NEWSLETTER
Newsletter n.34/2026 della FISASCAT CISL Nazionale
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TG Lab - 23 ottobre 2026
Online la nuova edizione settimanale n° 777
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CISL, AL VIA LA CAMPAGNA “IL PATTO CHE UNISCE”:
LAVORO, SALARI E WELFARE AL CENTRO DELLA MOBILITAZIONE
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“Il Patto che unisce. Lavoro, salari, welfare per lo sviluppo del Paese”. Prende il via la campagna Cisl per dare voce ai bisogni delle lavoratrici, dei lavoratori e delle famiglie: recupero del potere d’acquisto, poter contare su servizi sanitari e assistenziali adeguati e su un’occupazione stabile e dignitosa. L’obiettivo è costruire un Patto sociale per il lavoro, la coesione e la crescita, attraverso il confronto, la partecipazione e la responsabilità condivisa. Tre gli appuntamenti nazionali: il 7 novembre a Genova, il 28 novembre a Gioia Tauro e a metà dicembre a Roma. La mobilitazione, decisa dal Consiglio generale confederale del 21 ottobre, coinvolgerà tutta l’organizzazione con assemblee, iniziative pubbliche e incontri con imprese, amministratori, parlamentari e Terzo settore. Al centro, le richieste sulla legge di bilancio e le proposte del Libro Verde, per incidere sulle scelte immediate e sulle politiche della prossima legislatura. Approvando la relazione della segretaria generale Daniela Fumarola, l’Assise ha indicato la necessità di concentrare le risorse sulle priorità economiche e sociali, superando la logica dei bonus a pioggia. Sul fronte fiscale, la Cisl chiede un taglio strutturale dell’Irpef a sostegno del ceto medio e la detassazione dei premi di risultato e delle tredicesime. Per l’occupazione, punta sul rilancio dell’apprendistato, sul rafforzamento degli incentivi per giovani e donne e su investimenti stabili nelle politiche attive e nella formazione, per accompagnare le persone nell’ingresso e nei cambiamenti del lavoro. Attenzione anche a chi subisce le conseguenze delle crisi industriali: la richiesta è di rifinanziare gli ammortizzatori sociali anche per il personale dei servizi coinvolti e di rafforzare la regia pubblica per il rilancio produttivo e la reindustrializzazione, tutelando lavoratori diretti e dell’indotto. Sicurezza, contrasto ai subappalti incontrollati e continuità degli investimenti infrastrutturali sono condizioni essenziali di questo percorso. Il finanziamento del Piano casa, il rafforzamento della sanità e dell’assistenza alle persone non autosufficienti, il sostegno alle famiglie e la rivalutazione delle pensioni completano le priorità, insieme a una maggiore flessibilità previdenziale, sostenibile e inclusiva. Per reperire le risorse, la Confederazione propone un contributo di solidarietà sui superprofitti, il riordino degli incentivi alle imprese a favore di quelle che applicano i contratti più rappresentativi e promuovono partecipazione e contrattazione decentrata, lo spostamento del carico fiscale sulle rendite improduttive e un contrasto più incisivo all’evasione. Netta la contrarietà a condoni e rottamazioni, che premiano chi non rispetta gli obblighi fiscali. Resta decisivo il confronto con le associazioni datoriali sulla rappresentanza e sugli assetti contrattuali, per rafforzare salari, partecipazione, formazione, sicurezza e contrattazione decentrata. «La Cisl richiama le imprese alla responsabilità, sottolineando che l’intesa deve riguardare l’intero impianto delle regole», afferma il documento finale. Sul fronte della mobilitazione sindacale, la scelta resta quella di «negoziare per decidere». La Confederazione considera prematuro proclamare uno sciopero generale prima di conoscere il testo della manovra e chiedere ai lavoratori il sacrificio di una giornata di salario. Mantiene aperta, invece, la possibilità di un’azione comune con le altre organizzazioni sui contenuti, sulle piattaforme e sulle vertenze. La campagna sarà anche un’occasione per rafforzare l’ascolto delle nuove generazioni e il loro coinvolgimento nelle scelte sindacali. Un percorso che partirà dai territori per tradurre le rivendicazioni in risultati concreti, mettendo il lavoro e i bisogni delle persone al centro delle decisioni sul futuro del Paese.
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COOPERATIVE SOCIALI, PROSEGUE IL NEGOZIATO
PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE
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Cooperative Sociali. Prosegue il confronto in sede ristretta per il rinnovo del Contratto nazionale, scaduto il 31 dicembre 2025 e applicato a circa 437mila lavoratrici e lavoratori delle oltre 30mila cooperative attive nei settori socio-sanitario, assistenziale, educativo e dell’inserimento lavorativo. Nell’ultimo incontro con le Centrali Cooperative, la Fisascat Cisl e le altre organizzazioni sindacali di categoria hanno approfondito alcuni dei principali aspetti normativi contenuti nella piattaforma rivendicativa. Un primo segnale positivo è arrivato sul superamento del vincolo della reperibilità in struttura, tema sul quale la disponibilità manifestata dalla parte datoriale dovrà ora tradursi in soluzioni concrete nel prosieguo del negoziato. Il confronto ha riguardato anche il preavviso nei cambi di gestione, ovvero nei casi in cui viene attivata la clausola sociale al fine di salvaguardare l’occupazione e le condizioni di impiego e la disciplina della banca delle ore. Su quest’ultimo tema, le organizzazioni sindacali hanno ribadito che lo strumento deve essere realmente orientato alla conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, evitando soluzioni che possano determinare condizioni penalizzanti per il personale. Le parti hanno concordato di predisporre specifiche proposte di modifica del testo contrattuale. «La disponibilità manifestata dalle Centrali Cooperative sul superamento del vincolo della reperibilità in struttura è un primo segnale positivo, che ora deve trovare una concreta traduzione nel testo contrattuale», ha dichiarato Aurora Blanca, segretaria nazionale Fisascat Cisl. «Dobbiamo intervenire sull’organizzazione del lavoro con regole più equilibrate e strumenti capaci di sostenere concretamente la conciliazione tra vita e lavoro. Il nostro obiettivo - ha aggiunto la sindacalista - è arrivare a un rinnovo che riconosca e valorizzi le professionalità, rafforzi le tutele e migliori concretamente le condizioni di chi opera nel settore». Il negoziato riprenderà il 4 novembre con l’esame delle proposte di modifica contrattuale. Il 19 novembre è previsto un nuovo incontro a delegazioni allargate, mentre entro la fine del mese i tavoli tecnici dovranno trasmettere al tavolo politico gli esiti del confronto. Già definiti gli incontri anche per il mese di dicembre, con tavoli tecnici dedicati alla revisione dell’impianto contrattuale e all’approfondimento dei singoli articoli.
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FARMACIE PRIVATE, CONTRATTO FERMO DAL 2024:
LA MOBILITAZIONE RIPARTE DAI TERRITORI
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Farmacie Private. Oltre due anni di attesa per il rinnovo del Contratto nazionale, scaduto il 31 agosto 2024, mentre aumentano servizi, responsabilità e carichi di lavoro. La Fisascat Cisl e le altre organizzazioni sindacali di categoria tornano a sollecitare Federfarma: servono risposte concrete per le oltre 76mila lavoratrici e lavoratori del settore. Dopo le due giornate di sciopero nazionale del 6 novembre 2025 e del 13 aprile 2026, la vertenza resta aperta sul salario, sulla valorizzazione delle professionalità e sul miglioramento delle condizioni di lavoro. Per riportare al centro dell’attenzione le ragioni delle lavoratrici e dei lavoratori, le organizzazioni sindacali promuovono nel mese di ottobre una campagna capillare di informazione nei territori, con assemblee nei luoghi di lavoro, volantinaggi e incontri con le istituzioni. L’obiettivo è dare voce a un disagio che il protrarsi dello stallo contrattuale rende sempre più forte e sollecitare Federfarma a riaprire un confronto vero, finalizzato al raggiungimento dell’intesa. A rendere ancora più evidente la distanza tra le condizioni di chi opera nello stesso settore è il recente accordo con Assofarm per il rinnovo del Contratto nazionale delle Farmacie Speciali, gestite o partecipate dai Comuni e dagli Enti Locali. L’intesa prevede un aumento di 220 euro mensili a regime al primo livello, indennità professionali e nuove tutele in materia di permessi, genitorialità e conciliazione tra vita e lavoro. Un risultato che dimostra come sia possibile accompagnare l’evoluzione della farmacia riconoscendo concretamente il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori. Nelle farmacie private, invece, alla profonda trasformazione delle attività e dei servizi non corrisponde ancora un adeguato riconoscimento economico e normativo. Vaccinazioni, screening, analisi ed elettrocardiogrammi hanno rafforzato il ruolo delle farmacie come presìdi sanitari di prossimità. Per farmaciste e farmacisti questo significa nuove competenze, maggiori responsabilità e un impegno crescente, mentre il mancato rinnovo del contratto continua a pesare sulle retribuzioni già erose dall’inflazione. Per i sindacati, il protrarsi dello stallo contrattuale rischia inoltre di alimentare il dumping e di ampliare le differenze economiche e normative tra lavoratrici e lavoratori che operano nello stesso comparto. La competizione tra le imprese non può essere scaricata sul personale attraverso la compressione di salari e diritti. «Il rinnovo con Assofarm dimostra che riconoscere il valore del lavoro nelle farmacie è possibile. Federfarma deve assumersi la responsabilità di dare risposte a chi, ogni giorno, garantisce servizi essenziali per la salute dei cittadini nelle farmacie private», ha dichiarato Aurora Blanca, segretaria nazionale della Fisascat Cisl. «È intollerabile chiedere sempre più competenze e responsabilità alle farmaciste e ai farmacisti lasciando ferme le retribuzioni. Occorre recuperare il potere d’acquisto, valorizzare tutte le professionalità e migliorare concretamente le condizioni di lavoro». «Dai territori arriva forte e chiara la richiesta delle lavoratrici e dei lavoratori delle farmacie private: rinnovare il contratto non è più rinviabile. Federfarma deve riprendere il confronto e dare risposte concrete sul salario, sulla valorizzazione delle professionalità e sulle condizioni di lavoro», ha concluso la sindacalista.
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GRUPPO GS/EX CARREFOUR, DA NEW PRINCES APERTURA ALLA RIPRESA DEL CONFRONTO. CONFERMATO LO STATO DI AGITAZIONE
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Ex Carrefour, Gruppo GS. Dopo la proclamazione dello stato di agitazione la Fisascat Cisl e le altre federazioni sindacali di categoria sono tornate ad incontrare la direzione aziendale di New Princes. Il presidente Angelo Mastrolia ha attenuato le dichiarazioni che hanno portato alla rottura del tavolo, manifestando la disponibilità a recuperare il dialogo sulle attività attualmente in appalto e interessate da un percorso di riorganizzazione. Un’apertura che arriva dopo il duro scontro del 16 ottobre, quando il presidente aveva annunciato il blocco delle relazioni sindacali e del percorso di assunzione del personale in appalto nella controllata New Services. All’origine della rottura, i rilievi dei sindacati sull’applicazione di contratti nazionali non attinenti alle attività svolte. Nello stesso incontro erano arrivate accuse generiche ai dipendenti, indicati come in parte responsabili del cattivo andamento dell’impresa, e l’annuncio di una riduzione del costo del lavoro nel 2027. Questioni che restano tutte da affrontare. Le organizzazioni sindacali, stigmatizzando nuovamente le dichiarazioni sull’operato delle lavoratrici e dei lavoratori, hanno ribadito la necessità di verificare la corretta applicazione della contrattazione nazionale negli ambiti oggetto di riorganizzazione e di discutere gli annunci sul costo del lavoro alla presenza dell’intera delegazione, con il coinvolgimento delle strutture territoriali e delle rappresentanze sindacali aziendali. Sullo sfondo rimangono inoltre le criticità già denunciate nella rete in franchising, con mancati pagamenti degli stipendi e preoccupazioni per Tfr e occupazione, insieme alle richieste di chiarimento sugli investimenti nei punti vendita e al peggioramento delle condizioni di lavoro segnalato dai sindacati dopo la disdetta di importanti accordi sull’organizzazione del lavoro. «La disponibilità a recuperare il dialogo è un primo passo che deve ora tradursi in un confronto concreto, con la partecipazione delle strutture territoriali, delle Rsa e delle Rsu» ha dichiarato Giovanni Battista Comiati, segretario nazionale della Fisascat Cisl. «Occorre fare chiarezza sui contratti applicati e sulle intenzioni dell’impresa rispetto al costo del lavoro. Il rilancio del gruppo deve fondarsi su investimenti e valorizzazione delle professionalità, garantendo il rispetto dei diritti e della dignità delle persone» ha aggiunto il sindacalista. «Le lavoratrici e i lavoratori - ha concluso Comiati - devono essere coinvolti attraverso le loro rappresentanze nelle scelte che incidono sul loro futuro. Servono relazioni sindacali fondate sul rispetto reciproco, sulla trasparenza e sulla ricerca di soluzioni condivise, capaci di dare risposte alle criticità aperte e garanzie sull’occupazione e sulle condizioni di lavoro». Lo stato di agitazione resta aperto.
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CWT ITALIA/AMEX GBT SOLUTION REVOCA LA PROCEDURA
DI LICENZIAMENTO COLLETTIVO
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CWT Italia/AMEX GBT Solution ha comunicato la propria disponibilità a revocare la procedura di licenziamento collettivo avviata il 4 ottobre e ad aprire un nuovo confronto finalizzato all'individuazione di soluzioni condivise per affrontare il riassetto organizzativo dell'azienda. Cambia radicalmente, grazie all'azione sindacale unitaria e alla mobilitazione di lavoratrici e lavoratori, il terreno del confronto e si apre una discussione sulle cause, le responsabilità e le possibili alternative al licenziamento di 190 dipendenti, quasi la metà dell'organico di CWT Italia. Fin dalla prima ora le organizzazioni sindacali avevano chiesto di aprire un tavolo per affrontare le ragioni della riorganizzazione e il possibile futuro dell'azienda, ritenendo che dietro gli esuberi annunciati vi fossero questioni più profonde, legate alle operazioni societarie e alle scelte industriali, organizzative e strategiche compiute negli ultimi anni. «Per settimane queste richieste sono state respinte, considerate estranee al confronto previsto dalla procedura - dichiarano i sindacati - e oggi l'azienda si rende disponibile ad aprire il tavolo che avevamo richiesto. Questo risultato è il frutto della mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori, dell'unità delle organizzazioni sindacali, dell'impegno delle RSA e della determinazione con cui è stata contestata l'impostazione della procedura». La vertenza non è conclusa, molte le questioni che restano aperte e che verranno discusse al tavolo che si aprirà nelle prossime settimane. «L'incontro convocato per il 30 ottobre rappresenterà un momento fondamentale per dare concreta attuazione agli impegni assunti dall'azienda - concludono le organizzazioni sindacali - e per definire l'avvio della nuova fase di confronto annunciata nelle comunicazioni di queste ore».
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GRUPPO COIN, PROSEGUE AL MIMIT IL CONFRONTO
SUL PIANO DI RIORGANIZZAZIONE
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Gruppo Coin. Investimenti, nuove partnership commerciali e ristrutturazione della rete, ma anche garanzie sull’occupazione, sul reddito e sulle condizioni di lavoro. Sono i temi al centro del confronto con la direzione aziendale, proseguito il 13 ottobre al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La Fisascat Cisl, insieme alle altre organizzazioni sindacali di categoria, ha ribadito che la trasformazione del modello commerciale deve rispettare gli impegni e le tutele definiti negli accordi del 7 agosto. L’azienda ha annunciato ulteriori 2 milioni di euro nel mese di ottobre, destinati alla ristrutturazione dei negozi e allo sviluppo commerciale, e l’attivazione della partnership con Mango in sette punti vendita entro novembre. Un progetto che, secondo quanto illustrato nel precedente incontro di settembre, dovrebbe coinvolgere complessivamente 22 negozi entro il 2027, con investimenti dichiarati per circa 18 milioni di euro. Proprio sul rapporto con Mango, i sindacati hanno nuovamente espresso perplessità per la mancata disponibilità al riassorbimento del personale Coin, chiedendo all’azienda di intervenire nei confronti del partner per favorire la valutazione delle candidature delle lavoratrici e dei lavoratori interessati. Per Rebel, dopo circa 300 colloqui, Coin ha comunicato l’incremento dei distacchi previsti da 55 a 65 equivalenti a tempo pieno, con disponibilità a esaminare ulteriori candidature. I distacchi avranno generalmente durata annuale, con possibilità di rinnovo. Restano centrali le garanzie ottenute nel confronto sindacale. A settembre erano state segnalate criticità nei primi colloqui con Rebel, durante i quali erano state prospettate modifiche degli orari, dei part-time e delle disponibilità al lavoro domenicale e festivo. A seguito dell’intervento sindacale, Coin ha confermato che il distacco è esclusivamente volontario e mantiene le condizioni economiche e contrattuali applicate. Nessuna modifica dell’orario può costituire un requisito di accesso e la mancata adesione non comporta conseguenze sul rapporto di lavoro: chi non aderisce continua a lavorare in Coin. Particolare attenzione è rivolta al negozio di Milano Cinque Giornate. La ristrutturazione dell’intero immobile, decisa dalla proprietà, comporterebbe una chiusura di circa un anno e una riduzione della superficie di vendita a 3mila metri quadrati. È ancora in corso la trattativa sulla locazione, il cui esito dovrà essere comunicato entro fine anno. I sindacati hanno chiesto di avviare subito il confronto sulle tutele retributive e occupazionali e sulla gestione del periodo di chiusura. A Sassari, invece, il mancato completamento dei lavori prolunga il ricorso alla cassa integrazione: la previsione di riapertura è stata aggiornata a maggio 2027. Per Firenze è confermata la conclusione del contratto di solidarietà al 30 novembre, con una verifica sulle condizioni occupazionali e sul reimpiego del personale. Il percorso si inserisce nell’attuazione delle intese di agosto su ricollocazioni, distacchi, cessazione anticipata degli ammortizzatori sociali e uscite volontarie incentivate. Alla prima verifica di settembre erano state registrate 95 richieste di uscita, rispetto al massimo di 113 previsto dalla procedura, con una seconda finestra di adesione fino a novembre. Per 40 dipendenti provenienti dal negozio di Roma Cola di Rienzo era stata inoltre confermata la ricollocazione nei punti vendita di San Giovanni e Cinecittà. Il confronto al Mimit proseguirà il 23 febbraio 2027.
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ASPIAG, VITTORIA DELLA FISASCAT CISL FVG ANCHE IN APPELLO: ORARI CERTI E RISARCIMENTO PER LE LAVORATRICI PART-TIME
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In Friuli Venezia-Giulia, nuovo risultato per la Fisascat Cisl regionale nella vertenza contro Aspiag Service, azienda della grande distribuzione concessionaria dei marchi Despar, Eurospar e Interspar. Il diritto a un orario di lavoro certo, che permetta di organizzare la propria vita, trova conferma anche in appello. Con la sentenza pubblicata il 12 ottobre, la Corte d’Appello di Trieste, sezione Lavoro, ha confermato gli orari fissati in primo grado per cinque lavoratrici part-time che si erano rivolte alla giustizia per ottenere certezze nella programmazione della propria attività. Confermato, seppure in misura ridotta, anche il risarcimento del danno legato alle continue variazioni degli orari. Al centro della vertenza, sostenuta dalla Fisascat Cisl Friuli Venezia-Giulia, la possibilità concreta di conciliare il lavoro con gli impegni familiari e personali. Una battaglia già approdata a un primo risultato favorevole al Tribunale di Pordenone: le dipendenti, quasi tutte madri di figli piccoli, erano state impiegate per anni con orari che ostacolavano anche le più elementari esigenze familiari. Il giudice aveva quindi individuato orari fissi e riconosciuto il diritto al risarcimento. L’azienda aveva scelto di proseguire il contenzioso, contestando la decisione di primo grado. Anche in appello, tuttavia, hanno trovato conferma le ragioni delle lavoratrici e il loro diritto a una programmazione degli orari chiaramente individuabile. Per la Fisascat Cisl Fvg, il significato della pronuncia va oltre la singola vertenza. Le esigenze organizzative dell’impresa devono trovare un equilibrio con il diritto delle persone a conoscere e programmare i propri tempi. Il part-time deve consentire di gestire le responsabilità di cura e gli impegni personali, ma anche di svolgere un’altra attività lavorativa per integrare il reddito, senza essere costrette a una disponibilità permanente alle necessità aziendali. «Questa pronuncia ribadisce un principio fondamentale: il lavoro deve garantire diritti, dignità e condizioni che permettano alle persone di organizzare la propria esistenza», ha dichiarato Antonio Vanin, segretario della Fisascat Cisl FVG Area Sindacale Pordenone. «Non si può parlare seriamente di conciliazione tra vita e lavoro se chi è assunto part-time non può contare su orari riconoscibili e programmabili. La flessibilità - ha concluso il sindacalista - non può essere unilaterale e il part time non può trasformarsi in una disponibilità a chiamata di fatto. Il tempo di chi lavora merita rispetto, esattamente come le esigenze organizzative delle imprese». Dalla vertenza territoriale arriva così un richiamo a tutto il comparto della grande distribuzione: servono programmazioni trasparenti e un’organizzazione del lavoro rispettosa delle persone. La competitività delle imprese non può essere costruita sull’incertezza di chi lavora, scaricando sul personale tutti i costi e le conseguenze delle scelte aziendali.
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