Conad/Auchan. Entra nel vivo il confronto sul processo di acquisizione. Dell’Orefice: «Ridurre al minimo gli impatti negativi della maxi operazione, urgente salvaguardare i livelli occupazionali»

Giovedì, 5 Settembre, 2019

Roma, 5 settembre 2019 – Entra nel vivo il confronto in sede sindacale tra le federazioni di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs e i rappresentanti della Bdc Italia SpA, la nuova proprietà di Auchan Retail Italia SpA che controlla Auchan SpA e Sma SpA. Sul tavolo, aggiornato a Roma l’11 settembre, la nuova fase del processo di acquisizione Conad/Auchan che complessivamente coinvolge circa 18mila lavoratori e, allo stato, 109 punti vendita.

Le parti stanno valutando i contenuti di un eventuale accordo quadro volto a stabilire le regole generali per la gestione degli impatti sul lavoro dell’operazione straordinaria rispetto gli interventi di ristrutturazione e risanamento ma anche finalizzato a contemplare anche interventi finalizzati al rilancio, allo sviluppo e alla valorizzazione dell’attività di impresa.

Proseguono intanto le verifiche di parte aziendale sulla valorizzazione degli asset, sulle sinergie e sulla compatibilità di business e commerciale fra la rete Auchan e la rete Conad in attesa del pronunciamento dell’Antitrust mentre è in corso il monitoraggio delle locazioni (con la rinegoziazione dei fitti) e si intensificano le ricerche sulle possibili partnership commerciali (dirette/indirette); la direzione societaria definirà una “mappa” con la fissazione di tipologie possibili di interventi per rendere maggiormente performanti i negozi confermando l’impegno alla salvaguardia dei livelli occupazionali.

Nel merito il cronoprogramma dell’operazione di acquisizione proposto dalla direzione societarie contempla un piano di incentivazione all’esodo da realizzarsi entro il 31 dicembre 2020; sull’annunciato piano di pensionamento/prepensionamento, per la Fisascat Cisl da realizzarsi esclusivamente su base volontaria, la direzione societaria ha manifestato la disponibilità di prevedere, in chiave di clausola sociale, la possibilità di estendere il piano anche al mondo Conad, posizione valutata positivamente dalla categoria cislina che tuttavia ha stigmatizzato l’estrema vaghezza delle proposizioni di parte imprenditoriale.

La Fisascat Cisl ha accolto positivamente l’integrazione del piano di riqualificazione e ricollocazione con l’avvio dei percorsi di riqualificazione del personale, anche questo in chiave di clausola sociale ed integrata con l’estensione al mondo Conad; un aspetto quest’ultimo ineludibile per la categoria - che punta a ridurre al minimo gli impatti sull’occupazione - da estendere oltre che ai lavoratori attivi presso i negozi anche a quelli della logistica ed agli addetti alle funzioni di sede sia di Rozzano, che di Brescia, Vicenza ed Ancona.

Nessuna riserva del sindacato sul percorso imprenditoriale dei dipendenti da realizzarsi per messo della gestione dei negozi, con il supporto della rete e degli strumenti Conad, anche passando per mediante appositi interventi di formazione. La direzione aziendale ha proposto inoltre la negoziazione e la definizione di una nuova contrattazione collettiva (anche in chiave di semplificazione ed eventualmente anche a carattere nazionale), di nuovi strumenti / soluzioni di contrattazione collettiva e di un non meglio esplicitato Patto di salvaguardia lavoro/flessibilità salariale correlate all’andamento ed ai risultati di recupero delle vendite a carattere transitorio per la durata del Piano Industriale (24/36 mesi), posizione rispetto la quale la Fisascat Cisl ha espresso forti perplessità.

«La disponibilità del sindacato potrà estrinsecarsi semmai in un confronto volto a pattuire un contratto integrativo interaziendale, vista la particolarità del sistema Conad» ha dichiarato il segretario nazionale della categoria cislina Vincenzo Dell’Orefice. Per il sindacalista «ai fini del buon esito del confronto negoziale occorrerà ancora lavorare alacremente per imprimere al confronto un livello di maggior dettaglio sulle partite non secondarie delle ricollocazioni, degli incentivi, come anche sul ricorso agli ammortizzatori sociali e sul piano di investimenti».

«In particolare – ha sottolineato - sarà necessario comprendere quali e quanti saranno gli strumenti che la nuova proprietà di Auchan SpA e Sma SpA intende mettere in campo per accompagnare una fase di ristrutturazione che si annuncia pensate e che potrebbe avere impatti sociali significativi se non correttamente governata». «Se si vogliono ridurre gli impatti negativi in termini occupazionali - ha concluso il sindacalista - occorrerà operare in una logica integrata e chiamare il sistema Conad a farsi carico di una parte di ricollocazioni; tuttavia, per quanto l’apertura sia apprezzabile, occorrerà su tale delicato tema essere molto più precisi, in quanto sui percorsi di ricollocazione non ci si può permettere alcuna ambiguità».