NEWSLETTER
Newsletter n.28/2026 della FISASCAT CISL Nazionale
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TG Lab - 11 settembre 2026
Online la nuova edizione settimanale n° 771
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TERZIARIO PRIVATO, LA DUE GIORNI DI “DIALOGHI SUL LAVORO” PROMOSSA DALLA FISASCAT CISL
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Le trasformazioni economiche, sociali, tecnologiche, organizzative e demografiche che stanno ridefinendo il lavoro, le imprese, le professionalità e i bisogni delle persone sono state al centro di “Dialoghi sul lavoro nel Terziario Privato. Transizioni in corso”, l’iniziativa nazionale organizzata dalla Fisascat Cisl l’11 e 12 settembre a Roma. Due giornate di confronto aperto e plurale, con rappresentanti sindacali e delle associazioni datoriali, esponenti delle istituzioni e del mondo accademico e professionale, per approfondire le trasformazioni del terziario privato e individuare nella contrattazione collettiva, nella partecipazione e nel dialogo sociale gli strumenti per governarle, rafforzare le tutele e promuovere la dignità e la qualità del lavoro. La prima giornata è stata dedicata al valore della contrattazione collettiva nazionale, alla partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori, alla qualità dell’occupazione, alla parità di genere, allo studio comparato dei Ccnl, alla misurazione della rappresentatività e al contrasto al dumping contrattuale. Spazio anche all’attualità degli obiettivi indicati dal Libro Bianco sul mercato del lavoro del 2001, ripercorsi attraverso l’ascolto di un contributo audio di Marco Biagi. Ad aprire i lavori è stato il segretario generale della Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice, che ha richiamato la necessità di affrontare le transizioni nella loro complessità, adottando un approccio multidisciplinare e aprendosi al contributo di esperienze, sensibilità e posizioni differenti. «Il vero pluralismo nasce dall’attitudine collettiva e reciproca all’ascolto», ha sottolineato, indicando nella capacità di discernimento lo strumento necessario per orientare l’azione sindacale nel cambiamento che sta ridisegnando settori, filiere e professionalità. Dell’Orefice ha rilanciato un modello di sindacalismo pragmatico e riformista, fondato sull’inclusione, sulla partecipazione, sulla centralità della contrattazione collettiva e sul rafforzamento del welfare contrattuale. «La nostra missione è rinnovare bene e per tempo i contratti», per migliorare concretamente le condizioni materiali delle lavoratrici e dei lavoratori.
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La seconda giornata ha posto l’attenzione sui nuovi bisogni di cura e assistenza, sulla valorizzazione delle professionalità del welfare e sulla qualità del lavoro nella filiera degli appalti pubblici. L’invecchiamento della popolazione e i cambiamenti sociali richiedono un sistema di welfare più inclusivo e integrato, capace di riconoscere il valore economico e sociale del lavoro di cura e di investire nelle competenze e nella formazione. Il confronto sugli appalti pubblici ha evidenziato il peso strategico di una filiera essenziale per il funzionamento della Pubblica Amministrazione e per l’erogazione dei servizi ai cittadini. Nei comparti ad alta intensità di manodopera resta centrale la necessità di impedire che la ricerca dell’offerta economicamente più vantaggiosa si traduca nella compressione dei salari, dei diritti e delle tutele occupazionali.
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A concludere la due giorni è stata la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola, che ha ribadito la centralità della contrattazione collettiva per garantire salari proporzionati, tutelare il lavoro regolare e contrastare il dumping, definito anche una forma di concorrenza sleale verso le imprese sane. Il riconoscimento istituzionale dei contratti, ha sottolineato, deve essere legato a criteri effettivi e misurabili di rappresentatività. Tre gli impegni indicati dalla leader della Cisl: chiudere l’accordo interconfederale sulla rappresentanza; introdurre nei prossimi rinnovi dei contratti del terziario un capitolo effettivo sulla partecipazione, a partire dalla bilateralità; costruire con le associazioni datoriali una posizione comune sulla qualità degli appalti.
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CONTRATTI E RAPPRESENTANZA,
RIPARTE IL CONFRONTO SINDACATI IMPRESE
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Contratti e Rappresentanza, è ripartito il confronto tra sindacati e imprese. L’obiettivo è arrivare entro la fine di settembre a un nuovo accordo quadro interconfederale, con regole condivise per misurare e certificare l’effettiva rappresentatività delle organizzazioni sindacali e datoriali e contrastare i contratti pirata. Il tavolo si è riunito a Roma, nella sede di Confindustria, con Cgil, Cisl, Uil e quattordici associazioni imprenditoriali dell’industria, del commercio, dei servizi, dell’artigianato e della cooperazione. Per la Cisl ha partecipato il segretario confederale Mattia Pirulli. Al centro della ripresa dei lavori, la definizione delle regole sulla rappresentanza: un passaggio decisivo per qualificare la contrattazione collettiva e contrastare la concorrenza esercitata attraverso accordi in dumping che comprimono salari e tutele. Il percorso punta anche a rilanciare i temi delle retribuzioni, della formazione, della sicurezza sul lavoro e della partecipazione. Una prima valutazione positiva arriva dalla Cisl. «Credo che il punto di partenza sia buono perché c’è stata una disponibilità da entrambe le parti, proseguiamo sul dialogo e il confronto», ha dichiarato Pirulli al termine dell’incontro. Il negoziato riprende dopo le intese raggiunte separatamente sul versante sindacale, il 17 giugno, con il varo della piattaforma unitaria, e su quello datoriale, il 10 luglio. Sette gli appuntamenti programmati per settembre: dopo l’incontro del 10, il calendario prevede la prosecuzione dei lavori il 17 e 18, il 21 e 22 e il 28 settembre. La conclusione del confronto entro la fine del mese resta un obiettivo da verificare nell’avanzamento della trattativa. «C’è la volontà di andare avanti e arrivare in tempi rapidi, vedremo se già entro fine settembre, a definire delle regole comuni da declinare all’interno dei singoli accordi interconfederali», ha spiegato Pirulli. Per la Cisl, l’accordo quadro rappresenta una risposta fondata sull’autonomia delle parti sociali e sulla loro capacità di definire le regole della contrattazione collettiva nazionale.
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COOPERATIVE SOCIALI, PROSEGUE IL NEGOZIATO
PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE
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Cooperative Sociali. Prosegue il negoziato per il rinnovo del Contratto nazionale, scaduto il 31 dicembre 2025 e applicato a circa 437mila lavoratrici e lavoratori del comparto socio-sanitario, assistenziale, educativo e dell'inserimento lavorativo. Nel corso dell'ultimo incontro in plenaria con le Centrali Cooperative, la Fisascat Cisl e le altre organizzazioni sindacali di categoria hanno illustrato i contenuti e gli obiettivi della piattaforma unitaria, ribadendo la necessità di arrivare a un rinnovo capace di valorizzare il lavoro e le professionalità, tutelare il potere d'acquisto delle retribuzioni e accompagnare le profonde trasformazioni che stanno interessando il sistema dei servizi. Il confronto ha interessato i principali aspetti economici e normativi del rapporto di lavoro: trattamento economico, classificazione e valorizzazione professionale, organizzazione e tempi di lavoro, conciliazione vita-lavoro, formazione, welfare contrattuale, relazioni sindacali e contrattazione di secondo livello. Nel corso della riunione è emersa da entrambe le parti la consapevolezza della fase di forte trasformazione attraversata dal settore. Le Centrali Cooperative hanno posto l'accento sulla necessità di coniugare gli obiettivi del rinnovo con la sostenibilità economica delle imprese, l'evoluzione dei modelli organizzativi e professionali e le condizioni determinate dal sistema degli affidamenti e dalla committenza pubblica e privata, con una specifica attenzione anche alla valorizzazione del lavoro nelle cooperative di inserimento lavorativo. «Il rinnovo dovrà dare risposte concrete alle lavoratrici e ai lavoratori, a partire dalla tutela del potere d'acquisto e dalla valorizzazione delle professionalità» ha sottolineato Aurora Blanca, segretaria nazionale della Fisascat Cisl. «I nuovi bisogni sociali e la crescita delle professionalità, insieme alla trasformazione dei servizi, - ha aggiunto - richiedono soluzioni contrattuali adeguate, capaci di investire sulla qualità del lavoro e sulle competenze». «L'obiettivo - ha concluso la sindacalista - è costruire un Contratto nazionale che sappia coniugare il riconoscimento del lavoro con la qualità dei servizi e il rafforzamento dell'intero sistema della cooperazione sociale». Il negoziato proseguirà nelle prossime settimane in modalità ristretta, entrando nel merito delle singole materie della piattaforma, con l'obiettivo di creare le condizioni per arrivare a un rinnovo che dia risposte concrete alle lavoratrici e ai lavoratori.
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STUDI PROFESSIONALI, TRASMESSA LA PIATTAFORMA UNITARIA PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE
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Studi e Attività Professionali. Prenderanno il via il prossimo 5 ottobre i negoziati per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale, in scadenza il 15 febbraio 2027 e applicato a più di 341mila dipendenti, prevalentemente donne. Il confronto con Confprofessioni si apre in un comparto ampio e frammentato, caratterizzato dalla presenza di piccoli studi con una media di circa tre dipendenti, nel quale, accanto al lavoro subordinato, operano centinaia di migliaia di praticanti e titolari di partita Iva. La piattaforma, trasmessa all’associazione datoriale dalla Fisascat Cisl e dalle altre organizzazioni sindacali di categoria, punta a rafforzare il ruolo del Contratto nazionale nel governo delle trasformazioni organizzative, tecnologiche e sociali, tutelando l’occupazione, valorizzando le professionalità e ampliando diritti e tutele. «Apriremo il negoziato con l’obiettivo di rinnovare il Contratto nazionale degli Studi Professionali prima della naturale scadenza e di offrire risposte concrete a una platea composta in larga parte da donne e occupata prevalentemente in studi di piccole dimensioni, dove la presenza sindacale e la contrattazione di secondo livello sono più difficili da esercitare», ha dichiarato Stefania Chicca, operatrice della Fisascat Cisl nazionale. «Il rinnovo - ha concluso la sindacalista - dovrà garantire il recupero e la crescita del potere d’acquisto, rafforzare welfare e tutele e migliorare la conciliazione tra vita e lavoro. Puntiamo ad un contratto moderno, inclusivo e pienamente esigibile, capace di accompagnare l’evoluzione delle professioni e di distribuire equamente i benefici della crescita e dell’innovazione digitale».
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CCNL AGIDAE, TRASMESSA LA PIATTAFORMA PER IL RINNOVO:
PIÙ SALARIO, TUTELE E VALORIZZAZIONE PROFESSIONALE
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Terzo Settore. Più salario, tutele e valorizzazione professionale. Sono le priorità della piattaforma per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale Agidae, applicato a oltre 18mila dipendenti degli Istituti socio-sanitari, assistenziali ed educativi e scaduto il 31 dicembre 2025. La proposta, approvata al termine della consultazione unitaria, è stata trasmessa all’associazione datoriale dalla Fisascat Cisl e dalle altre organizzazioni sindacali di categoria, dando formalmente avvio al percorso per il rinnovo del Ccnl. «Il rinnovo del Contratto nazionale Agidae - ha dichiarato Aurora Blanca, segretaria nazionale Fisascat Cisl - dovrà offrire risposte concrete alle lavoratrici e ai lavoratori che, con competenza, responsabilità e dedizione, garantiscono ogni giorno servizi essenziali alle persone e alle comunità». «È indispensabile recuperare il valore reale delle retribuzioni, riconoscere pienamente le professionalità e migliorare le condizioni di lavoro in un settore esposto a crescenti complessità organizzative e a forti rischi di stress e burnout. La piattaforma - ha concluso la sindacalista - guarda alla qualità dell’occupazione, alla stabilità dei rapporti di lavoro, alla formazione, alla conciliazione e alla partecipazione. L’obiettivo è arrivare in tempi rapidi a un rinnovo contrattuale moderno e adeguato, capace di valorizzare il lavoro e, insieme, la qualità dei servizi offerti alle persone più fragili».
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BASI USA, PRESENTATA ALLA JCPC LA PIATTAFORMA
PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE
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Basi USA. Rilevazione salariale, situazione occupazionale e avvio del percorso per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro applicato a circa 4mila dipendenti civili non statunitensi delle in Italia, in scadenza il 31 marzo 2027. Sono stati questi i temi al centro del consueto incontro annuale con la JCPC, la Commissione statunitense per il personale civile delle installazioni militari USA in Italia, al quale ha preso parte la Fisascat Cisl, svoltosi l’1 e 2 settembre a Roma. Nel corso del confronto è stata presentata la piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale, articolata in un ampio insieme di proposte finalizzate ad adeguare le condizioni di impiego ai cambiamenti organizzativi e professionali intervenuti nelle installazioni, rafforzando salari, diritti, tutele e partecipazione sindacale. «È stato un incontro costruttivo, che ha consentito di approfondire la situazione salariale, occupazionale e le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori», ha dichiarato Giusi Sferruzza, segretaria nazionale Fisascat Cisl. «Con la piattaforma - ha concluso la sindacalista - vogliamo conquistare nuovi spazi di tutela, rafforzare le garanzie sociali e ottenere maggiori riconoscimenti economici e professionali. La proposta nasce da un principio chiaro: più valore al lavoro, più diritti alle persone e più partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori. L’obiettivo è costruire un contratto coerente con l’evoluzione dell’organizzazione del lavoro e delle professionalità presenti nelle basi, capace di riconoscere pienamente competenze e responsabilità». Il confronto proseguirà nell’ambito del percorso negoziale per il rinnovo del contratto nazionale, con un calendario di incontri già fissato. Il prossimo appuntamento annuale con la JCPC è stato programmato per l’1 e 2 settembre 2027 a Palermo.
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APPLE RETAIL ITALIA, IL 18 SETTEMBRE È SCIOPERO NAZIONALE: ORGANICI INSUFFICIENTI E CARICHI DI LAVORO SEMPRE PIÙ PESANTI
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Incroceranno le braccia il prossimo 18 settembre le oltre 1.600 lavoratrici e lavoratori di Apple Retail Italia, impiegati nei 17 store della multinazionale statunitense presenti sul territorio nazionale. Lo sciopero, indetto per l’intero turno di lavoro con presidi davanti i punti vendita, è stato proclamato dalla Fisascat Cisl e dalle altre organizzazioni sindacali di categoria, confermando lo stato di agitazione avviato a giugno, di fronte all’assenza di risposte sostanziali sul rafforzamento degli organici e sulla riduzione dei carichi di lavoro. La mobilitazione si svolgerà in concomitanza con l’arrivo della nuova generazione di iPhone nei negozi italiani. La protesta raccoglie il mandato delle assemblee svolte simultaneamente negli store italiani il 7 settembre, che hanno registrato un’ampia partecipazione. Dal confronto con il personale è emerso un peggioramento delle condizioni di lavoro, legato alla carenza di addetti e a cambiamenti nei processi e nelle procedure che, secondo quanto denunciato dalle rappresentanze sindacali, aumentano la pressione sulla produttività senza adeguata attenzione al benessere delle lavoratrici e dei lavoratori. Al centro delle rivendicazioni sindacali un piano condiviso di assunzioni, la stabilizzazione di una quota del personale a tempo determinato e l’incremento su base volontaria degli orari dei dipendenti part-time, con interventi calibrati sulle esigenze dei singoli punti vendita e tempi certi di attuazione. Nell’ultimo incontro del 29 luglio, l’azienda non ha manifestato disponibilità ad accogliere queste richieste, limitandosi ad annunciare un aumento delle assunzioni a termine e un anticipo del loro avvio. Una risposta giudicata insufficiente: il ricorso al personale a tempo determinato copre ormai un periodo prossimo ai sette mesi, evidenziando, per i sindacati, carenze strutturali che richiedono soluzioni occupazionali stabili. Tra le criticità segnalate figurano anche la gestione delle attività “experience” e la crescente promiscuità delle mansioni, con le job description che lasciano ampi margini di discrezionalità all’azienda. Sul versante economico, il confronto ha invece consentito di ottenere un avanzamento importante, con l’aumento del valore dei buoni pasto a 10 euro a partire da agosto. Un risultato che non esaurisce le richieste del personale sul miglioramento delle condizioni di lavoro, soprattutto in vista dell’intensificazione delle attività collegata al lancio di nuovi prodotti. «L’innovazione deve migliorare anche le condizioni di chi lavora. Dietro ogni prodotto venduto e ogni intervento di assistenza ci sono competenze, professionalità e un impegno quotidiano che Apple deve riconoscere con scelte concrete» ha dichiarato Francesco Muci, operatore della Fisascat Cisl nazionale. «L’aumento dei buoni pasto - ha aggiunto il sindacalista - rappresenta un avanzamento importante, ma non risolve le carenze di personale né alleggerisce i carichi negli store. Chiediamo assunzioni stabili, opportunità di consolidamento degli orari per chi lavora part-time e una chiara definizione delle mansioni». «L’arrivo dei nuovi iPhone - ha concluso - porterà un’intensificazione delle attività: l’azienda deve farsene carico con organici adeguati, senza riversare ulteriori pressioni sul personale. Con lo sciopero del 18 settembre rivendichiamo condizioni di lavoro sostenibili e impegni verificabili, con tempi certi». Le organizzazioni sindacali restano disponibili al confronto con la società. Ulteriori ore di sciopero potranno essere proclamate a livello territoriale.
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GRUPPO COIN, SIGLATE LE INTESE SU RICOLLOCAZIONI, DISTACCHI, SICUREZZA E USCITE VOLONTARIE INCENTIVATE
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Cessazione anticipata degli ammortizzatori sociali, ricollocazioni del personale, garanzie sui distacchi, istituzione di un Tavolo tecnico permanente su salute e sicurezza e uscite incentivate esclusivamente su base volontaria. Sono i punti cardine delle intese sottoscritte dalla Fisascat Cisl e dalle altre organizzazioni sindacali di categoria con la direzione del Gruppo Coin, in attuazione degli impegni assunti al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. «Le intese del 7 agosto - ha dichiarato Giovanni Battista Comiati, segretario nazionale della Fisascat Cisl - trasformano in misure concrete e verificabili gli impegni assunti al Mimit, mettendo al centro la salvaguardia occupazionale, la riduzione degli ammortizzatori sociali, la piena ricollocazione del personale delle unità interessate dalle chiusure e la volontarietà delle uscite». «Ora - ha concluso il sindacalista - sarà fondamentale vigilare sulla corretta applicazione degli accordi. Il nostro auspicio è che il nuovo modello commerciale si traduca in investimenti concreti, lavoro stabile e condizioni di lavoro dignitose e sicure in tutta la rete Coin, con una nuova prospettiva per l’azienda, per le lavoratrici e i lavoratori». Il confronto con l’azienda sulla vertenza proseguirà in plenaria il 16 settembre. Il tavolo al Mimit è aggiornato al 7 ottobre.
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