Appalti Pulizie Scuole, sindacati al Miur sul processo di internalizzazione del servizio dal 1° gennaio 2020 sollecitano la stabilità occupazionale e reddituale per tutti i 16mila ex Lsu e Appalti Storici.

Mercoledì, 7 Agosto, 2019

Urgente l’attivazione della Cabina di Regia Interministeriale c/o la Presidenza del Consiglio dei Ministri

Roma, 5 agosto 2019– Nessun lavoratore sia escluso dal processo di internazionalizzazione del servizio di pulizia, ausiliariato e mantenimento del decoro nelle scuole italiane svolto dai circa 16mila ex Lsu e dei cosiddetti appalti storici per i quali è urgente garantire continuità occupazionale e di reddito.

E’ questa la posizione condivisa dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti convocate dopo diverse sollecitazioni dal Miur il 1° agosto insieme alle tre confederazioni Cgil Cisl Uil e alle federazioni del comparto scuola. Per la Cisl hanno preso parte il segretario confederale Ignazio Ganga insieme al segretario nazionale della Fisascat Cisl Fabrizio Ferrari e al segretario nazionale della Cisl Scuola Concettina Cupani.

A meno di 5 mesi dal 1 gennaio 2020, data individuata per la realizzazione di quanto previsto dall’emendamento alla Legge di Bilancio 2019, ancora nulla di ufficiale emerge sugli atti necessari a realizzare il processo; la bozza di Decreto Interministeriale sulle modalità, sui criteri e sui titoli della Procedura Selettiva concertato dai quattro dicasteri coinvolti (Istruzione, Economia, Lavoro e Funzione Pubblica) ed illustrato ai sindacati fisserebbe le procedure di assunzione a tempo indeterminato sui 11.263 posti accantonati in organico di diritto.

La Fisascat Cisl, riservandosi di trasmettere le osservazioni al testo proposto, chiede di avviare immediatamente le procedure per poter rispettare i tempi previsti dalla Legge. Pur condividendo la scelta di internalizzare il servizio, che metterebbe fine alle tante difficoltà affrontate negli ultimi anni, la Fisascat Cisl esorta a definire una soluzione che coinvolga tutta la platea dei lavoratori coinvolti, agendo nella massima trasparenza a livello territoriale per evitare che si creino sovrapposizioni con i precari Ata della Scuola.

La categoria cislina sollecita l’attivazione di una cabina di regia interministeriale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri finalizzata individuare ulteriori risorse per assicurare la continuità occupazionale e del reddito dei lavoratori e ad individuare soluzioni condivise e a dare risposte certe alle migliaia di lavoratori e lavoratrici oggi occupati nelle scuole di ogni ordine e grado, realizzando una vera tutela dei livelli reddituali e occupazionali.

Sullo sfondo la situazione dei lavoratori allo stato sospesi con le richieste di attivazione del Fis avanzate dalle imprese del settore; i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti, rivendicando l’utilizzo delle risorse accantonate fino a tutto il mese di agosto 2019 dalla finanziaria, nelle scorse settimane hanno sollecitato i competenti ministeri dell’Istruzione e del Lavoro e le associazioni imprenditoriali ad attivare celermente il tavolo di monitoraggio previsto dalle intese governative. Riflettori accesi anche sulle problematiche che stanno emergendo in alcuni Lotti della Convenzione Consip, dove i lavoratori sono attanagliati dal costante ritardo del pagamento delle retribuzioni nella migliore delle ipotesi; i sindacati hanno invitato i dicasteri coinvolti ad avviare il necessario confronto anche sulla II Rata 2019 a copertura del periodo 1° settembre/31 dicembre 2019 e a definire una soluzione per la continuità occupazionale e reddituale dei lavoratori.

Per la Fisascat Cisl, favorevole al processo di internalizzazione del servizio, il provvedimento assunto dal Governo è sicuramente positivo e condiviso. La categoria cislina, tuttavia, stigmatizza il ritardo nei provvedimenti da adottare e la mancanza di un confronto preventivo tra tutti i soggetti interessati nella vicenda che, in assenza di garanzie occupazionali e reddituali, rischierebbe di trasformarsi in una vertenza dura e socialmente non sostenibile se non si daranno risposte a tutte le lavoratrici e lavoratori Ex Lsu e Appalti Storici.