Lavoro festivo, Guarini: «Anche a Ferragosto il riposo è un diritto dei lavoratori, affidare alla contrattazione il compito di definire norme sulla flessibilità contrattata e retribuita»

Martedì, 13 Agosto, 2019

Roma, 13 agosto 2019 – Riposare nel giorno di festa è un diritto dei lavoratori del terziario, commercio, turismo e servizi. Lo ricordano i sindacati di categoria alla vigilia della Festa religiosa dell’Assunzione di Maria coincidente con il Ferragosto, invitando i cittadini a non andare a fare shopping in una giornata tradizionalmente dedicata alle relazioni familiari ed alle gite fuori porta con amici e parenti ed i lavoratori ad astenersi dalla prestazione, ricordando che non esiste l’obbligatorietà al lavoro festivo e che nessuna riduzione o trattenuta, secondo quanto previsto dalla contrattazione nazionale di settore, potrà essere operata sulla retribuzione come conseguenza della mancata prestazione.

Il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini, con l’auspicio la revisione del quadro legislativo in materia di aperture commerciali rimanga tra gli obiettivi del Governo, rilancia sulla «necessità di intervenire sulle misure varate negli ultimi anni dagli Esecutivi che si sono succeduti negli anni che hanno introdotto un sistema di liberalizzazioni che non ha prodotto i risultati sperati ma piuttosto si è tradotto con una maggiore precarizzazione dell’occupazione e dei rapporti di lavoro, scardinando la contrattazione sull’organizzazione del lavoro costruita con le aziende, peggiorando le condizioni di lavoro e minando il faticoso equilibrio nella vita privata delle lavoratrici e dei lavoratori in comparti ad occupazione prevalentemente femminile».

Il sindacalista sottolinea il ruolo della contrattazione di secondo livello ricordando che «proprio il livello decentrato può stabilire norme sulla flessibilità contrattata e retribuita ad hoc come anche sulla volontarietà della prestazione, introducendo ad esempio un sistema turnistico concordato che risponda efficacemente alle esigenze dei lavoratori ed a quelle delle imprese in un’ottica partecipativa».