NEWSLETTER
Newsletter n.23/2026 della FISASCAT CISL Nazionale
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TG Lab - 19 giugno 2026
Online la nuova edizione settimanale n° 766
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COIN, ALTA PARTECIPAZIONE ALLO SCIOPERO NAZIONALE.
OLTRE 250 LAVORATRICI E LAVORATORI IN PRESIDIO AL MIMIT
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Gruppo Coin. Alta partecipazione allo sciopero nazionale del 18 giugno proclamato dalla Fisascat Cisl e dalle altre organizzazioni sindacali di categoria. Oltre 250 lavoratrici e lavoratori hanno preso parte al presidio nazionale organizzato a Roma davanti al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, mentre numerose iniziative territoriali si sono svolte in diverse città del Paese. La mobilitazione, concomitante all’incontro convocato al Dicastero nell'ambito del monitoraggio del piano di risanamento del Gruppo, ha rappresentato un segnale chiaro che conferma quanto siano diffuse le preoccupazioni rispetto alle prospettive occupazionali e alle condizioni di lavoro nella rete Coin. Nel corso dell'incontro l'azienda ha illustrato lo stato di avanzamento del progetto industriale, confermando il rafforzamento patrimoniale della società attraverso un ulteriore sostegno finanziario degli azionisti fino a 30 milioni di euro e l'accordo strategico sottoscritto con Mango, che prevede investimenti per circa 20 milioni di euro all'interno della rete Coin. Il management ha inoltre annunciato ulteriori partnership commerciali in fase di definizione e illustrato il progetto di trasformazione dei punti vendita in una piattaforma multi-brand, con l'ampliamento dell'offerta a nuovi segmenti merceologici, tra cui food, tecnologia e pet care, con l'obiettivo dichiarato di incrementare la frequentazione dei negozi. L'azienda ha inoltre presentato il piano di sviluppo di Coincasa, che prevede dieci nuove aperture nel corso del 2026 e un più ampio programma di espansione della rete nei prossimi anni, e ha comunicato di essere in fase avanzata di definizione dell'accordo per la permanenza dello storico punto vendita di Verona. Per la Fisascat Cisl le incertezze espresse dalle lavoratrici e dai lavoratori devono trovare risposte concrete. Pur prendendo atto del piano di rilancio illustrato dall'azienda e auspicandone il successo, la federazione cislina ha evidenziato la distanza tra le prospettive annunciate e la realtà vissuta oggi nei punti vendita, dove continuano a registrarsi chiusure e ridimensionamenti. «Oggi lavoratrici e lavoratori vedono soprattutto chiusure e difficoltà - ha sottolineato Giovanni Battista Comiati, segretario nazionale Fisascat Cisl nell’intervento al Mimit - Il rilancio non può restare sulla carta: deve tradursi in occupazione, investimenti percepibili nei negozi e valorizzazione delle professionalità presenti. Senza persone competenti e adeguatamente valorizzate non ci sarà alcun aumento dell'attrattività della rete commerciale». Il Ministero ha proposto un cambio di metodo, impegnando azienda e parti sociali ad aprire rapidamente confronti nei territori per affrontare le criticità segnalate e individuare ogni possibile soluzione a tutela dell’occupazione. Il Mimit ha inoltre confermato la prosecuzione del tavolo nazionale per seguire gli sviluppi del piano di rilancio, avendo come priorità assoluta la tutela dell’occupazione delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti nei processi di riorganizzazione. Al termine dell’incontro i sindacati hanno confermato il mantenimento dello stato di agitazione nazionale. Il prossimo incontro al Mimit è stato fissato per il 9 luglio.
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FARMACIE SPECIALI, STRAORDINARIA ADESIONE ALLO SCIOPERO NAZIONALE PER IL RINNOVO DEL CCNL SCADUTO NEL 2024
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Farmacie Speciali. Straordinaria adesione alla giornata di sciopero nazionale del 17 giugno indetto dalla Fisascat Cisl e dalle altre organizzazioni sindacali di categoria. Alla base della protesta lo stallo dei negoziati per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale Assofarm, scaduto il 31 dicembre 2024, e l'assenza di risposte adeguate sul piano economico e normativo rispetto alle richieste avanzate unitariamente dai sindacati. Sono oltre 6mila le farmaciste, i farmacisti e i collaboratori dipendenti delle circa 1.700 imprese gestite o partecipate dagli Enti Locali esercenti farmacie, parafarmacie, magazzini farmaceutici all’ingrosso e laboratori farmaceutici, prevalentemente concentrate nel Centro Nord Italia. La mobilitazione, ha registrato una media nazionale di adesione dell'80%, con punte del 90% e del 100% in diverse realtà territoriali e una partecipazione diffusa alle iniziative promosse in tutto il Paese. Dal Veneto al Piemonte, passando per Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Liguria, Umbria, Abruzzo e Trentino-Alto Adige, numerosi i presìdi e le iniziative promosse nelle piazze italiane a sostegno della vertenza. In diverse realtà territoriali l'adesione ha raggiunto livelli particolarmente elevati, con una quota significativa di farmacie speciali rimaste chiuse. Parallelamente alla mobilitazione, le organizzazioni sindacali hanno promosso a livello territoriale iniziative di sensibilizzazione e interlocuzione con sindaci, Regioni e istituzioni locali per richiamare l'attenzione sul futuro delle farmacie pubbliche e sulla necessità di sostenere un rinnovo contrattuale capace di riconoscere il valore delle professionalità impegnate quotidianamente nei servizi di prossimità. Al centro delle rivendicazioni sindacali il recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni, la valorizzazione delle professionalità e il riconoscimento del ruolo sempre più centrale svolto dalle lavoratrici e dai lavoratori delle farmacie pubbliche nell’ambito della farmacia dei servizi e dell’assistenza sanitaria di prossimità. Il significativo dato di adesione registrato su tutto il territorio nazionale rappresenta un messaggio chiaro e inequivocabile rivolto ad Assofarm e agli Enti Locali. Le lavoratrici e i lavoratori del settore hanno espresso con forza la richiesta di un rinnovo contrattuale che riconosca il valore del lavoro svolto quotidianamente nelle farmacie pubbliche e il ruolo strategico assunto dal servizio farmaceutico territoriale. Le organizzazioni sindacali chiedono ora la rapida riapertura del confronto negoziale con Assofarm, nella convinzione che il risultato della significativa partecipazione alla mobilitazione non possa essere ignorato. Dopo oltre un anno dalla scadenza del contratto, è necessario avviare una fase di trattativa capace di dare risposte concrete sul piano salariale, professionale e normativo alle attese delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto.
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CINECA, C’È INTESA SUL RINNOVO
DEL CONTRATTO INTEGRATIVO AZIENDALE
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Cineca. Siglata l'ipotesi di accordo di rinnovo del Contratto integrativo aziendale applicato a oltre mille lavoratrici e lavoratori del consorzio interuniversitario che gestisce servizi digitali strategici per il sistema universitario, della ricerca e della pubblica amministrazione italiana. L'intesa è stata raggiunta da Fisascat Cisl e dalle altre organizzazioni sindacali di categoria al termine di una lunga trattativa avviata nell'ottobre 2024 e sarà ora sottoposta al voto delle assemblee nei luoghi di lavoro. In caso di approvazione, il nuovo contratto resterà in vigore fino al 31 dicembre 2028. Per la Fisascat Cisl e le altre organizzazioni sindacali il rinnovo rappresenta un risultato importante, frutto della partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori, del lavoro delle rappresentanze sindacali e del confronto sviluppato con l'azienda anche nelle fasi più complesse della trattativa. L'accordo segna inoltre il rilancio delle relazioni sindacali all'interno del consorzio e conferma il valore della contrattazione collettiva come strumento capace di migliorare le condizioni di lavoro, redistribuire valore e rafforzare diritti e tutele. Pur giudicando positivamente il risultato raggiunto, i sindacati evidenziano la necessità di proseguire il confronto su alcuni temi ancora aperti, in particolare sulla valorizzazione differenziata del welfare tra le diverse sedi aziendali. Per Fisascat Cisl e le altre organizzazioni sindacali, la firma dell'ipotesi di rinnovo rappresenta comunque una tappa importante di un percorso che conferma il ruolo centrale della partecipazione e della contrattazione collettiva nel futuro di Cineca.
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UNIPOL RENTAL, RESTA LA DISTANZA SUI TRASFERIMENTI.
PER LA FISASCAT CISL LE MISURE RESTANO INSUFFICIENTI
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Unipol Rental. Prosegue il confronto sulla riorganizzazione della società del Gruppo Unipol attiva nel noleggio a lungo termine e nei servizi di mobilità aziendale. Nell'incontro dell'11 giugno, richiesto dalle organizzazioni sindacali dopo il tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, sono stati nuovamente affrontati i temi legati ai trasferimenti e alle possibili soluzioni per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti. Nel corso del confronto, la Fisascat Cisl e le altre organizzazioni sindacali hanno ribadito la necessità di individuare percorsi alternativi al trasferimento, con particolare attenzione alle situazioni familiari più delicate, ai beneficiari della legge 104, alle categorie protette e ai lavoratori più vicini al pensionamento, proponendo ricollocazioni interne, lavoro a distanza e strumenti di accompagnamento volontario. L'azienda ha aggiornato il quadro dei lavoratori interessati dalla riorganizzazione. Rispetto ai 100 dipendenti inizialmente coinvolti, il numero è sceso a 91 persone, anche per effetto di alcune dimissioni già intervenute. Secondo la ricostruzione aziendale restano ancora aperte 24 posizioni tra lavoratori che hanno impugnato il trasferimento e dipendenti che non hanno ancora comunicato la propria decisione. In una successiva comunicazione trasmessa il 18 giugno al Mimit e alle organizzazioni sindacali, Unipol Rental ha confermato contributi economici per il pendolarismo giornaliero, per la mobilità settimanale e per il trasferimento della residenza, con sostegni differenziati in base alla distanza e alle modalità di spostamento, oltre a una serie di interventi aggiuntivi finalizzati a mitigare gli effetti dei trasferimenti. Tra questi, il mantenimento della sede di lavoro per specifiche categorie di lavoratori, il posticipo al 1° settembre della decorrenza dei trasferimenti per chi aderirà entro il 30 giugno e l'incremento dell'incentivo all'esodo fino a dodici mensilità. La società ha comunicato di non ritenere sussistenti le condizioni per il raggiungimento di un accordo con le organizzazioni sindacali e di voler procedere all'attuazione del piano di riorganizzazione. Per la Fisascat Cisl le aperture aziendali rappresentano un passo avanti ma restano parziali e non risolutive, poiché continuano a collocarsi prevalentemente all'interno della logica del trasferimento senza affrontare pienamente il tema della tutela occupazionale e delle condizioni di vita delle persone coinvolte. La federazione cislina ribadisce la necessità di proseguire il confronto per individuare soluzioni ragionevoli e sostenibili che salvaguardino occupazione, professionalità e diritti delle lavoratrici e dei lavoratori interessati dalla riorganizzazione.
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TERZIARIO, ACCORDO IN VALLE D’AOSTA SUL
LAVORO STAGIONALE NELLE LOCALITÀ TURISTICHE
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In Valle d’Aosta. La Fisascat Cisl e le altre organizzazioni sindacali regionali hanno siglato con la Confcommercio un accordo territoriale sul lavoro stagionale nel settore del Terziario, Distribuzione e Servizi nelle località a prevalente vocazione turistica. L’intesa, sottoscritta in applicazione dell’articolo 75 del Contratto nazionale TDS, disciplina il ricorso ai contratti a tempo determinato per ragioni di stagionalità da parte delle aziende del comparto operanti sul territorio regionale, definendo condizioni, limiti e requisiti per l’accesso al regime previsto dalla contrattazione collettiva. L’accordo, in vigore dal 12 giugno 2026 al 30 aprile 2027, consente alle imprese che rispettano i requisiti previsti di utilizzare i contratti a termine stagionali beneficiando delle deroghe riconosciute dalla normativa e dal contratto nazionale. I rapporti di lavoro instaurati per esigenze di stagionalità risultano infatti esclusi dai limiti quantitativi previsti per i contratti a termine, dai vincoli sulla durata massima complessiva del rapporto, dagli intervalli temporali tra contratti successivi e dall’obbligo di indicare specifiche causali in caso di proroghe e rinnovi. La disciplina si applica a tutti i rapporti di lavoro subordinato a tempo determinato instaurati per ragioni di stagionalità, indipendentemente dalla mansione svolta e dal livello di inquadramento. L’accordo stabilisce che il singolo contratto non possa avere una durata superiore a sei mesi e che il lavoratore non possa essere occupato con tale tipologia contrattuale per oltre dieci mesi complessivi nell’arco dell’anno solare. Per accedere al regime previsto dall’intesa le aziende devono richiamare espressamente l’accordo territoriale nel contratto individuale di lavoro, applicare integralmente il Contratto collettivo nazionale del Terziario, Distribuzione e Servizi, aderire all’Ente Bilaterale del Commercio e Terziario della Valle d’Aosta, versare il contributo di assistenza contrattuale e garantire la copertura sanitaria integrativa attraverso il Fondo Est. L’accordo prevede inoltre un sistema di monitoraggio affidato alle parti sociali, che si incontreranno al termine delle stagioni estiva e invernale per valutare l’andamento dell’applicazione dell’intesa, il numero delle imprese coinvolte, i lavoratori interessati e la durata dei contratti attivati. Per la Fisascat Cisl Valle d’Aosta l’intesa rappresenta uno strumento utile per rispondere alle esigenze organizzative delle imprese dei territori a forte vocazione turistica, rafforzando al contempo il sistema di tutele previsto dalla contrattazione collettiva. «Con questo accordo abbiamo costruito un percorso che lega la flessibilità organizzativa richiesta dalle imprese al pieno rispetto del Contratto nazionale, della bilateralità e del welfare contrattuale» ha dichiarato Henri Dondeynaz, segretario generale della Fisascat Cisl Valle d’Aosta. «Si tratta di un risultato importante perché valorizza il ruolo della contrattazione territoriale e delle relazioni sindacali, garantendo regole certe per il lavoro stagionale e favorendo un utilizzo corretto degli strumenti previsti dal CCNL nei territori caratterizzati da una forte presenza turistica».
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PHS EMPLOYMENT MONITOR 2026, IL LAVORO DI CURA
AL CENTRO DEL WELFARE EUROPEO
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Presentato il PHS Employment Monitor 2026, il rapporto cofinanziato dall’Unione Europea promosso dalle parti sociali europee dei servizi alla persona e alla famiglia – EFFAT, EFFE, EFSI e UNI Europa. Il report fotografa lo stato di salute del settore dei servizi alla persona e alla famiglia (PHS - Personal and Household Services). L'indagine, realizzata in 36 Paesi e basata su oltre 8mila risposte raccolte tra lavoratrici e lavoratori, utenti dei servizi, datori di lavoro e organizzazioni fornitrici, evidenzia le principali sfide che interessano comparto. Si tratta delle attività svolte a domicilio a sostegno delle famiglie e delle persone fragili, che comprendono lavoro domestico, assistenza familiare e domiciliare, cura degli anziani e delle persone non autosufficienti, supporto all'infanzia e altri servizi di assistenza alla persona. Il settore occupa oltre 10 milioni di lavoratrici e lavoratori, pari a circa il 5% della forza lavoro dell'Unione Europea. Tra i temi emersi con maggiore evidenza figurano la carenza di manodopera, le difficoltà di attrazione e permanenza nel settore, i bassi salari, il limitato riconoscimento professionale e la necessità di rafforzare i sistemi di assistenza a lungo termine. Il monitoraggio richiama inoltre l'attenzione sulla formazione professionale, sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e sul contributo sempre più rilevante dei lavoratori migranti. Il rapporto evidenzia anche una criticità strutturale che interessa l'intero comparto: salari troppo bassi per i lavoratori e costi elevati per le famiglie alimentano il lavoro sommerso e l'irregolarità, limitando lo sviluppo di un settore strategico per il futuro dei sistemi di welfare. Per la Fisascat Cisl i risultati dell'indagine confermano la validità delle proposte contenute nella piattaforma programmatica per la riforma del lavoro domestico presentata dalle parti sociali nei mesi scorsi. La segretaria nazionale Aurora Blanca ha ribadito la necessità di investire nel lavoro domestico e di assistenza familiare, rafforzare la long term care, valorizzare le competenze professionali, contrastare il lavoro irregolare e dare piena attuazione alle iniziative europee sul lavoro di cura, a partire dalla Convenzione Ilo n. 189. Particolare attenzione è stata posta anche al fenomeno del lavoro non dichiarato. Secondo i più recenti dati diffusi da Assindatcolf, in Italia oltre il 55% del lavoro domestico risulta ancora sommerso. Per la Fisascat Cisl servono politiche in grado di favorire l'emersione dell'irregolarità, la regolarizzazione dei rapporti di lavoro e l'estensione delle tutele contrattuali e previdenziali. Per il sindacato, la qualità dell'assistenza passa necessariamente dalla qualità del lavoro. Per questo dialogo sociale e contrattazione collettiva devono continuare a rappresentare strumenti centrali per affrontare le sfide demografiche e sociali che attendono l'Europa nei prossimi anni.
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