NEWSLETTER
Newsletter n.25/2026 della FISASCAT CISL Nazionale
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TG Lab - 03 luglio 2026
Online la nuova edizione settimanale n° 768
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LAVORO NEL TERZIARIO PRIVATO, RAPPRESENTATIVITÀ SINDACALE E CONTRATTAZIONE DI QUALITÀ: IL 7 LUGLIO L'ASSEMBLEA NAZIONALE FISASCAT CISL
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“Rappresentatività sindacale e contrattazione di qualità per il lavoro dignitoso nel terziario privato” è il filo conduttore dell'Assemblea nazionale delle delegate e dei delegati promossa dalla Fisascat Cisl, in programma il prossimo 7 luglio a Roma alle ore 10.00, presso il Teatro all'aperto Ettore Scola della Casa del Cinema di Villa Borghese. Oltre 700 rappresentanti sindacali delle lavoratrici e dei lavoratori, espressione dei territori e dei comparti organizzati dalla federazione cislina, si ritroveranno nella Capitale per rilanciare il ruolo della presenza organizzata del sindacato nei luoghi di lavoro e per confrontarsi sulle nuove sfide della contrattazione collettiva, in una fase decisiva per il futuro delle relazioni industriali e del lavoro nel Terziario privato. Dopo l'importante stagione dei rinnovi contrattuali del biennio 2024-2025, la Fisascat Cisl si prepara ad affrontare un nuovo ciclo di trattative che, tra il 2026 e il 2027, interesserà complessivamente quasi cinque milioni di lavoratrici e lavoratori dei comparti del commercio, della distribuzione, del turismo e dei servizi. Ad aprire i lavori sarà il segretario organizzativo della Fisascat Cisl, Luigi Spinzi, cui seguiranno gli interventi delle delegate, dei delegati provenienti e del segretario generale Vincenzo Dell'Orefice. Le conclusioni saranno affidate alla segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola. «L'Assemblea nazionale del 7 luglio - ha dichiarato Dell’Orefice - sarà l'occasione per discutere con una parte della nostra rete di delegate e delegati sulle trasformazioni che stanno interessando il lavoro nel Terziario privato. Le prossime scadenze contrattuali debbono trovarci pronti a rilanciare un incisivo contrasto al lavoro povero e disagiato, a modelli organizzativi che rendono impossibile una reale conciliazione fra vita e lavoro, nonché a rivendicare incrementi retributivi in linea col reale costo della vita». «Puntiamo a rafforzare il nostro modello sindacale pragmatico, saldo nei suoi principi e capace di costruire avanzamenti per chi lavora in un macrosettore che può essere considerato l’asse portante dell’occupazione e dell’economia nel nostro Paese», ha concluso il sindacalista. L'Assemblea nazionale rappresenterà un passaggio essenziale per ribadire l’imprescindibile centralità attribuita alle delegate ed ai delegati sindacali nei luoghi di lavoro dal modello culturale del sindacato-associazione proprio della Fisascat Cisl.
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PIATTAFORMA CONTRATTI TDS, DMO E DISTRIBUZIONE COOPERATIVA, AVANTI CON LE ASSEMBLEE NEI LUOGHI DI LAVORO
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Contratti Terziario. Ha preso il via in tutta Italia la consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori sulla bozza di piattaforma rivendicativa unitaria per il rinnovo dei Contratti collettivi nazionali del Terziario Distribuzione e Servizi, della Distribuzione Moderna Organizzata e della Distribuzione Cooperativa, applicati complessivamente a oltre 3 milioni di addetti e in scadenza il 31 marzo 2027. Dopo il confronto unitario avviato tra le organizzazioni sindacali di categoria e il successivo approfondimento negli organismi della Fisascat Cisl, il percorso entra nella sua fase più partecipativa con l'avvio delle assemblee nei luoghi di lavoro, chiamate a discutere, integrare e votare la bozza della piattaforma che costituirà la base del futuro negoziato con le associazioni datoriali. Le assemblee, organizzate dalle strutture territoriali e dalle rappresentanze sindacali, consentiranno alle lavoratrici e ai lavoratori di esprimersi sul documento e di presentare eventuali emendamenti. I verbali della consultazione dovranno essere trasmessi alle Segreterie nazionali entro il 17 settembre e confluiranno nella definizione del testo definitivo. La piattaforma nasce con l'obiettivo di aprire il confronto negoziale prima della scadenza naturale dei contratti, evitando i lunghi tempi che hanno caratterizzato le precedenti tornate contrattuali, e di offrire risposte concrete alle profonde trasformazioni che stanno interessando il terziario di mercato: digitalizzazione dei processi produttivi, diffusione dell'intelligenza artificiale, crescita dell'e-commerce, sviluppo del franchising, riorganizzazione dei servizi e delle filiere, esternalizzazioni e crescente flessibilità degli orari commerciali. Il percorso si concluderà il 23 settembre con l'Assemblea nazionale unitaria delle delegate e dei delegati, chiamata ad approvare la piattaforma definitiva da trasmettere alle associazioni datoriali per l'avvio delle trattative. «Con la consultazione nei luoghi di lavoro - hanno dichiarato Luigi Spinzi e Giovanni Battista Comiati, segretari nazionali della Fisascat Cisl - si apre il momento più importante del percorso partecipativo per la costruzione della piattaforma. Le lavoratrici e i lavoratori meritano risposte concrete sul salario, sul recupero del potere d'acquisto e sulla qualità del lavoro, e un rinnovo contrattuale in grado di governare le profonde trasformazioni che stanno investendo il terziario di mercato». «Dall'impatto dell'intelligenza artificiale alla digitalizzazione dei processi, dall'evoluzione dell'organizzazione del lavoro alla crescita del franchising e degli appalti, il contratto nazionale dovrà rafforzare tutele, diritti e partecipazione, valorizzando le competenze e accompagnando il cambiamento senza lasciare indietro nessuno» sottolineano i due sindacalisti. «L'obiettivo - hanno concluso i due sindacalisti - è arrivare ai tavoli negoziali con una piattaforma condivisa, costruita attraverso il contributo delle assemblee e sostenuta dal mandato delle lavoratrici e dei lavoratori, per affrontare il confronto con una proposta autorevole, capace di coniugare innovazione, occupazione di qualità, inclusione e una giusta valorizzazione del lavoro».
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LAVORATORI DELLO SPORT, TRASMESSA LA PIATTAFORMA UNITARIA PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE
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Lavoratori dello Sport. Prende il via il percorso per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, in scadenza il 31 dicembre 2026. La Fisascat Cisl e le altre organizzazioni sindacali di categoria hanno trasmesso alla Confederazione Italiana dello Sport – Confcommercio Imprese per l’Italia la piattaforma unitaria che definirà le priorità del negoziato per il rinnovo del Contratto nazionale, applicato ai circa 50mila addetti, tra dipendenti e collaboratori. Si tratta del primo rinnovo contrattuale dopo l'entrata in vigore della riforma del lavoro sportivo, un passaggio che rende ancora più strategico l'aggiornamento del Ccnl per accompagnare l'evoluzione del comparto, rafforzare le tutele e consolidare un quadro di regole in grado di rispondere ai cambiamenti intervenuti negli ultimi anni. La piattaforma, elaborata sulla base dell'esperienza maturata dopo l’ultimo rinnovo contrattuale del gennaio 2024 e l'attuazione della riforma del lavoro sportivo, punta a rafforzare il perimetro di applicazione del contratto, migliorare la qualità dell'occupazione e contrastare fenomeni di dumping salariale e contrattuale, precarietà e utilizzo improprio delle forme di lavoro non subordinate. Con l'invio della piattaforma si apre ora il confronto con le associazioni datoriali per il rinnovo del contratto nazionale, con l'obiettivo di definire un impianto contrattuale coerente con l'evoluzione del settore e capace di rispondere alle nuove sfide organizzative, professionali e sociali del lavoro sportivo. «L'evoluzione normativa del lavoro sportivo - ha dichiarato Daniele Meniconi, operatore della Fisascat Cisl nazionale - richiede oggi un contratto nazionale capace di offrire risposte adeguate alle nuove esigenze del comparto, di consolidare diritti e tutele e di valorizzare le professionalità, sostenendo una crescita fondata sulla qualità del lavoro, sulla legalità e sulla partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori». «Con questa piattaforma - ha sottolineato Aurora Blanca, segretaria nazionale della federazione cislina - intendiamo rafforzare il ruolo del Ccnl come punto di riferimento per tutto il settore. Il rinnovo contrattuale dovrà accompagnare i processi di trasformazione dello sport italiano, garantendo occupazione stabile, salari adeguati e relazioni sindacali sempre più efficaci».
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DELOITTE, 3.000 LAVORATRICI E LAVORATORI FUORI SEDE A RISCHIO: LA STRETTA SULLO SMART WORKING PUÒ INDURRE ALLE DIMISSIONI
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Si rafforza il sistema di relazioni sindacali nel Gruppo Bofrost. La Fisascat Cisl e le altre organizzazioni sindacali di categoria hanno siglato con le direzioni di Bofrost Italia S.p.A. e Overtel S.r.l. due accordi che aggiornano il sistema di premio di risultato e il trattamento economico integrativo previsti dal Testo Unico Contrattuale Integrativo (TUCI), rinnovato nel 2023 e in vigore fino al 28 febbraio 2027. Le intese interessano gli oltre 2.200 lavoratrici e lavoratori impiegati tra venditori, consegnatari, operatori di sede, magazzinieri, cellisti e telefoniste nelle oltre 60 filiali presenti sul territorio nazionale. Gli accordi consolidano l'impianto del contratto integrativo aziendale, confermando il sistema di classificazione professionale e i meccanismi di crescita legati alle performance individuali e collettive, introducendo al tempo stesso nuove misure di incentivazione e adeguando alcuni parametri economici all'evoluzione del contesto di mercato. Le parti hanno inoltre condiviso l'istituzione di un tavolo tecnico con funzioni consultive, chiamato ad analizzare i sistemi retributivi e incentivanti, monitorare gli effetti delle sperimentazioni e approfondire gli aspetti organizzativi dell'attività di vendita, con l'obiettivo di individuare eventuali correttivi e favorire il miglioramento continuo del modello adottato. «Con questi accordi - ha dichiarato Gianfranco Brusaporci, operatore della Fisascat Cisl nazionale - prosegue il percorso di valorizzazione del Testo Unico Contrattuale Integrativo rinnovato nel 2023, confermandone l'impianto e aggiornandolo alle nuove esigenze organizzative e commerciali dell'azienda. Le intese rafforzano il sistema premiante, introducono ulteriori opportunità di riconoscimento economico per le lavoratrici e i lavoratori e consolidano un modello di relazioni sindacali partecipative attraverso l'istituzione di un tavolo tecnico permanente. È un risultato che coniuga valorizzazione del lavoro, innovazione organizzativa e confronto continuo, elementi fondamentali per accompagnare lo sviluppo dell'azienda e la qualità dell'occupazione».
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BOFROST ITALIA/OVERTEL, AGGIORNATO IL SISTEMA PREMIANTE DEL TESTO UNICO CONTRATTUALE INTEGRATIVO (TUCI)
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Deloitte. Entra in una fase di stallo il confronto tra il Gruppo e le organizzazioni sindacali di categoria per il rinnovo dell'accordo sullo smart working, in scadenza il prossimo 30 novembre e applicato ai quasi 15mila dipendenti del network italiano della società leader nei servizi professionali alle imprese, attiva nella revisione contabile, nella consulenza fiscale, legale e finanziaria. Il Gruppo è presente con 23 sedi sul territorio nazionale ad Ancona, Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Roma, Torino, Treviso, Udine, Varese, Verona, Vicenza e Voghera. Al centro del negoziato la proposta aziendale di ridefinire l'attuale modello di lavoro agile, riducendo da cinque a due le giornate ordinarie di smart working settimanali. Le organizzazioni sindacali hanno espresso la netta contrarietà a una riduzione strutturale dello smart working, chiedendo piena trasparenza sui dati relativi all'impatto che il nuovo modello organizzativo avrebbe sulle lavoratrici e sui lavoratori. L'analisi della documentazione fornita dall'azienda ha evidenziato un elemento particolarmente critico: quasi 3.000 dipendenti risiedono a oltre 100 chilometri dalla sede di lavoro e, in numerosi casi, la distanza supera i 700, i 900 e persino i 1.100 chilometri. Una condizione che rende di fatto impraticabile un obbligo generalizzato di rientro in presenza per due o tre giorni alla settimana senza adeguate garanzie. Nel corso dell'ultimo incontro del 26 giugno la Fisascat Cisl ha ribadito che, senza risposte chiare, vincolanti e soddisfacenti per i circa 3.000 lavoratori coinvolti, non esistono le condizioni per proseguire il confronto sul testo dell'ipotesi di accordo. Per la federazione cislina la proposta aziendale rischia infatti di costringere migliaia di lavoratrici e lavoratori a scegliere tra il mantenimento del posto di lavoro e la sostenibilità della propria vita personale e familiare, trasformando una revisione dell'organizzazione del lavoro in un meccanismo di espulsione indiretta dal lavoro. La direzione aziendale ha preso atto della posizione sindacale e si è riservata un periodo di valutazione per formulare una nuova proposta. «Abbiamo detto con estrema chiarezza all'azienda che prima di discutere qualsiasi modifica dell'accordo occorre risolvere il problema dei 3.000 dipendenti fuori sede che verrebbero pesantemente penalizzati dal nuovo modello organizzativo» dichiarano Luigi Spinzi, segretario nazionale della Fisascat Cisl, e Sara Mangone, segretaria generale della Fisascat Cisl Lombardia. «Per chi vive a centinaia di chilometri dalla sede di lavoro, - sottolineano i due sindacalisti - imporre due o tre rientri settimanali significa, nei fatti, rendere impossibile la prosecuzione del rapporto di lavoro e indurre ad un fenomeno di dimissioni di massa. Una revisione dell'organizzazione del lavoro non può trasformarsi in uno strumento che spinge le persone a dimettersi perché impossibilitate a conciliare il lavoro con la propria vita». «Nessuno può essere costretto a scegliere tra il proprio impiego e la propria famiglia. - concludono - Servono risposte chiare, tutele effettive e impegni vincolanti per tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti. Auspichiamo un ripensamento da parte dell'azienda, all'altezza della storia, delle responsabilità e del profilo internazionale del Gruppo Deloitte».
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ORIGINAL MARINES, AL MINISTERO DEL LAVORO CONFERMATA LA CONTINUITÀ OCCUPAZIONALE PER 1.700 DIPENDENTI
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Original Marines. Si è chiuso con il via libera al rilancio del marchio il tavolo convocato al Ministero del Lavoro. La nuova proprietà Pamaf, che ha ufficializzato l’acquisizione del 100% delle quote aziendali, ha confermato la salvaguardia dei circa 1.700 posti di lavoro, escludendo licenziamenti collegati al piano di riorganizzazione, e ha illustrato le linee guida del progetto di rilancio del marchio. Pamaf ha precisato che l'operazione riguarda esclusivamente il passaggio delle partecipazioni societarie e non configura un trasferimento di ramo d'azienda, garantendo così la piena continuità di tutti i rapporti di lavoro. La società ha inoltre comunicato l'archiviazione del procedimento penale a carico dell'azienda e dei soci, con provvedimento del 26 giugno 2025 "perché il fatto non sussiste", evidenziando il venir meno delle misure cautelari adottate in precedenza. È stato inoltre ribadito che, durante l'intera vicenda, retribuzioni, ferie e mensilità aggiuntive sono sempre state regolarmente corrisposte. Sul piano industriale è stato confermato il percorso di razionalizzazione della rete commerciale, che prevede la chiusura di 30 punti vendita tra giugno 2025 e dicembre 2026. Per tutti i lavoratori coinvolti l'azienda ha garantito la ricollocazione entro un raggio massimo di 50 chilometri dalla residenza, escludendo il ricorso a licenziamenti. Pamaf ha infine illustrato il piano di sviluppo del marchio, annunciando nuove aperture in sostituzione dei punti vendita in chiusura negli stessi territori e l'espansione della rete commerciale nelle aree ancora non presidiate, in sinergia con gli altri brand del Gruppo. Per la Fisascat Cisl l'ingresso di un gruppo imprenditoriale italiano rappresenta un segnale positivo, accompagnato da impegni chiari sulla tutela dell'occupazione e sul rilancio dell'azienda. Esaurita la fase emergenziale del tavolo ministeriale, il confronto proseguirà ora in sede sindacale per definire nel dettaglio le modalità delle ricollocazioni, i tempi di attuazione e il piano di sviluppo. Le organizzazioni sindacali hanno inoltre chiesto al Ministero del Lavoro di mantenere attivo il tavolo di monitoraggio per verificare il rispetto degli impegni assunti dalla nuova proprietà, vigilando affinché ogni ricollocazione avvenga nel pieno rispetto della volontà delle lavoratrici e dei lavoratori, entro il limite dei 50 chilometri dalla residenza, sia garantita un'informazione puntuale alle rappresentanze sindacali su ogni chiusura e nuova apertura e non venga avviata alcuna procedura di licenziamento, collettivo o individuale, collegata al processo di riorganizzazione.
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