NEWSLETTER
Newsletter n.18/2026 della FISASCAT CISL Nazionale
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TG Lab - 15 maggio 2026
Online la nuova edizione settimanale n° 761
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TERZIARIO DISTRIBUZIONE SERVIZI, DMO E DISTRIBUZIONE COOPERATIVA, AL VIA IL PERCORSO UNITARIO PER I RINNOVI CONTRATTUALI 2027-2029
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Ha preso il via a Roma il percorso promosso dalla Fisascat Cisl e dalle altre organizzazioni sindacali di categoria per la definizione delle piattaforme unitarie per il rinnovo dei Contratti nazionali del Terziario Distribuzione Servizi, della Dmo e della Distribuzione Cooperativa, applicati a oltre 3 milioni di lavoratrici e lavoratori e in scadenza il 31 marzo 2027. Alla riunione congiunta dei Comitati Esecutivi unitari hanno preso parte circa 150 partecipanti in rappresentanza delle tre federazioni sindacali, chiamati ad avviare il percorso di confronto sui contenuti delle future piattaforme rivendicative, che saranno sottoposte già nei prossimi giorni alla consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro. Al centro del confronto le trasformazioni che stanno interessando il settore, tra digitalizzazione, diffusione dell’intelligenza artificiale, sviluppo dell’e-commerce, riorganizzazioni aziendali, esternalizzazioni e crescente flessibilità degli orari commerciali, in un quadro economico segnato dal rischio di una nuova crescita dell’inflazione e dalla perdita del potere d’acquisto. Tra i temi individuati per le future piattaforme sindacali: aumenti salariali, contrasto alla precarietà e al part-time involontario, revisione degli inquadramenti professionali, regolamentazione dell’impatto delle nuove tecnologie sull’organizzazione del lavoro, conciliazione vita-lavoro, welfare contrattuale, salute e sicurezza, formazione, inclusione e pari opportunità. Focus anche su lavoro domenicale e festivo, appalti, franchising e rafforzamento della contrattazione di secondo livello. Il percorso unitario proseguirà nei prossimi mesi con assemblee e consultazioni nei luoghi di lavoro e culminerà il 23 settembre con l’Assemblea nazionale unitaria delle delegate e dei delegati per il varo definitivo delle piattaforme da inviare alle associazioni datoriali entro la fine del mese. Per la Fisascat Cisl il rinnovo dei contratti nazionali dovrà rappresentare non soltanto uno strumento di recupero salariale, ma un’occasione per governare le trasformazioni del settore, contrastare il lavoro povero e precario, valorizzare le competenze e rafforzare qualità e dignità del lavoro nel terziario di mercato.
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VIGILANZA PRIVATA E SERVIZI DI SICUREZZA, AVANZA IL CONFRONTO SUL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE
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Vigilanza Privata e Servizi di Sicurezza. Prosegue il negoziato per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale, in scadenza il 31 maggio 2026 e applicato a oltre 100mila lavoratrici e lavoratori del comparto. Nell’ultimo incontro del 12 maggio in delegazione ristretta, la trattativa ha registrato alcuni avanzamenti sui temi normativi. Sulla malattia accolta la proposta sindacale relativa alla comunicazione preventiva del periodo di comporto, che prevede l’obbligo per le aziende di informare lavoratrici e lavoratori, entro dieci giorni dalla loro esplicita richiesta, sul numero di assenze maturate alla data della risposta. Nel corso della riunione è stato inoltre aggiornato, in linea con la normativa vigente, l’articolato relativo a malattia e infortunio. Le associazioni datoriali hanno inoltre accolto la richiesta sindacale di integrazione al 100% dell’indennità prevista per gli ulteriori 90 giorni di congedo destinati alle vittime di violenza di genere, insieme alle proposte sui temi delle pari opportunità e del contrasto alle molestie nei luoghi di lavoro. Rimandati per ulteriori approfondimenti i capitoli formazione, contrattazione di secondo livello e certezza nei pagamenti, mentre le organizzazioni sindacali predisporranno una proposta sul tema del cambio di appalto. Per Giusi Sferruzza, segretaria nazionale Fisascat Cisl, «il confronto in corso continua a rappresentare un passaggio decisivo per rafforzare diritti, tutele e qualità del lavoro, garantire adeguati incrementi salariali e valorizzare le professionalità del settore della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza, con particolare attenzione alla tutela dell’incolumità delle lavoratrici e dei lavoratori maggiormente esposti ai rischi operativi». La trattativa proseguirà in plenaria il prossimo 20 maggio.
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EATALY, 500MILA EURO PER IL NUOVO PIANO DI WELFARE AZIENDALE DESTINATO AI CIRCA 1.400 DIPENDENTI DELLA CATENA DEL MADE IN ITALY
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Eataly S.p.A.. Arriva un nuovo Piano di welfare aziendale per i circa 1.400 dipendenti della catena specializzata nella vendita e nella distribuzione di prodotti alimentari made in Italy. La Fisascat Cisl e le altre organizzazioni sindacali di categoria hanno sottoscritto con la direzione societaria un Accordo sperimentale, valido per il 2026, che introduce un nuovo Piano welfare finanziato con uno stanziamento complessivo di 500mila euro. L’intesa prevede l’attribuzione di un credito welfare individuale, utilizzabile attraverso una piattaforma dedicata all’acquisto di beni, servizi e prestazioni di welfare secondo quanto previsto dalla normativa vigente. Le Parti hanno inoltre confermato la prosecuzione del confronto sindacale sul rinnovo del Contratto integrativo aziendale; l’incontro in plenaria si terrà il 20 maggio a Milano. «L’accordo raggiunto rappresenta un risultato importante che rafforza il sistema di welfare aziendale e fornisce un sostegno concreto alle lavoratrici e ai lavoratori» ha dichiarato Claudia Delfini, operatrice sindacale della Fisascat Cisl. «In una fase ancora caratterizzata dall’aumento del costo della vita, l’intesa introduce strumenti utili a sostenere il reddito, la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e il benessere delle persone. La prosecuzione del confronto sul rinnovo del Contratto integrativo aziendale, scaduto ormai da oltre tre anni, - ha concluso la sindacalista - rappresenta ora un passaggio importante per rafforzare ulteriormente tutele, diritti e strumenti di welfare attraverso la contrattazione collettiva».
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ALPITOUR, SOTTOSCRITTO L’ADDENDUM AL CONTRATTO INTEGRATIVO AZIENDALE SUL PREMIO DI RISULTATO 2024-2025
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Alpitour. Rafforzare il potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori di Alpitour, valorizzare la contrattazione di secondo livello e ampliare gli strumenti di welfare aziendale. Sono questi gli obiettivi dell’addendum al Contratto integrativo aziendale sul Premio di risultato 2024-2025 sottoscritto dalla Fisascat Cisl insieme alle altre organizzazioni sindacali di categoria con la direzione del tour operator, leader del turismo organizzato in Italia. L’intesa introduce, in via sperimentale e non strutturale, la possibilità per le lavoratrici e i lavoratori aventi diritto al Premio di Risultato 2025 di convertire, su base volontaria e individuale, tutto o parte della premialità in beni e servizi di welfare aziendale, secondo quanto già previsto dal Contratto integrativo vigente. L’intesa si inserisce nel quadro delle misure introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, che hanno rafforzato la convenienza fiscale dei premi di risultato e degli strumenti di welfare aziendale, ampliando le possibilità offerte dalla contrattazione collettiva di secondo livello. Un risultato che conferma il valore del confronto sindacale, della partecipazione delle delegate e dei delegati e del lavoro svolto dalle strutture territoriali nel governare i processi di innovazione contrattuale e redistribuzione del reddito. «Con questo accordo - ha dichiarato Silvio Ferremi, operatore sindacale della Fisascat Cisl - si rafforza il valore della contrattazione di secondo livello come strumento capace di produrre risultati concreti sul salario e sul welfare delle lavoratrici e dei lavoratori. L’intesa raggiunta in Alpitour amplia le possibilità di scelta individuale, valorizza il welfare aziendale e dimostra come il confronto sindacale, sostenuto anche da un quadro normativo più favorevole, possa accompagnare i cambiamenti garantendo redistribuzione, partecipazione e tutela del potere d’acquisto».
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DOCUMENTAZIONE ATTI PROCESSUALI MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, IL 29 MAGGIO È SCIOPERO NAZIONALE
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Prosegue la mobilitazione delle circa 1.500 lavoratrici e lavoratori impiegati nell’appalto del Ministero della Giustizia per il servizio di documentazione degli atti processuali. La Fisascat Cisl e le altre organizzazioni sindacali hanno proclamato una giornata di sciopero nazionale per l’intera giornata/turno di lavoro del prossimo 29 maggio. La decisione è stata assunta a seguito dell’esito negativo del tentativo di conciliazione svolto il 13 maggio presso il Ministero del Lavoro, nell’ambito della procedura prevista dalla normativa sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. Al confronto non ha partecipato il Ministero della Giustizia, limitandosi a trasmettere una comunicazione scritta nella quale ha ribadito la volontà di mantenere esternalizzato il servizio ed escluso la possibilità di assumere impegni diretti sulla tutela occupazionale delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti. Le organizzazioni sindacali hanno espresso forte preoccupazione per l’assenza del dicastero e per la mancanza di risposte concrete sulle prospettive occupazionali e salariali dei circa 1.500 fonici, trascrittori e stenotipisti impiegati nell’appalto, già pesantemente colpiti dagli effetti della riforma Cartabia e dalle attuali situazioni di cassa integrazione straordinaria. Alla base della mobilitazione la richiesta di garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali e salariali, oltre alla necessità di aprire un confronto serio sul futuro del servizio e sulle condizioni di lavoro di addetti che, da oltre vent’anni, assicurano il funzionamento di un’attività essenziale per il sistema giudiziario del Paese, spesso in condizioni di forte precarietà. I sindacati contestano inoltre la scelta del Ministero della Giustizia di sottrarsi al confronto sulla gestione della nuova gara d’appalto, ricordando come la normativa vigente attribuisca precise responsabilità alle stazioni appaltanti in materia di tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, a partire dal corretto trattamento normativo ed economico. Le organizzazioni sindacali ricordano inoltre che il confronto con il Ministero della Giustizia sulla situazione dell’appalto era stato avviato già nel gennaio 2025 senza che, ad oggi, siano arrivate risposte concrete sulle prospettive future del servizio e dei lavoratori coinvolti. «Il silenzio e l’assenza del Ministero della Giustizia - sottolineano i sindacati - rappresentano un segnale grave nei confronti di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno garantiscono il corretto funzionamento della giustizia nel nostro Paese. È indispensabile aprire immediatamente un confronto che dia certezze sul futuro occupazionale e salariale del personale coinvolto».
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