro complesso, verranno ridotte dagli attuali 43.156 mq a 28.000 mq circa.

A fronte della riduzione delle aree di vendita, il piano industriale presentato dal Gruppo Radenza, peraltro, ha rilevato un’eccedenza occupazionale di 194 FTE (corrispondenti a 267 unità), ivi compreso l’effetto della dismissione dei reparti “ottica” e “pescheria” che il Gruppo ha già individuato quali reparti a terziarizzarsi (le pescherie) o da cessare (ottiche).

Tale esubero sarebbe così ripartito:

113 FTE (152 unità) presso l’area di Catania;

47 FTE (62 unità) presso l’area di Palermo;

22 FTE (35 unità) presso l’area di Messina;

12 FTE (18 unità) presso l’area di Ragusa.

 

Le leve che nel triennio 2022/2024 consentiranno il recupero delle eccedenze occupazionali

Le leve che nel triennio 2022/2024 consentiranno il recupero delle eccedenze occupazionali conseguenti alla ristrutturazione sono state individuate nell’Ipotesi di Accordo quadro condivisa:

- in un piano di investimenti strutturali (ristrutturazione di alcuni negozi, ammodernamento delle strutture e del layout) ed in attività di marketing, con oneri stimati in €25.000.000,00 nel corso dell’anno 2022, di cui €10.000.000 relativi ad investimenti per nuove aperture;

- in un percorso di incentivazione all'esodo volontario, con una finestra temporale di adesione delle unità interessate di centoventi giorni con decorrenza dalla data di acquisizione ed avente un’incidenza prudenzialmente stimata in complessivi 32 FTE (ma aperta alle adesioni di un tetto massimo di 100 FTE); l’incentivo all’esodo in parola sarà rivolto all’intera rete vendita diretta del Gruppo Radenza per le province di Ragusa e Catania, così da consentire un più rapido ricollocamento funzionale delle unità in disequilibrio;

- nel blocco del turnover nell’ambito della rete di vendita diretta del Gruppo Radenza;

- in nuove aperture nel canale Food e Drug (su Catania, Palermo, Messina e Ragusa); peraltro, Radenza prevede di effettuare 5 aperture presso la provincia di Catania, 2 in provincia di Palermo ed una in provincia di Messina;

- in un piano di rilancio dei punti vendita della rete commerciale idoneo a sostenere un incremento del fatturato nella misura del 5% a partire dal 2023.

Nel testo pattuito è stato, inoltre, previsto che le ricollocazioni a seguito di blocco del turnover, di nuove aperture e del piano di rilancio dei punti vendita saranno, rispettivamente, di 54 FTE entro il 2023, di 60 FTE entro il 2023 e di 48 FTE entro il 2024 e comunque entro e non oltre il periodo di utilizzo degli ammortizzatori sociali conservativi.

 

Il ricorso alla CIGS per ristrutturazione nell’arco temporale 2022/2024

Nell’arco temporale 2022/2024, si è stabilito di fare ricorso alla CIGS per ristrutturazione volta a:​

- sostenere i disequilibri occupazionali, al fine di consentire il totale riassorbimento dell’esubero tramite le leve richiamate;

​- far fronte ai periodi di chiusura dei negozi interessati alle riduzioni delle aree di vendita (Le Zagare ed Ibleo saranno interessati da una ristrutturazione totale, con chiusura a decorrere dalla data del trasferimento e riapertura prevista nell’arco temporale di 120 giorni; Katané, Forum e La Torre saranno interessati da una rimodulazione del layout e da interventi di ammodernamento delle attrezzature, con chiusura a decorrere dalla data del trasferimento e riapertura prevista in circa 45 giorni).

Tra l’altro, OO.SS. e Gruppo Radenza hanno previsto di sottoscrivere, allorquando si sarà perfezionato il passaggio di titolarità del ramo aziendale, i necessari accordi CIGS con le seguenti condizioni:

- l’anticipazione da parte del Gruppo Radenza dell’indennità a carico dell’INPS;

- la rotazione sulla scorta delle esigenze di carattere tecnico organizzativo e produttivo nel rispetto delle previsioni di legge;

- ad esclusione dei periodi di chiusura dei negozi per ristrutturazione (nel cui ambito la sospensione per CIGS opererà nei confronti dell’intera platea degli addetti al punto di vendita di riferimento), per i restanti periodi di ricorso alla CIGS, nello stabilire la quota di riduzione oraria complessiva per Pdv si terrà conto della percentuale di ore lavorabili in surplus del punto di vendita;

- l’adozione del criterio dell’equa rotazione (ad eccezione dei direttori e dei vice direttori) fra tutto il personale attivo nel negozio;

- per le mansioni specialistiche, la rotazione sarà operata nella misura in cui resterà comunque assicurato il corretto funzionamento dei Pdv ed eventuali specificità saranno valutate a livello territoriale;

- la garanzia di un periodo lavorato minimo di 15 giornate su base mensile per singolo lavoratore;

- con esclusione dei periodi di chiusura totale dei negozi per ristrutturazione, il Gruppo Radenza riconoscerà una quota parte della riduzione di reddito rinveniente per ciascun dipendente dall’attivazione della CIGS ed in eccedenza rispetto al 20% dell’orario lavorativo, secondo i seguenti indici: 50% dell’ulteriore decremento retributivo cagionato dall’intervallo di sospensione compreso fra il 20% ed il 30%; 75% dell’ulteriore decremento retributivo cagionato dall’intervallo di sospensione eccedente il 30%;

- l’integrazione modulare di cui sopra verrà calcolata ed erogata su base quadrimestrale e sulla scorta della media ore di detto periodo ai fini del computo di percentuale di astensione;

- per riconoscere le integrazioni di cui sopra il Gruppo Radenza potrà erogare dei buoni spesa.

 

Il trasferimento del ramo aziendale al Gruppo Radenza

Il trasferimento, che avverrà ai sensi e per gli effetti dell’Art. 2112 cod. civ., avrà effetto a decorrere dal 1° gennaio 2022 e si strutturerà, secondo quanto stabilito nell’Ipotesi di Accordo quadro raggiunta dal gruppo Radenza e dalle OO.SS., nel seguente modo:

a)    Coop Alleanza 3.0 procederà al conferimento del ramo in favore di una NewCo, il cui capitale sociale sarà interamente detenuto dalla medesima Cooperativa;

b)     il Gruppo Radenza acquisirà il controllo della predetta NewCo;

c)    successivamente della ristrutturazione dei negozi, la NewCo procederà a concederli in fitto di ramo di azienda, su base territoriale provinciale o per tipologia di format (Supermercato o Iper), in favore di società controllate sempre dal Gruppo Radenza;

d)    nessun negozio sarà ceduto ad affiliati e/o terzi;

e)    i Pdv oggetto del trasferimento opereranno sotto il marchio COOP.

L’intenzione delle parti, è di procedere al raggiungimento di accordi aziendali/territoriali - anche a livello regionale - già in fase di consultazione ex art. 47 L. 428/1990 e ss.mm.ii. con validità a far data dal trasferimento, aventi le seguenti condizioni:

- applicazione dell’art. 2112 c.c.;

- ai rapporti di lavoro del ramo di azienda verrà applicato il CCNL per i dipendenti da Aziende del terziario, della distribuzione e dei servizi (Confcommercio).

 

Altre previsioni dell’Ipotesi di Accordo Quadro

Nell’Ipotesi di Accordo quadro si è inoltre stabilito che:

- eventuali ricollocazioni di personale verranno operate sulla base delle pattuizioni raggiunte dal Gruppo Radenza con le OO.SS. a livello territoriale ed in ogni caso su distanze non superiori a 30 km;

- nell’ipotesi di dismissione di ulteriori reparti (a titolo esemplificativo ristoro, panetteria, ecc.), prima di procedere a qualsivoglia operazione di disimpegno, il Gruppo Radenza incontrerà le OO.SS. territorialmente competenti per avviare un confronto finalizzato alla verifica delle modalità di ricollocazione del personale eventualmente eccedente;

​- l’ammontare dell’esodo incentivato, determinato nell’Ipotesi di Accordo quadro in quindici mensilità retributive nette (rapportate all’ultima busta paga di Coop Alleanza 3.0) per ciascun lavoratore aderente all’esodo, sarà da intendersi al netto delle ritenute fiscali a tassazione separata (che saranno a carico del Gruppo Radenza);

​- con riferimento agli appalti di servizi attualmente in essere presso la cedente, il Gruppo Radenza valuterà le condizioni per un loro mantenimento; per le ipotesi di avvicendamento delle imprese appaltatrici, il Gruppo Radenza si farà parte diligente al fine di favorire la collocazione del personale già occupato nell’ambito del singolo appalto nella piena applicazione della clausola sociale di cui al vigente contratto, ferma restando l'applicazione ad opera dell'appaltatore di CCNL sottoscritti da CGIL CISL e UIL;

​- verranno attivati percorsi di riqualificazione del personale;

​- sarà operato il trasferimento delle deleghe e cariche sindacali in essere;

- Coop Alleanza 3.0 richiederà, antecedentemente alla data di operatività delle cessioni, a ciascun lavoratore del ramo di azienda, una dichiarazione in merito alla volontà di ricevere da parte della Cooperativa il pagamento delle spettanze relative alle ferie e permessi maturati e non fruiti alla data del trasferimento, ai ratei di 13° e 14° mensilità maturati e le quote del trattamento di fine rapporto (TFR) maturate ed accantonate in azienda alla data del trasferimento; ove il lavoratore aderisca alla richiesta, la Cooperativa procederà a liquidare il dovuto a detto titolo nei termini tecnici occorrenti; diversamente, nell’ipotesi di mancata adesione, le spettanze di riferimento verranno trasferite al Gruppo Radenza, che procederà alla relativa erogazione nei termini di legge e di contratto;

- il Gruppo Radenza e le OO.SS. si sono dati reciprocamente atto di essere disponibili a sottoscrivere, sempre nel corso della consultazione ex art. 47 L. 428/1990 e ss.mm.ii. e nell’ambito degli accordi aziendali di cui sopra, una specifica sezione volta a regolamentare le relazioni sindacali a livello provinciale e regionale.

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Redazione: Fisascat Cisl
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