NEWSLETTER
Newsletter n.20/2026 della FISASCAT CISL Nazionale
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TG Lab - 29 maggio 2026
Online la nuova edizione settimanale n° 763
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MAGNIFICA HUMANITAS, L’IA E LA NUOVA QUESTIONE SOCIALE
DEL LAVORO NELLA PRIMA ENCICLICA DI PAPA LEONE XIII
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L’intelligenza artificiale entra ufficialmente nel cuore della Dottrina sociale della Chiesa. Con la pubblicazione della Magnifica Humanitas, la prima Enciclica di Papa Leone XIV dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’IA, il Pontefice consegna al dibattito pubblico una riflessione destinata a incidere profondamente anche sul mondo del lavoro. La transizione digitale non è più soltanto una questione tecnica o produttiva, ma una nuova grande questione sociale. Firmata nel 135° anniversario della Rerum Novarum di Leone XIII, la Magnifica Humanitas richiama istituzioni, imprese e Parti Sociali alla responsabilità di governare l’innovazione mettendo al centro dignità della persona, partecipazione dei lavoratori e giustizia sociale. Per Papa Leone XIV il progresso non può essere misurato solo in termini di efficienza, velocità o profitto, ma deve essere valutato dalla capacità di ridurre le disuguaglianze e rafforzare la coesione sociale. Il Pontefice evita sia gli entusiasmi ingenui sia le paure sterili. La tecnologia non viene descritta come una minaccia in sé, ma nemmeno come qualcosa di neutrale. Assume il volto di chi la progetta, la finanzia, la regola e la utilizza. È qui che, secondo il Pontefice, l’intelligenza artificiale può diventare uno strumento di crescita e miglioramento della qualità del lavoro oppure accentuare controllo, esclusione e nuove disuguaglianze. Il cuore dell’Enciclica sta nella scelta tra due modelli di sviluppo: da una parte il rischio di costruire una nuova Babele fondata sulla logica della potenza, dell’efficienza e del profitto ad ogni costo; dall’altra la possibilità di ricostruire una “città dell’umano”, nella quale innovazione, responsabilità sociale e dignità del lavoro procedano insieme. Il tema riguarda già da vicino i settori del terziario di mercato, dove algoritmi, piattaforme e sistemi automatizzati stanno modificando organizzazione del lavoro, orari, mansioni, autonomia professionale e modalità di valutazione delle performance. Per la Fisascat Cisl la sfida non può essere lasciata alle sole scelte unilaterali delle imprese, ma deve essere governata attraverso la contrattazione collettiva, definendo regole, limiti e tutele per evitare nuove fratture sociali e forme di controllo occulto nei luoghi di lavoro. Secondo la federazione cislina è inoltre necessario impedire utilizzi impropri dei dati raccolti tramite strumenti digitali e garantire formazione, informazione e verifica continua dell’impatto delle nuove tecnologie sulle condizioni di lavoro. Centrale anche il tema della responsabilità umana: nessun sistema automatizzato può trasferire sul singolo lavoratore il rischio derivante dalla complessità tecnologica o sostituire integralmente il controllo umano nelle decisioni che incidono sull’organizzazione del lavoro. È il segretario generale della Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice a sottolineare la necessità di «creare comitati paritetici per monitorare costantemente l'algoritmo, il suo impatto sulle mansioni e l’organizzazione del lavoro, al fine di prevenirne gli eccessi». Per il sindacalista occorre inoltre affermare «un vero e proprio diritto alla contrattazione preventiva dell’algoritmo», destinato a incidere sempre di più sull’organizzazione delle prestazioni lavorative, sulla gestione del personale, sulla programmazione dei turni e sui criteri di misurazione della produttività. Un richiamo condiviso anche dalla segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola, che ha definito la Magnifica Humanitas «un richiamo straordinario alla dignità del lavoro, alla giustizia sociale e alla centralità della persona in un tempo attraversato da profonde trasformazioni economiche e tecnologiche». Per la leader Cisl la sfida è governare la rivoluzione dell’intelligenza artificiale mantenendo il controllo umano, rafforzando partecipazione, contrattazione e responsabilità sociale per evitare nuove disuguaglianze e difendere la dignità della persona nell’era degli algoritmi.
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CONTRATTI TERZIARIO, DMO E DISTRIBUZIONE COOPERATIVA, STRUTTURE E DELEGATI FISASCAT CISL A CONFRONTO SULL’IPOTESI DI PIATTAFORMA UNICA PER I RINNOVI
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Terziario di Mercato. Si è riunito in modalità telematica il Coordinamento delle strutture, delle delegate e dei delegati Fisascat Cisl, a confronto sulla bozza della piattaforma unica per il rinnovo dei Contratti nazionali del Terziario Distribuzione e Servizi, della Dmo e della Distribuzione Cooperativa, tutti in scadenza il 31 marzo 2027 e applicati complessivamente a oltre 3 milioni di lavoratrici e lavoratori. L’incontro, che segue la sessione seminariale unitaria degli Esecutivi nazionali dello scorso 11 maggio, ha registrato una ampia partecipazione delle federazioni territoriali e dei delegati dei comparti interessati. Al centro del confronto con il segretario generale della federazione cislina Vincenzo Dell’Orefice e i segretari nazionali Luigi Spinzi e Giovanni Battista Comiati, le trasformazioni che stanno attraversando il macrosettore del terziario di mercato tra digitalizzazione, intelligenza artificiale, sviluppo dell’e-commerce, riorganizzazioni aziendali, appalti, esternalizzazioni e crescente flessibilità degli orari commerciali, in uno scenario segnato dall’aumento dell’inflazione e dalla perdita del potere d’acquisto. Approfonditi i principali contenuti della bozza di piattaforma sindacale: aumenti salariali, contrasto alla precarietà, al part-time involontario e alle clausole elastiche, revisione degli inquadramenti professionali, regolamentazione dell’impatto delle nuove tecnologie sull’organizzazione del lavoro, conciliazione vita-lavoro, welfare contrattuale, salute e sicurezza, formazione, inclusione e pari opportunità, con attenzione anche a lavoro domenicale e festivo, franchising e rafforzamento della contrattazione di secondo livello. Il percorso proseguirà nelle prossime settimane con assemblee e consultazioni nei luoghi di lavoro e culminerà il 23 settembre con l’Assemblea nazionale unitaria delle delegate e dei delegati per il varo definitivo della piattaforma da trasmettere alle associazioni datoriali entro la fine del mese.
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STELLANTIS FINANCIAL SERVICES, RINNOVATO
IL CONTRATTO INTEGRATIVO AZIENDALE
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Stellantis Financial Services Italia. Sottoscritta l’ipotesi di accordo sul nuovo Contratto integrativo aziendale applicato ai dipendenti della società finanziaria e di mobilità del Gruppo Stellantis. L’intesa rafforza il sistema di relazioni sindacali e introduce nuove misure su welfare, conciliazione vita-lavoro, previdenza complementare, sanità integrativa e sostegno alla genitorialità, con particolare attenzione anche ai processi di innovazione tecnologica, digitalizzazione e intelligenza artificiale. Parallelamente al rinnovo del Contratto integrativo aziendale, le parti hanno sottoscritto anche una specifica intesa a latere dedicata allo smart working e alla gestione dei processi di mobilità interna. Per i lavoratori caregiver e per i dipendenti con figli conviventi con disabilità è prevista la riduzione delle giornate minime di rientro in presenza da quattro a due al mese, fino ad un massimo di 8 giorni. Previsto inoltre un monitoraggio congiunto sul pacchetto “Moving” e un confronto dedicato alle condizioni dei dipendenti delle sedi di Napoli e Palermo. Rafforzato anche il sistema di assistenza sanitaria integrativa con nuove coperture per lavoratrici, lavoratori e nuclei familiari, comprese prestazioni diagnostiche, specialistiche, odontoiatriche e di prevenzione.
«Con questo rinnovo - ha dichiarato Gianfranco Brusaporci, operatore della Fisascat Cisl nazionale - viene ulteriormente rafforzato il sistema di tutele e coinvolgimento per Rsu, lavoratrici e lavoratori di Stellantis Financial Services in una fase caratterizzata da profonde trasformazioni organizzative, tecnologiche e produttive del settore». «L’intesa - ha concluso il sindacalista - valorizza il confronto sindacale come strumento centrale per monitorare l’innovazione, migliorare la qualità del lavoro e accompagnare i processi di digitalizzazione e introduzione dell’intelligenza artificiale mettendo al centro la persona, le competenze e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro».
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ROCCO FORTE HOTELS, AL VIA IL NEGOZIATO PER
IL PRIMO CIA PER I CIRCA 1.000 DIPENDENTI
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Rocco Forte Hotels. Ha preso il via il confronto con la direzione della prestigiosa catena internazionale di hotel e resort di ultralusso per la definizione del primo Contratto integrativo aziendale da applicare ai circa 1.000 dipendenti presenti nelle strutture italiane del gruppo. La trattativa segue la presentazione della piattaforma unitaria elaborata dalla Fisascat Cisl e dalle altre organizzazioni sindacali di categoria e approvata dalle lavoratrici e dai lavoratori. La proposta sindacale punta alla costruzione di un sistema strutturato di contrattazione di secondo livello e di relazioni sindacali partecipative in un gruppo alberghiero in forte espansione, presente a Roma, Firenze, Milano, in Sicilia e in Puglia e con nuovi investimenti annunciati nel Sud del Paese. Al centro della piattaforma i temi legati a salario, welfare, formazione, sicurezza, organizzazione del lavoro e conciliazione vita-lavoro. Tra le richieste avanzate figurano un premio di risultato basato su indicatori condivisi di qualità del servizio, customer satisfaction, occupazione camere e performance economica, assistenza sanitaria integrativa anche per stagionali e part-time, consolidamento orario, buoni pasto, banca ore solidale, diritto al riposo domenicale e festivo e misure di contrasto al lavoro povero e precario. La piattaforma affronta inoltre i temi dell’inclusione, della tutela delle differenze, della prevenzione di molestie e violenza nei luoghi di lavoro, della salute e sicurezza anche rispetto agli eventi climatici estremi e dello stress lavoro-correlato. Previsti inoltre strumenti di partecipazione sindacale sugli impatti dell’intelligenza artificiale e sull’utilizzo dei sistemi algoritmici nell’organizzazione del lavoro, oltre a clausole di salvaguardia occupazionale in caso di riorganizzazioni o acquisizioni. Nel confronto con l’azienda è inoltre emersa la necessità di definire con chiarezza il perimetro applicativo del futuro accordo integrativo, anche alla luce della complessità organizzativa del gruppo e dei differenti modelli gestionali presenti nelle varie strutture. «Il nostro auspicio - ha dichiarato Salvo Carofratello della Fisascat Cisl nazionale - è quello di consolidare un sistema partecipativo di relazioni sindacali, capace di valorizzare le professionalità presenti nelle strutture italiane del gruppo, rafforzare welfare e formazione continua e migliorare le condizioni di lavoro e salariali delle lavoratrici e dei lavoratori».
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NATUZZI, NUOVO TAVOLO AL MIMIT DOPO L’ACCORDO
DEL 19 MAGGIO. SINDACATI: “STOP ALLE DELOCALIZZAZIONI E TUTELA DEL MADE IN ITALY”
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Natuzzi. Il 27 maggio si è svolto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy il nuovo tavolo di confronto sulla vertenza del gruppo dell’arredamento di alta gamma, convocato a pochi giorni dall’accordo sottoscritto il 19 maggio scorso al Ministero del Lavoro tra azienda, organizzazioni sindacali, Mimit e Regioni Puglia e Basilicata. L’intesa, raggiunta al termine di un lungo confronto, prevede la riduzione dell’utilizzo della cassa integrazione straordinaria dall’80%, inizialmente richiesto dall’azienda, al 62% per un massimo di 1.755 dipendenti degli stabilimenti pugliesi e lucani del gruppo. L’accordo prevede inoltre il confronto preventivo con le organizzazioni sindacali sulla gestione delle sospensioni, l’anticipo del trattamento di integrazione salariale da parte dell’azienda, uno stanziamento di 6 milioni di euro per favorire le uscite volontarie incentivate e l’attivazione di un monitoraggio trimestrale presso il Mimit sull’applicazione degli impegni assunti. Nel corso dell’incontro il ministro Urso ha sottolineato la necessità di “voltare pagina” rispetto a vent’anni di ricorso agli ammortizzatori sociali, chiedendo la definizione di un vero piano industriale sostenibile e orientato alla tutela occupazionale. Il Mimit ha inoltre confermato l’avvio della due diligence di Invitalia sull’azienda e annunciato la prosecuzione del tavolo permanente, aggiornato all’11 giugno, data nella quale Natuzzi dovrà presentare le linee guida del piano industriale per il rilancio del gruppo. Forti preoccupazioni sono state espresse dalla Fisascat Cisl e dalle altre organizzazioni sindacali di categoria rispetto alle ipotesi illustrate dall’azienda, considerate peggiorative rispetto alle proposte precedenti: nel mirino dei sindacati la possibile chiusura di tre stabilimenti, la sospensione dell’attività produttiva per dodici mesi nei siti di Santeramo e Graviscella e il trasferimento di volumi produttivi all’estero. I sindacati hanno ribadito la necessità di una regia istituzionale forte per difendere il perimetro industriale italiano, fermare le delocalizzazioni e salvaguardare occupazione e produzione nel distretto del mobile imbottito. Confermato inoltre per il 4 giugno, presso la Regione Puglia, un nuovo confronto dedicato alle sospensioni dell’attività lavorativa e agli eventuali incentivi all’esodo. Per la Fisascat Cisl il confronto dovrà svilupparsi nel pieno rispetto degli impegni assunti con l’accordo del 19 maggio, evitando qualsiasi arretramento sul piano delle tutele occupazionali e della continuità produttiva degli stabilimenti italiani.
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DOCUMENTAZIONE ATTI PROCESSUALI, MASSICCIA
ADESIONE ALLO SCIOPERO NAZIONALE DEL 29 MAGGIO
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Documentazione Atti Processuali. Massiccia adesione alla giornata di sciopero nazionale del 29 maggio proclamata dalle organizzazioni sindacali per le circa 1.500 lavoratrici e lavoratori impiegati nell’appalto del Ministero della Giustizia. Numerosi i presidi organizzati in tutta Italia davanti ai tribunali e alle sedi giudiziarie per chiedere garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali e salariali, tutele per le addette e gli addetti coinvolti nel cambio di appalto e l’apertura di un confronto istituzionale sul futuro del servizio. Al centro della mobilitazione la richiesta di superare le condizioni di precarietà che interessano fonici, trascrittori e stenotipisti forensi, professionalità che da oltre vent’anni assicurano un’attività essenziale per il funzionamento del sistema giudiziario italiano. Le organizzazioni sindacali contestano il mancato confronto da parte del Ministero della Giustizia sulla gestione della nuova gara d’appalto e l’assenza di risposte sulle prospettive occupazionali e salariali delle lavoratrici e dei lavoratori, già colpiti dagli effetti della riforma Cartabia e dal ricorso agli ammortizzatori sociali. «L’ampia partecipazione allo sciopero e ai presidi organizzati in tutta Italia - ha dichiarato Claudia Delfini, operatrice della Fisascat Cisl nazionale - conferma la forte preoccupazione delle lavoratrici e dei lavoratori per il proprio futuro occupazionale e per la tenuta del servizio». «Da troppo tempo - ha concluso la sindacalista - queste professionalità garantiscono il funzionamento della giustizia in condizioni di precarietà e senza certezze. È necessario che il Ministero della Giustizia apra immediatamente un confronto serio sulle garanzie occupazionali, salariali e sulle prospettive dell’appalto».
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