NEWSLETTER
Newsletter n.26/2026 della FISASCAT CISL Nazionale
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TG Lab - 10 luglio 2026
Online la nuova edizione settimanale n° 769
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TERZIARIO PRIVATO. L'ASSEMBLEA NAZIONALE FISASCAT CISL RILANCIA LE PRIORITÀ, DAL RINNOVO DEI CONTRATTI ALLA RAPPRESENTANZA
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Scenario contrattuale, lotta al lavoro povero e disagiato e al dumping contrattuale, contrattazione di qualità e un sistema di misurazione della rappresentanza che tenga conto delle peculiarità dei settori del terziario privato. Sono queste le priorità indicate dalla Fisascat Cisl nel corso dell'Assemblea nazionale delle delegate e dei delegati, che il 7 luglio ha riunito a Roma, al Teatro all’aperto Ettore Scola della Casa del Cinema di Villa Borghese, più di 700 rappresentanti sindacali provenienti da tutta Italia, in rappresentanza delle migliaia di RSA e RSU della federazione cislina attive nei luoghi di lavoro. All’iniziativa ha preso parte la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola. Per la Fisascat occorre rinnovare al più presto i contratti nazionali scaduti. Attualmente sono sei i Ccnl in attesa di rinnovo: Farmacie Private, Farmacie Speciali, Salute Sanità e Cura Confcommercio, Uneba, Agidae e Cooperative Sociali, applicati complessivamente a 655.000 lavoratrici e lavoratori. A dicembre 2026 arriveranno a scadenza i Ccnl Lavoro Sportivo, Fiori Recisi e Vigilanza Privata/Servizi di Sicurezza, applicati ad altri 266.000 addetti. A marzo 2027 scadranno i cinque contratti nazionali relativi ai comparti degli Studi Professionali, del Terziario, Distribuzione e Servizi, della Distribuzione Moderna Organizzata e della Distribuzione Cooperativa, che abbracciano una platea di 3.300.000 lavoratori. Un no stentorio è stato ribadito alle lungaggini per giungere ai rinnovi contrattuali. Non rinnovare i contratti in tempi ragionevoli vanifica ogni sforzo per preservare il potere di acquisto della retribuzione delle lavoratrici e dei lavoratori. Per la Fisascat è necessario prevedere nei Ccnl un meccanismo di salvaguardia del potere di acquisto. La Fisascat ha inoltre rilanciato le proprie priorità negoziali per affermare nel macro-settore del terziario privato una contrattazione di qualità, riassumibile nel contrasto al lavoro povero e al lavoro disagiato. Per fronteggiare il lavoro povero si rende necessario intervenire nuovamente sui part-time, incrementando l'orario minimo garantito, così come sull'istituto delle clausole elastiche previsto dal Decreto Legislativo 81/2015, che vanno riequilibrate in favore delle lavoratrici dei lavoratori del tempo parziale. In particolare, la categoria cislina ritiene che la flessibilità non possa essere gratis per le imprese. Sul lavoro disagiato il focus si è concentrato sulla necessità di ridurre e, laddove possibile, di eliminare del tutto i turni spezzati, come anche sulla necessità di rivedere le regole sul lavoro domenicale e festivo. Prioritario anche il contrasto al dumping contrattuale. Molti interventi si sono inoltre concentrati sulle opportunità offerte dalla Legge 76/2025 sulla partecipazione dei lavoratori in termini gestionali, organizzativi, consultivi ed economico-finanziari e sulla piattaforma Cgil Cisl Uil varata il 17 giugno per un accordo quadro interconfederale su modello contrattuale e rappresentanza.
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FARMACIE SPECIALI, DOPO LO SCIOPERO DEL 17 GIUGNO RIPRENDE LA TRATTATIVA CON ASSOFARM PER IL RINNOVO DEL CCNL
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Farmacie Speciali. Dopo lo sciopero nazionale del 17 giugno è ripresa la trattativa per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di settore, scaduto il 31 dicembre 2024, applicato a oltre 6mila farmaciste, ai farmacisti e ai collaboratori dipendenti delle imprese gestite o partecipate dagli Enti Locali esercenti farmacie, parafarmacie, magazzini farmaceutici all'ingrosso e laboratori farmaceutici. L'incontro del 6 luglio, richiesto da Assofarm all'indomani della mobilitazione, ha segnato una riapertura del dialogo tra le parti e fatto registrare i primi avanzamenti rispetto alle posizioni espresse nei precedenti confronti, pur lasciando ancora irrisolti alcuni dei nodi principali del negoziato. L'associazione datoriale ha confermato la volontà di arrivare in tempi rapidi al rinnovo del contratto, avanzando nuove proposte sia sul versante economico sia su quello normativo. Le organizzazioni sindacali hanno riconosciuto il cambio di passo registrato nel confronto, pur ribadendo che permangono distanze significative sui principali nodi della trattativa. Restano infatti ancora insufficienti le proposte relative agli incrementi retributivi, al riconoscimento delle nuove competenze professionali delle farmaciste e dei farmacisti, alla vigenza del prossimo contratto nazionale. Per la Fisascat Cisl il rinnovo dovrà garantire un adeguato recupero del potere d'acquisto delle retribuzioni, una reale valorizzazione delle professionalità e un impianto contrattuale coerente con le profonde trasformazioni che hanno interessato il settore negli ultimi anni. Le parti hanno convenuto di proseguire il confronto con un calendario serrato di incontri già programmati nelle prossime settimane e nel mese di settembre, con l'obiettivo di accelerare il percorso negoziale e verificare le condizioni per giungere in tempi brevi a una soluzione condivisa.
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GS/CARREFOUR ITALIA. LA NUOVA PROPRIETÀ NEW PRINCES PRESENTA IL PIANO DI RILANCIO, CONTINUITÀ OCCUPAZIONALE PER GLI 11MILA DIPENDENTI
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GS/Carrefour Italia. Ha preso il via il confronto tra la nuova proprietà del marchio e le organizzazioni sindacali di categoria dopo il perfezionamento dell'acquisizione della rete vendita da parte di New Princes Group. Nell'incontro, svoltosi a Milano il 6 luglio, l'azienda ha illustrato il nuovo assetto del Gruppo e le linee strategiche di Princes Retail, delineando un piano di rilancio che punta sull'integrazione tra produzione, marchi e distribuzione per rafforzare competitività, efficienza e presenza sul mercato italiano. Con l'acquisizione di Carrefour Italia, che si aggiunge alle operazioni concluse nel 2025 relative a Diageo Operations Italy e Plasmon e alla quotazione di Princes Group alla Borsa di Londra, New Princes prosegue il proprio percorso di crescita industriale e distributiva su scala internazionale. Il Gruppo conta oggi un fatturato di circa 6,5 miliardi di euro, 32 stabilimenti produttivi, una presenza in sette Paesi, esportazioni in oltre 60 mercati, più di 30mila clienti e oltre 17mila dipendenti nel mondo, di cui circa 11mila in Italia. La forza lavoro è composta per il 52% da donne e per il 48% da uomini, distribuita tra attività produttive, distribuzione, funzioni di sede e gestione dei marchi. La rete Princes Retail rappresenta uno degli assi strategici del progetto industriale, con 982 punti vendita distribuiti in 13 regioni, di cui 248 a gestione diretta e 734 in franchising, una piattaforma e-commerce supportata da 140 negozi abilitati agli ordini online, 17 stazioni di carburante, 7 depositi logistici. Tra gli obiettivi annunciati anche il ritorno del marchio storico GS, considerato dall'azienda un brand fortemente radicato nella distribuzione italiana, destinato a diventare il simbolo del rilancio della rete commerciale, attraverso un modello di vendita fondato sulla qualità, sulla convenienza, sull'italianità dell'offerta e sulla valorizzazione dei prodotti freschi. Sul fronte della logistica è stato confermato il percorso di internalizzazione dei poli di Cameri e Pieve Emanuele, con il passaggio di 325 lavoratrici e lavoratori dalla gestione in appalto a quella diretta. Illustrati inoltre gli investimenti programmati sulle infrastrutture, il piano di manutenzione straordinaria dei punti vendita e gli interventi destinati a migliorare le condizioni operative della rete commerciale. Nel corso dell'incontro è stato inoltre illustrato il progetto di fusione societaria approvato il 13 maggio scorso dalle assemblee di Princes Property, GS e Princes Retail. Dal prossimo 1° agosto GS e Princes Retail saranno incorporate in Princes Property, che assumerà la nuova denominazione di GS S.p.A.. Le organizzazioni sindacali hanno registrato con interesse alcuni elementi di discontinuità rispetto al passato, in particolare sugli investimenti, sul rafforzamento della logistica, sul presidio della rete in franchising e sulla volontà dichiarata di rilanciare il business. Al tempo stesso hanno ribadito la necessità di costruire relazioni sindacali stabili e trasparenti, capaci di affrontare le ricadute organizzative e occupazionali del piano, le condizioni operative nei punti vendita, nonché la tutela effettiva della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori. «Abbiamo registrato positivamente la volontà dell'azienda di tornare a investire sulla rete commerciale e di sviluppare un nuovo modello di retail. Adesso - ha dichiarato Giovanni Battista Comiati, segretario nazionale della Fisascat Cisl - sarà fondamentale che agli obiettivi illustrati seguano impegni concreti e verificabili sugli investimenti, sull'organizzazione del lavoro e sulle tutele occupazionali». «Verificheremo puntualmente l'attuazione del piano, - ha concluso il sindacalista - a partire dal rilancio dei punti vendita, dalla logistica, dal franchising e dagli interventi su salute e sicurezza, affinché questa nuova fase produca risultati reali per le lavoratrici e i lavoratori». Il confronto proseguirà il 23 luglio e il 17 settembre.
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NIKE RETAIL ITALIA, PROCLAMATO LO STATO DI AGITAZIONE NAZIONALE CONTRO LE MODIFICHE UNILATERALI AL CONTRATTO INTEGRATIVO AZIENDALE
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Nike Retail Italia. Scatta lo stato di agitazione delle circa 1.000 lavoratrici e dei lavoratori della multinazionale statunitense, impiegati nei 47 store diretti attivi nel Bel Paese e nella sede legale della società a Milano. La mobilitazione è stata indetta dalle organizzazioni sindacali di categoria dopo il mancato superamento delle criticità emerse nel confronto con la direzione societaria di Nike Retail B.V. sulle modifiche unilaterali al Contratto integrativo aziendale, sui continui processi di riorganizzazione e sull’assenza di opportunità di crescita professionale del personale. Al centro della vertenza, in particolare, la revoca unilaterale di alcune condizioni migliorative introdotte con il Contratto integrativo aziendale siglato nel 2024, finalizzate a favorire la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro. Tra queste, l'eliminazione delle quattro settimane di lavoro da remoto, una misura che, secondo i sindacati, non ha comportato alcuna criticità organizzativa né costi aggiuntivi per l'azienda, rappresentando invece un importante strumento di equilibrio tra vita privata e attività lavorativa. Per i sindacati si tratta di una scelta che penalizza in particolare le lavoratrici e i lavoratori con maggiori esigenze di conciliazione, tra cui genitori, caregiver e persone con disabilità, incidendo negativamente sul benessere organizzativo, sul coinvolgimento del personale e sul clima aziendale. Le tre organizzazioni sindacali contestano inoltre il susseguirsi di micro-riorganizzazioni accompagnate dalla progressiva riduzione degli organici e dalla carenza di reali opportunità di crescita professionale, elementi che, a loro giudizio, risultano in evidente contraddizione con i principi di valorizzazione delle persone, inclusione e benessere che Nike richiama nei propri codici di condotta e nei valori aziendali. Nell'ambito dello stato di agitazione saranno avviate assemblee in tutti i luoghi di lavoro per informare e coinvolgere le lavoratrici e i lavoratori sull'evoluzione della vertenza. Contestualmente saranno attuate le prime iniziative di mobilitazione, tra cui il blocco delle attività non essenziali e la sospensione delle prestazioni accessorie che comportino estensioni dell'orario di lavoro o attività eccedenti la normale prestazione lavorativa.
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GRUPPO COIN: PRIMI RISULTATI AL TAVOLO AL MIMIT. TUTELE OCCUPAZIONALI PER ROMA E MILANO
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Gruppo Coin. Tutele occupazionali per le piazze di Roma e Milano: sono questi i primi risultati emersi nel corso del confronto avvenuto oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) sulla crisi della storica catena di grandi magazzini, dopo la mobilitazione culminata nello sciopero nazionale del 18 giugno e nel presidio che ha visto oltre 250 lavoratrici e lavoratori davanti alla sede del Ministero. L'azienda ha annunciato la chiusura della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (Cigs) sulla piazza di Roma. Grazie all'ingresso di nuovi brand e al consolidamento delle partnership commerciali, è stato comunicato il completo riassorbimento del personale coinvolto nei punti vendita di San Giovanni e Cinecittà. Un risultato che risponde alla richiesta delle organizzazioni sindacali di tradurre gli investimenti in ricollocazioni effettive e stabilità occupazionale. L'azienda ha inoltre accolto la richiesta sindacale di attivare uno specifico tavolo tecnico su salute e sicurezza, con l'obiettivo di affrontare e risolvere le criticità segnalate quotidianamente nei punti vendita dalle lavoratrici e dai lavoratori. Sulla piazza di Milano, nonostante l'imminente chiusura del punto vendita di corso Vercelli, l'azienda ha comunicato che non attiverà alcuna procedura di Cigs, privilegiando percorsi alternativi finalizzati alla salvaguardia dell'occupazione senza ricorso agli ammortizzatori sociali. Le parti hanno inoltre affrontato il tema dell'apertura di una procedura di mobilità volontaria incentivata, finalizzata a favorire la sostenibilità sociale del piano di riorganizzazione attraverso incentivi destinati alle lavoratrici e ai lavoratori che intendano intraprendere nuovi percorsi professionali o che si trovino in una fase avanzata della carriera, accompagnandoli verso il raggiungimento dei requisiti previdenziali. Per le organizzazioni sindacali "l'incontro conferma che la mobilitazione è stata determinante per ottenere i primi risultati concreti. Ora è fondamentale dare continuità al confronto, anche attraverso il tavolo nazionale presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, affinché le nuove partnership si traducano in occupazione stabile, condizioni di lavoro sostenibili e piena tutela di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori coinvolti". Il confronto proseguirà con una serie di incontri tecnici finalizzati ad approfondire i diversi aspetti del piano di riorganizzazione e a verificare l'attuazione degli impegni assunti dall'azienda. Il tavolo al Mimit è aggiornato al 7 ottobre.
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